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Archivi per la categoria ‘Curiosità’

Teatro Lirico di Spoleto

Teatro Lirico di Spoleto

Il Teatro sperimentale Belli di Spoleto, unico polo regionale della lirica (il solo “didattico” in Italia insieme all’Aslico di Milano), rischia la chiusura.

E 130 lavoratori precari, tra orchestrali, coristi, tecnici e macchinisti, potrebbero presto rimanere senza la loro principale fonte di reddito. Il tutto per i tagli del governo alla cultura e per

“…la mancata reazione della Regione che non può rimanere immobile mentre le scippano una delle eccellenze del territorio.”

A lanciare l’allarme, che era stato già ventilato nei mesi scorsi, sono gli stessi lavoratori del teatro, rappresentati dal responsabile del coro, Ivano Granci.

“é assurdo – sostiene – che non si capisca l’importanza del Lirico non solo per la nostra regione, ma per l’intero Paese. Da qui sono usciti alcuni tra i principali cantanti d’Italia, artisti che poi hanno mietuto successi nel mondo. La lirica fa parte del nostro Dna. Dovrebbe essere considerata come il Colosseo o la Torre di Pisa: quale governo consentirebbe mai la distruzione di uno di questi monumenti?.”

La situazione è davvero particolarmente grave. Granci spiega perché:

“Siamo già tutti lavoratori precari, ingaggiati a contratto, di volta in volta. Per moltissimi questa è la principale fonte di reddito, che tra l’altro permette anche il versamento dei contributi e l’accesso, per parte dell’anno, alla disoccupazione. Il 2010 è già stato un anno difficilissimo. Il 2011 rischia di essere mortale se ci saranno ulteriori tagli annunciati.”

Nei suoi momenti di maggiore attività il Belli, oltre ai concerti collaterali, riusciva a mettere in piedi anche 4 spettacoli l’anno che poi venivano replicati nei maggiori teatri regionali (e non solo). Attività impossibile da portare avanti davanti alla riduzione così drastica dei finanziamenti. E non si pensi di essere davanti ad artisti che guadagnano migliaia e migliaia di euro.

“Quasi mi vergogno a dirlo – continua Granci – ma il nostro corrispettivo giornaliero è di circa 44-45 euro al giorno. Se si considera che spesso non si va oltre i venti giorni lavorativi al mese, il conto è presto fatto.”

Un conto il cui risultato è uno stipendio da fame. I lavoratori del teatro provano ad alzare la voce. Lo fanno intanto con una lettera aperta con cui portano a conoscenza della situazione l’opinione pubblica, ma anche con un appello alla presidente della Regione:

“Catiuscia Marini non può restare immobile mentre la sua regione perde uno dei suoi gioielli a causa dei tagli del governo centrale. Deve fare pressioni a Roma ed evitare quello che sarebbe un impoverimento di tutta l’Umbria. Se il Lirico svolge la sua attività fin dal 1947 un motivo deve pur esserci. Stiamo inoltre preparando un appello che invieremo al presidente della Repubblica Napolitano, al premier Berlusconi e al ministro della Cultura, Bondi.”

“Il Lirico – si legge nella lettera aperta scritta da Granci a nome dei lavoratori – è una “Formula” di selezione e formazione di giovani cantanti che devono essere avviati alla carriera attraverso un percorso specifico e ormai codificato: concorso di canto, corso di avviamento al debutto e stagione lirica. Io e i miei colleghi rivendichiamo il ruolo assolutamente unico e straordinario che assolve il teatro di Spoleto nel panorama internazionale, nazionale e certo regionale. Internazionale perché negli anni la nostra realtà ha saputo crearsi degli spazi nel panorama mondiale e delle collaborazioni degne di grandi enti lirici. I nostri giovani cantanti sono chiamati più volte all’estero a rappresentare l’Italia in manifestazioni culturali di assoluto rilievo e sempre con grandissimi consensi. Nel panorama nazionale perché da ormai oltre 60 anni seleziona, forma e fa debuttare tantissimi giovani artisti alcuni dei quali sono oggi stelle di prima grandezza del panorama lirico mondiale. Nella nostra regione assolve appieno la sua funzione di unico polo culturale che propone lirica, alla stregua di un teatro stabile che però tale non è, e forse per questo ne paga le conseguenze, unico punto di riferimento per l’intera Umbria degli amanti dell’opera, che sono tantissimi. L’opera dello Sperimentale è meritoria soprattutto verso quei giovani diplomati che intendono intraprendere la carriera di cantante e basta sfogliare gli annali dei vincitori per trovarvi artisti che oggi spopolano nei più grandi teatri del mondo. Ne cito alcuni: Sonia Ganassi, Daniela Barcellona, Bruno De Simone, Roberta Canzian, Marina Comparato, Roberto De Candia, Cinzia Forte, Natale De Carolis, Giuseppe Sabbatini, Gloria Banditelli.”

