Archivio di settembre 2010
In tutto il mondo durante il periodo natalizio, laddove i cristiani festeggiano l’incarnazione di Dio, esiste l’usanza di erigere presepi nelle case e nelle chiese. I presepi sono rappresentazioni artistico- figurative della nascita di Gesù nella mangiatoia di una stalla a Betlemme.
Nella capanna vediamo la Sacra Famiglia e i pastori, sullo sfondo l’asino e il bue. L’adorazione dei saggi d’Oriente, i tre Re Magi, viene inclusa nel paesaggio il 6 gennaio.
Gli evangelisti Luca e Matteo furono i primi a descrivere la storia dell’incarnazione di Cristo. È famoso il Vangelo di Natale di Luca, apparso nel secondo secolo dopo Cristo e poi divulgato nelle prime comunità cristiane.
Già nel Quarto secolo troviamo a Roma (nelle catacombe) immagini della natività. L’origine esatta del presepio è difficile da definire, in quanto è il prodotto di un lungo processo.
È storicamente documentato che già in tempo paleocristiano, il giorno di Natale nelle chiese venivano esposte immagini religiose, che dal decimo secolo assunsero un carattere sempre più popolare, estendendosi poi in tutta l’Europa.
Comunemente il “padre del presepio” viene considerato San Francesco d’Assisi , poiché a Natale del 1223 fece il primo presepio in un bosco. Allora, Papa Onorio III, gli permise di uscire dal convento di Greggio, così egli eresse una mangiatoia all’interno di una caverna in un bosco, vi portò un asino ed un bue viventi, ma senza la Sacra Famiglia.
Poi tenne la sua famosa predica di Natale davanti ad una grande folla di persone, rendendo così accessibile e comprensibile la storia di Natale a tutti coloro che non sapevano leggere.
Nella Cappella Sistina della Chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma, si può ammirare uno dei più antichi presepi natalizi. Fu realizzato in alabastro nel 1289 da Arnolfo da Cambio e donato a questa chiesa. Il presepio ha la forma di una casetta, in cui è rappresentata l’adorazione dei Re Magi.
Si considerano precursori del presepio anche gli altari gotici intagliati con immagini della natività, che non fu possibile rimuovere. Uno di questi altari con il gruppo dei tre Re Magi si trova in Austria nella chiesa di S. Wolfgang nella regione di Salzkammergut. Questo altare venne realizzato dall’artista brunicense Michael Pacher.
Un periodo fiorente di presepi fu il Barrocco. Prime notizie certe di presepi di chiese si rilevano dalla Germania meridionale quando, dopo la Riforma i Gesuiti riconobbero per primi il grande valore del presepio come oggetto di preghiera e di raccoglimento, nonché mezzo di informazione religiosa. I Gesuiti fecero costruire preziosi e fastosi presepi, tanto che quest’usanza si estese velocemente nelle chiese di tutta Europa cattolica, finché ogni comune volle un presepio in ogni chiesa.
Baluardi delle costruzioni dei presepi in Europa divennero l’Italia, la Spagna, il Portogallo e il Sud della Francia. Nell’Europa dell’Est la Polonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia, in centro Europa soprattutto l’Austria ed il Sud della Germania.
L’arte dei Presepi visse un periodo aureo nel 18osecolo, quando si cominciò ad ampliare e completare la storia di Natale con stazioni ed episodi, sia nei presepi delle chiese e dei castelli, sia nelle case della gente comune. Nel museo di Bressanone è possibile ammirare il più famoso di questi “presepi annuali” composto da più di 4000 figure, realizzato da Augustin Propst e dal suo fratellastro Josef, di Vipiteno.
Nel Museo Diocesano di Bressanone troviamo anche l’altrettanto famoso Presepio Nißl, composto da 500 figure e realizzato dal figlio contadino-scultore Franz Xaver Nißl (1731-1804) originario della Zillertal. Le figure, estremamente espressive, sono esposte in sedici grandi vetrine; sette mostrano scene di Natale con i tre Re Magi, nove il ciclo della Quaresima. Questo presepio, unico e di altissimo valore, è oggi proprietà della chiesa parrocchiale di San Giovanni in Valle Aurina.