“Inoltre – continua il documento – lo Sperimentale ha sempre creduto nella divulgazione del proprio prodotto anche verso le scuole primarie e secondarie. Sono ormai tantissimi anni che le opere allestite in teatro vengono prima viste dagli studenti di tutte le scuole di Spoleto e dintorni. Noi siamo tutti lavoratori stagionali dello Sperimentale e nessuno di noi si è mai arricchito di questo lavoro, lo facciamo per grandissima passione e gratitudine verso il teatro che è l’unica realtà in Umbria che ci dà l’opportunità di esprimere ciò che per noi è gioia e vita, quella vita scritta in opera e che il Lirico Sperimentale fa rivivere ogni anno sui palcoscenici Umbri.”

“Vogliamo perciò scongiurare i nostri cari governanti di rivedere le proprie politiche in merito a questo settore strategico per l’Italia e almeno mantenere al Lirico Sperimentale di Spoleto, per il 2011, gli stessi finanziamenti garantiti per il 2010, già ampiamente insufficienti, che hanno già prodotto drastici ridimensionamenti nella programmazione della Stagione scorsa”

Fonte: Corriere dell’Umbria

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Decathlon a Foligno

Decathlon a Foligno

Il primo negozio Decathlon in Umbria vi aspetta dal 3 dicembre 2010 per soddisfare la vostra voglia di sport.

Decathlon sbarca a Foligno, con un nuovo mega centro commerciale. La famosa catena di negozi di sport e tempo libero, ha aperto un proprio punto vendita nella città della Quintana, unico punto in Umbria a ospitare l’importante marchio che ha 56 negozi sparsi in tutta Italia.

La nuova struttura sorge in via delle Industrie a Sant’Eraclio, nella zona industriale est di Foligno, a pochi passi dal Piazza Umbra.

Decathlon porterà a Foligno tanti nuovi punti vendita dedicati allo sport e al tempo libero, con l’assunzione di una settantina di persone tra commessi, magazzinieri e amministratori.

L’arrivo di Decathlon caratterizza ancor di più la vasta espansione della zona industriale est di Foligno. Un’espansione iniziata con il centro commerciale Piazza Umbra, proseguita con l’apertura di numerose attività commerciali e destinata a continuare alla grande con nuove strutture dedicate allo shopping e al divertimento formato famiglia.

Accanto al Decathlon si parla infatti della prossima apertura di un bowling, di un multisala e di una sorta di parco giochi per i più giovani.

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Jovanotti

Jovanotti

E’ morta all’ospedale di Foligno, a 75 anni, Viola Cardinali, madre del cantante Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti.

I funerali sono in programma nella chiesa di san Filippo a Cortona, città nella quale sarà poi sepolta. La mamma di Jovanotti era caduta per un malore in casa nell’estate scorsa, procurandosi gravi lesioni craniche.

Per molte settimane è rimasta ricoverata all’ospedale delle Scotte a Siena. Poi era stata trasferta in un centro di riabilitazione in Umbria, ma non si era mai ripresa pienamente.

Negli ultimi giorni il peggioramento delle sue condizioni e il ricovero a Foligno, dove oggi intorno alle una, è deceduta. Con lei c’era il marito, Mario Cherubini, oggi pensionato ma per moltissimi anni dirigente a Città del Vaticano. Mario Cherubini e Viola Cardinali hanno avuto quattro figli: oltre a Lorenzo, Umberto (deceduto tre anni fa in un incidente aereo vicino a Latina), Anna e Bernardo.

Fonte: Ansa

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Partito democratico a pezzi: in Umbria la sanitopoli spazza via l’assessore

I pm di Perugia indagano su nomine pilotate e concorsi truffa. L’amministratore Pd lascia. La governatrice: colpa della stampa. Il Pdl: “Da sempre qui la sinistra smista posti di lavoro in cambio di voti

La sanitopoli umbra si allarga, arrivano altre dimissioni eccellenti e – per la prima volta nella storia della Regione più rossa d’Italia – sembra veramente che a qualcuno sia venuta voglia di alzare il velo su un sistema fatto di assunzioni con la corsia preferenziale a beneficio degli amici; lotte di potere senza esclusione di colpi, tutte dentro il partito che governa la regione da sempre; e affari privati che passano per le amministrazioni locali.

Tutto è partito da un’inchiesta della procura di Perugia sulla gestione della sanità nella passata legislatura (quando la Regione era guidata da Maria Rita Lorenzetti) che presto si è allargata su un una rete di rapporti di potere, per lo più incentrata su Foligno. All’inizio di ottobre arrivano avvisi di garanzia a una ventina di politici locali con l’accusa di peculato, presunti «illeciti rapporti tra soggetti privati con dirigenti amministrativi pubblici». Tra gli indagati Maria Gigliola Rosignoli, presidente di Agenzia umbra sanità, l’ente che si occupa degli acquisti per gli ospedali, che è la prima a dimettersi. Avvisi di garanzia anche a un consigliere regionale, al sindaco di Foligno.

Ieri le dimissioni, a sorpresa, dell’assessore regionale alla Sanità, Vincenzo Riommi. Nei giorni scorsi alcuni quotidiani locali avevano scritto che il suo nome compare in alcuni atti dell’inchiesta, ma ieri la procura ha fatto sapere che l’assessore (che era il responsabile del Bilancio nella precedente giunta) non è tra gli indagati. Decisione sofferta, mal digerita anche dalla governatrice Catiuscia Marini, come emerge dal comunicato che ha annunciato le dimissioni, nel quale si parla di «una campagna di stampa che tende a delegittimare» Riommi.

Ma a far tremare la politica umbra, più che gli avvisi di garanzia, sono le intercettazioni telefoniche che stanno cominciando ad uscire. La prima, riportata ieri dal Messaggero, riguarda due delle principali indagate. In particolare una telefonata tra la Rosignoli – che è tuttora amministratrice della Asl 3 dell’Umbria – e Sandra Santoni, ex braccio destro della Lorenzetti quando era alla guida della giunta (ora è presidente di Italferr del gruppo Fs). Oggetto del colloquio proprio il nuovo incarico per la collaboratrice della Lorenzetti. Finito l’incarico politico alla Santoni non rimaneva che il posto al Comune di Foligno.

Rosignoli cerca di trasferirla all’Asl di Foligno (dove ora effettivamente lavora). «La delibera è pronta, tutto è fatto, bisogna lavorare sul concorso». Santoni però lamenta che se la fa andare là, con 1.500 euro (al mese, ndr) poi non sa «cosa mangiare». In attesa del concorso, la manager annuncia alla collaboratrice che le affiderà un «quindici septies», cioè 15 assunzioni a tempo determinato a chiamata diretta. Con quelle «da noi vieni a prendere sulle tremila, tremila e cinque». «In questo modo – risponde finalmente soddisfatta la Santoni – campo e campo bene». I piani prevedevano un incarico amministrativo da dirigente. Ma Santoni ha una laurea in filosofia e proprio non si può. Quindi, pianifica la Rosignoli, «devi fa’ solo il concorso per l’Urp (ufficio per le relazioni con il pubblico, ndr)».

Altre telefonate stanno per uscire. E a quanto pare, sarà un festival della politica con la “p” minuscola, tra pugnalate alle spalle, cordate, tradimenti e grandi strategie. Il tutto in una Regione che conta 800mila abitanti, ma può vantare un apparato amministrativo che, per dimensioni, basterebbe a governare un piccolo Stato. La conferma di una «prassi ormai consolidata di una sinistra che promette e smista posti di lavoro in cambio di voti e preferenze in occasione di appuntamenti elettorali», ha commentato Massimo Monni, coordinatore del Pdl provinciale. «La vicenda di Riommi è solo la punta dell’iceberg», assicura Fiammetta Modena, portavoce del centrodestra, che alle passate elezioni si è candidata contro Catiuscia Marini, puntando proprio sulla fine di un sistema di potere. Che scricchiola, perché non può più tenere tutti dentro.