La fine del 18° secolo fu contrassegnata dall’ Illuminismo e dalla Secolarizzazione. In alcuni luoghi vennero vietati i presepi: soprattutto in Baviera si dovettero eliminare tutti i presepi dalle chiese, e furono portati nelle case contadine per evitarne la distruzione. La conseguenza fu che nei contadini crebbe l’interesse per l’arte raffinata dei presepi, così che essi stessi cominciarono ad intagliare le figure.
Fino alla metà del 19° secolo preferivano sfondi con paesaggi di montagna; dalla seconda metà del secolo invece acquistò sempre di più interesse il presepio orientale.
A cavallo dei due secoli diminuì sensibilmente l’interesse per i presepi, ma ci furono dei collezionisti che impedirono che molte rappresentazioni andassero irrimediabilmente perdute. Ne fu un esempio Max Schmederer, consigliere di commercio di Monaco, che raccolse presepi di tutto il mondo e lasciò in eredità ai suoi posteri una delle più grandi collezioni di presepi del mondo, che oggi è possibile ammirare al Museo Nazionale di Monaco di Baviera.
Ai nostri giorni è cresciuto notevolmente l’interesse per i presepi, come dimostrano le società dei presepi, fondate un pó ovunque. (Steger Konrad)
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Ogni anno, nei giorni 3 e 4 ottobre, Assisi diventa il cuore dell’Italia: la cittadina umbra onora solennemente il suo figlio più illustre, san Francesco, che dal 1939 è Patrono del nostro Paese. Proprio in quella data che i Comuni italiani vollero offrire al Poverello un’artistica lampada che ancora oggi arde accanto alla tomba del Santo e alla cui base è inciso il verso dantesco “Altro non è che di suo lume un raggio”: Francesco è venerato come il mistico sole che sorge da Assisi e spande in ogni luogo i raggi della sua luce spirituale. Da quel giorno, anno dopo anno, le regioni italiane si recano a turno ad Assisi ed offrono l’olio per quella lampada; un segno che manifesta l’affetto di tutto il nostro popolo per frate Francesco, “il più piccolo e il servo di tutti”, come egli stesso amava definirsi. Nell’alternarsi delle regioni per l’offerta dell’olio, quest’anno è la volta del Trentino Alto Adige- Südtirol.
Nel Santuario di S. Maria degli Angeli, in Porziuncola, il calendario delle iniziative è molto ricco. Fra i numerosi appuntamenti va evidenziato il Premio “Rosa d’argento-Frate Jacopa” 2010, che verrà consegnato all’attrice Claudia Koll e che ogni anno premia una donna del nostro tempo, testimone di fede, speranza e carità. Allo stesso modo di Frate Jacopa, la signora Koll in questi anni ha dimostrato come l’incontro con Dio possa cambiare radicalmente la vita di una persona, trasformandola in segno di speranza e carità.
Un’ulteriore iniziativa è la mostra dedicata a San Francesco nella storia dell’arte trentina, intitolata “Un capolavoro per san Francesco. Il “Poverello di Assisi nell’arte trentina”. La mostra sarà allestita presso la Sala dell’Annunziata del Museo della Porziuncola e presentata al termine della celebrazione del Transito di San Francesco.
Guarda il programma della Festa di San Francesco di Assisi 2010
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I Mercatini di Natale, piacevole preludio della festa, rappresentano la riscoperta dell’acquisto di regali, addobbi e luci rinunciando alla concitazione tipica degli ultimi giorni nei centri commerciali per favorire piacevoli passeggiate in piccoli centri storici, dove è indubbiamente più facile riscoprire un’atmosfera ed un gusto unici.
A partire dalla festività dell’Immacolata e per tutto il periodo natalizio è possibile visitare a Perugia, nella piazza del Circo antistante l’ingresso alle scale mobili per il centro, il tradizionale mercatino con prodotti per il Natale.
E’ un mercatino che si svolge nel mese di dicembre ed è ideato per il Natale. Vi si può trovare tutto ciò che è attinente alle festività natalizie: decorazioni, giocattoli, dolciumi, articoli da regalo.
Questo splendido mercatino natalizio si svolge in Piazza del Circo a Perugia. Nelle varie bancarelle si possono trovare idee regalo, addobbi natalizi, decorazioni per la casa, giocattoli e prodotti artigianali come le borse in cuoio ed i “cocci”, le ceramiche dell’artigianato locale.