Fonte: Il Giornale.it

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Caccia al cinghiale

Caccia al cinghiale

Caccia in Umbria: in arrivo nuove riforme per la Caccia al Cinghiale

Tutto da rifare in Umbria per quanto riguarda il prelievo venatorio del cinghiale. Secondo la Giunta Regionale dell’Umbria il regolamento sulla caccia al cinghiale deve essere modificato al fine da rendere più marcato il prelievo della specie. Così la Giunta ha avanzato delle modifiche alla Commissione competente, dalla quale ha già riscontrato parere favorevole. Le nuove disposizioni prevedono che i cacciatori possano prelevare il cinghiale anche singolarmente, all’infuori dei settori riservati a questa specie e nei giorni ora preclusi di lunedì e mercoledì.

Novità arrivano anche per le squadre di caccia grossa, infatti, le squadre dovranno in tal caso segnalare fin dalle prime ore del mattino l’area di battuta scelta al fine di evitare l’incontro con singoli che i cacciatori.

La Commissione ha espresso parere favorevole anche sulla riapertura dei termini per l’iscrizione di nuove squadre e sull’emendamento proposto dal consigliere Stefano Vinti (Prc), di organizzare battute congiunte di due squadre al giovedì, quando per motivi lavorativi è difficile raggiungere il numero minimo obbligatorio di 20 cacciatori.

Tale provvedimento venatorio è stato illustrato dall’assessore alla caccia Lamberto Bottini che in merito all’emendamento di Vinti si pronuncerà in seguito dopo aver ascoltato le associazioni venatorie.

Fonte: www.cacciapassione.com – Ufficio Stampa.

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Francesca Testasecca

Francesca Testasecca, Miss Italia 2010

Miss Italia 2010 è l’umbra Francesca Testasecca, 19 anni, di Foligno. E’ stata incoronata da Sofia Loren nella finalissima di Salsomaggiore.

Una serata condotta da Milly Carlucci con Emanuele Filiberto.

Nel rush finale a due ha battuto la vicentina Giulia Nicole Magro, miss Veneto. Francesca Testasecca e’ giunta a Salsomaggiore come miss Umbria e riporta la corona nella sua regione dopo 48 anni.

Nata il primo aprile 1991 a Foligno, è alta 1,74, ha capelli neri e occhi azzurri. Appena diplomata all’istituto tecnico turistico, in futuro vuole fare l’assistente di volo, ma vuole iscriversi anche a un corso di recitazione e tra i suoi sogni c’è quello di diventare attrice.
Poi, se le capitasse, parteciperebbe pure ad un reality tipo Grande Fratello o la Talpa, ma non l’Isola dei famosi. Legge di solito libri d’amore, che narrano esperienze di vita (le capita anche di scrivere per sfogare le emozioni); è credente, va a messa e non si interessa di politica.

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Gabriele Marra

Gabriele Marra

Questa mattina si è spento a Scheggino il Professor Gabriele Marra, all’età di 69 anni, dopo un lungo periodo di sofferenza.
Lo ricordo come un grande uomo di cultura, d’umiltà, di fede e d’ironia.

Ha intrattenuto generazioni di persone con le sue decise e appassionate lezioni, sulla letteratura italiana ed europea, in particolare modo alla Lectio Dantesca.
Indimenticabili i suoi interventi nei palazzi istituzionali umbri e di altre regioni, a Spoleto in coppia anche con Pietro Biondi e Claudio Trionfi, nei quali univa la conoscenza delle cantiche dantesche, nel riuscito impegno di spiegarne un testo così complesso, attraverso un aggiornamento e una formazione da vero e proprio umanista.
Nonostante il suo ruolo di cattedratico, non nascondeva le sue opinioni e il suo impegno di grande amante e studioso dell’Italia, dell’Umbria ed del suo patrimonio, nella tutela di quelle città e quei borghi, tracce di un valore altrettanto autentico.
La sua grande intelligenza si univa ad una ottima dose d’umiltà, che lo predisponeva ad un dialogo
sempre aperto, concludendosi a volte con un incoraggiamento, altre con una battuta alla romanesca.
Personalmente non avrò più un grande amico e non dimenticherò mai i suoi inviti all’importanza della scuola, della cultura, della conoscenza e dei valori tradizionali.
Invio un nuovo commosso abbraccio alla moglie Carmela, i figli Monica e Guido e a tutti i suoi parenti e amici.
Il Professor Gabriele era anche un grande amante della Città di Spoleto, sua seconda città di adozione insieme a Roma e Scheggino.
Per chi volesse intervenire ai suoi funerali, si terranno il giorno Lunedì 6 alle ore 11 alla Chiesa di San Gregorio Maggiore di Spoleto.

Grande Onore a Te Professor Marra!

Alessandro Ciamarra

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Cane con museruola

Cane con museruola

Guinzaglio e museruola (a seconda dei casi) e kit per la pulizia dei bisogni. Multe da 25 a 500 euro

Maggiore decoro dell’ambiente urbano, mantenimento dell’igiene pubblica e disposizioni più rigorose per garantire un comportamento civile e responsabile da parte proprietari dei cani a favore della sicurezza dei cittadini.

Queste le motivazioni alla base dell’ordinanza emessa dal Sindaco Daniele Benedetti che fa seguito alle numerose segnalazioni e lamentele in materia di abbandono di deiezioni solide dei cani su suolo pubblico, con conseguenti rischi per la salute dei cittadini.

Per combattere un disagio crescente, legato alla sempre maggiore presenza di cani nei luoghi pubblici, che, se non accompagnata ad un comportamento civile e responsabile dei loro conduttori, pregiudica la vivibilità delle aree stesse e la sicurezza sia dei frequentatori che quella degli stessi animali, l’ordinanza impone ai proprietari “di assicurare la custodia dei loro cani” e di “adottare tutte le misure adeguate per evitare la fuga e per prevenire situazioni di pericolo in danno di altri animali o di cittadini”. Inoltre “i cani a custodia di abitazioni, fabbricati (aziende) o giardini e degli edifici rurali non possono essere lasciati liberi, salvo che l’edificio o il luogo da vigilare siano recintati in modo da impedire ai cani stessi di raggiungere le persone che transitano sulla strada”.

Anche per quanto riguarda gli strumenti di pulizia l’ordinanza obbliga i proprietari dei cani accompagnati in luoghi pubblici “a munirsi, esibendo su richiesta degli organi di vigilanza, di kit per la pulizia o altra idonea attrezzatura, per l’eventuale raccolta delle deiezioni solide degli animali”. Inoltre viene imposto ai proprietari “di provvedere all’immediata rimozione delle deiezioni solide del cane facendo uso dei suddetti strumenti, riponendo i sacchetti utilizzati, ben chiusi, negli appositi cassonetti per la raccolta degli rifiuti solidi urbani collocati lungo le strade cittadine”.

L’ordinanza contiene anche più severi obblighi comportamentali. È necessario per esempio l’adozione del guinzaglio (con dimensioni e caratteristiche proporzionate alla tipologia di cane) o la museruola in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta della autorità competenti. E’ vietato affidare cani a persone non in grado della loro corretta gestione o introdurli negli edifici comunali aperti al pubblico, nei giardini e parchi pubblici, nonché nelle aree attrezzate adibite a gioco comunque delimitate, ad eccezione dei giardini pubblici di Piazza Vittoria lato Via dei Filosofi, dove i cani possono camminare lungo i vialetti pedonali e in Piazzetta Porta San Lorenzo. È vietato inoltre detenere gli animali in condizioni incompatibili con la loro natura, tali da poter causare sofferenza agli stessi o da poter esaltare la loro aggressività.

Ai comportamenti che violano l’ordinanza si applicano le sanzioni previste dalle norme di legge che disciplinano le rispettive materie. Per le violazioni alle disposizioni contenute nella presente ordinanza, ove non previsto per legge, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da € 25,00 ad € 500,00 ai sensi dell’art. 7 bis del D. Lg.vo n° 267/2000, oltre all’immediato ripristino dello stato dei luoghi in caso di imbrattamento del suolo pubblico e/o aperto al pubblico.