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Gubbio è una delle più belle città medioevali dell’Umbria, verde regione al centro dell’Italia; è a Gubbio che San Francesco incontrò ed ammansì il leggendario lupo. Situata a circa 500 metri di altezza è adagiata alla base del monte Ingino, alto circa 900 metri.
Dal 1981 un gruppo di volontari eugubini provvede all’allestimento di quello che è ormai conosciuto come: L’Albero di Natale più Grande del Mondo….
Grandi e bambini possono emozionarsi ammirando l’albero di Natale più grande del mondo a Gubbio, splendida cittadina medioevale in Umbria. Grazie all’immensità di questa opera e ai sentimenti che ispira rivivi la magica atmosfera del Natale!
Entrato nel 1991 nel Libro dei Guinness dei primati, l’albero di Natale di Gubbio è considerato da tutti come un simbolo di fratellanza e amicizia. Ogni anno un gruppo di circa quaranta volontari detti “Alberalioli” offrono gratuitamente il loro impegno per oltre tre mesi. Tale grande lavoro è ripagato dello splendido spettacolo che è possibile ammirare sul monte Ingino e dall’emozione di migliaia di persone che tutti gli anni si recano a Gubbio solo per questo.
Quest’anno le luci si accenderanno dal 7 dicembre al 10 gennaio 2010. L’albero viene come ogni anno collocato alla base del monte Ingino ed è altro circa 900 metri. È composto da neon colorati e occorrono ben 8.500 metri di cavi per collegare tutte le illuminazioni.
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In occasione del Natale tutte le chiese dell’Umbria celebrano solenni liturgie, concerti di musica sacra, riti natalizi e concerti di musica classica o jazz (Umbria Jazz winter – Orvieto).
Si possono ammirare presepi artistici e presepi viventi, come a Petrignano e Rocca Sant’Angelo di Assisi, Perugia, Attigliano, Giove, Budino, Scanzano e Marcellano vicino Foligno, Monteleone d’Orvieto, Calvi di Terni, Volterrano nei pressi di Città di castello e Città della Pieve. Suggestivi e spettacolari sono l’Albero di Natale allestito a Gubbio, il più grande del mondo disegnato sulla montagna con ben 12 km di luci, e la stella cometa di Miranda a Terni.
Ogni anno a Perugia si tiene il Mercatino delle Strenne, in cui le bancarelle offrono addobbi di natale, decorazioni ed oggetti vari. Sarà inoltre possibile acquistare prodotti dell’artigianato locale.
A Spoleto in piazza del Mercato si svolge ogni anno il bellissimo Mercatino di Natale. Per l’occasione tutti i negozi del centro rimarranno aperti mentre gli stand e le bancarelle offriranno ai visitatori addobbi natalizi, manufatti artigianali, prodotti enogastronomici locali.
Per il periodo natalizio si organizzano mercatini di natale in tutte le principali città dell’Umbria.
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Durante il Natale ed il Capodanno in Umbria verranno organizzate celebrazioni religiose, rievocazioni storiche e manifestazioni folkloristiche.
L’anno volge al termine e l’Umbria si sta preparando per festeggiare nella maniera migliore il prossimo Natale e l’arrivo del nuovo anno.
Trascorrere il Capodanno in Umbria, oltre a farti vivere le prossime festività in modo rilassante e spensierato, è anche un modo per scoprire come le tante città del cuore verde d’Italia si preparano a questi eventi.
Lo scintillio delle luci, i festoni, gli addobbi natalizi rendono l’Umbria ancora più emozionante!
Capodanno in Umbria vi riserva tante altre sorprese e tante occasioni per vivere momenti indimenticabili.
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Ingredienti, dosi per 4 persone:
- sale
- uova: 5
- tartufo nero di Norcia: 100 g
- limoni: ½
- olio d’oliva
- crema di latte: poca
Preparazione:
Lavare bene i tartufi con acqua tiepida strofinandoli con uno spazzolino duro; asciugarli e grattugiarli. In una terrina sbattere le uova intere, unire un pizzico di sale e qualche cucchiaiata di crema di latte; aggiungere poi i tartufi. In un tegame porre l’olio o il burro in giusta quantità e, quando sarà caldo (non cotto), versarvi il composto di uova, farle rapprendere bene e, servendosi di un coperchio o di un piatto adeguato, girare la frittata dall’altra parte e ultimare la cottura. Una frittata perfetta deve riuscire internamente morbida e ben cotta all’esterno. Farla scivolare sul piatto di portata, tagliarla a fette, spruzzandola con succo di limone e servirla subito.