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Cavalier King Charles Spaniel

Cavalier King Charles Spaniel

L’assessorato ai servizi sociali del Comune di Montefalco ha predisposto un fondo per i residenti che decidano di adottare un cane.

“Si tratta di un’iniziativa introdotta per la prima volta da questa giunta comunale – spiega l’assessore Pierluigi Curi – volta a dare un sostegno economico diretto a chi decida di prendersi cura di un animale“.

Per ogni cane adottato, di età inferiore ai sei anni, sarà infatti elargito un contributo annuo di 300 euro per tre anni, che salirà invece a 350 euro annui per animali di età superiore ai sei anni, sempre per lo stesso lasso di tempo.

L’iniziativa ha riscosso da subito un grande successo – continua l’assessore – tanto che stiamo valutando anche l’ipotesi di modificare il regolamento in modo da estendere tale facoltà a tutti i cittadini residenti nel territorio dell’Unione dei Comuni.

In questo modo contiamo di venire incontro alle esigenze del canile, degli animali che possono finalmente trovare una casa e di tutti coloro che hanno la possibilità di accogliere un animale, aiutandoli concretamente soprattutto in questo periodo di crisi”.

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Fontana dei matti a Gubbio

Fontana dei matti a Gubbio

La patente quella automobilistica, la possono prendere tutti. Ma quella di cui vi parlo non è proprio per tutti. Non ci sono particolari esami, nessuna pratica, basta fare un viaggio a Gubbio e girare tre volte attorno alla famosa fontana dei matti. Si trova poco prima di entrare nella pensile piazza dei Consoli. Soltanto girando tre volte attorno a questa fontana si acquista la cittadinanza onoraria di Gubbio, cioè la patente da matto. La fontana è conosciuta per il rito di girarle tre volte attorno. Il rito richiama le tre birate dei ceri e, più anticamente, le lustrazioni precristiane delle case eugubine, con un braciere acceso, il loculo, che girava tre volte attorno alla casa.

Gubbio è tradizionalmente definita la “città dei matti“, riferito alla proverbiale imprevedibilità degli eugubini. Una usanza tradizionale è il conferire la “patente di matto” a chi compie tre giri di corsa intorno alla cinquecentesca “Fontana dei Matti”, situata nel largo Bargello. La città di Gubbio è situata sulla strada del pellegrinaggio, il Cammino di Assisi.

Gli eugubini sono particolarmente attaccati alla loro città e mostrano una forte identità comunitaria. Legata alla loro proverbiale imprevedibilità è la definizione di Gubbio quale città dei matti e una credenza popolare vuole che facendo tre giri di corsa intorno alla cinquecentesca “Fontana dei Matti”, che si trova nel largo Bargello, si acquisisca la patente da matto e la “cittadinanza” eugubina.

Non potete visitare Gubbio e andare via senza prendere la “patente da matto”. Ma ci sono tanti altri motivi per visitare questa splendida cittadina umbra, in provincia di Perugia, motivi, storici, culturali e religiosi. La città di Gubbio è strettamente legata alla storia di san Francesco, in particolar modo ad un evento della sua vita citato nei suoi fioretti, cioè l’incontro con il lupo. A Gubbio inoltre Francesco si rifugiò dopo essersi allontanato da Assisi, trovando asilo presso la famiglia degli Spadalonga. Per questo Gubbio è considerata la seconda capitale francescana.

Da visitare è il Palazzo dei Consoli, fatto costruire nel XIV secolo dal governo della città, che in questo modo voleva testimoniare la grandezza e la potenza raggiunta dalla città. Il palazzo, in stile gotico, è alto circa sessanta metri. Dal 1901 è sede del museo civico, dove sono esposti antichi reperti archeologici umbri, una collezione numismatica ed una pinacoteca. Altri luoghi di interesse sono la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, le chiese di San Francesco, San Giovanni, San Martino, San Pietro e Sant’Agostino, il museo diocesano, il museo della chiesa di Santa Maria Nuova, la raccolta d’arte del convento San Francesco, il Museo della Torre di Porta Romana, il Cassero e il Teatro romano.

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