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Ingredienti:
- 1 coratella intera di agnello
- 1 cipolla
- poco rosmarino, 1 foglia di alloro
- spicchio di limone
- peperoncino, sale, pepe e olio
- 2 bicchieri di vino bianco
- (se si desidera aggiungere un bicchiere di pomodoro fresco a pezzetti)
Preparazione della coratella:
Soffriggere la cipolla tagliata molto sottile nell’olio con una punta di peperoncino, aggiungere la coratella tagliata a pezzi molto piccoli.
Quando la carne si è ben rosolata aggiungere il rosmarino, il sale, il pepe, il limone, la foglia di alloro.
Far insaporire ancora, poi aggiungere il vino e lasciar cuocere lentamente. A fine cottura, a piacere, aggiungere il pomodoro.
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La Fiera dei Morti si tiene nella prima settimana di Novembre fin dal Medioevo, inizialmente si svolgeva in centro, attulamente si tiene nel Piazzale Umbria Jazz, zona Pian di Massiano. Dal 1 al 6 novembre 2010 si svolgerà a Pian di Massiano la tradizionale Fiera dei Morti.
L’istituzione della “Fiera dei morti” di Perugia coincide con l’età comunale, in epoca medievale. Si hanno testimonianze scritte della Fiera sin dal 1260 e da queste testimonianze risulta che era già definita allora come “consuetudinaria”. Il suo nome era “Fiera di Ognissanti”, così denominata poiché la Fiera era collocata in calendario nel periodo di tale ricorrenza religiosa.
La Fiera di Perugia si inseriva in un ricco calendario di attività fieristiche e mercantili presenti allora in Umbria in età medievale e rinascimentale. Era notevole il rilievo della Fiera a livello regionale, essendo Perugia collocata nella via che da Firenze portava a Foligno e Ancona e tenuto conto della grande importanza commerciale della vicina via Flaminia.
Le fiere dell’epoca possedevano la funzione prevalente di scambio dei prodotti agricoli e del bestiame. Non a caso avvenivano nel periodo estivo e autunnale, sia per l’ampia disponibilità dei prodotti agricoli raccolti durante l’anno che per consentire alla popolazione locale il “rifornimento” prima delle difficoltà invernali.
La fiera perugina di Ognissanti, sin dal sec. XIII, era frequentata da fiorentini, senesi, cortonesi, fabrianesi: in particolare, molto fertile era il rapporto con la Toscana lungo la direttrice Perugia-Firenze, di cui si ha notizia per l’invio di specifici inviti formalmente inviati dal comune di Perugia agli altri comuni toscani.
Nel periodo della Fiera di Ognissanti di Perugia si tenevano dei giochi di antica tradizione come la caccia al toro, la corsa dell’anello e la corsa del palio o della quintana.
Solo a partire dal ‘600 la Fiera di Ognissanti verrà denominata “dei defunti”, mentre nell’800 prenderà il nome attuale di “Fiera dei morti”. Il significato di questa scelta sembra voler esprimere il desiderio di rendere compatibile il ricordo e il rituale ricongiungimento con gli antenati con l’esigenza di attenuare il sentimento di tristezza comunque presente nella memoria dell’assenza. Il rituale collettivo della festa prevede addirittura l’usanza di mangiare dolci denominati “stinchetti”, “ossa dei morti”, “fave dei morti”, quasi alla ricerca di una “comunione” laica e festosa con i defunti.
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Ingredienti:
- 3 uova
- 100g di zucchero
- 70g di cacao amaro
- 80g di burro
- 150g di farina
- un bicchiere di latte
- una bustina di lievito
Preparazione:
Battere separatamente gli albumi fino a quando diventeranno spumosi.
Battere i tuorli con lo zucchero,aggiungere il burro ammorbidito, il latte, gli albumi montati, il cacao e la farina.
Amalgamare bene il tutto e in fine aggiungere il lievito in polvere.
Imburrare e infarinare una tegame rotondo e infornare il tutto nel forno scaldato in precedenza a 180° per 30 minuti.
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