Ficulle è un comune di 1.715 abitanti della provincia di Terni.
Le radici di Ficulle risalgono all’epoca della civiltà etrusca, come sembrerebbero dimostrare le grotte della Madonna della Maestà, ritenute dagli archeologi sepolcreti di carattere rurale. Le tracce più eloquenti della storia di Ficulle risalgono tuttavia all’epoca romana: qui i romani avevano, infatti, un posto di osservazione che dominava la Via Traiana, o Cassia Nuova, una delle più importanti direttrici di comunicazione tra Roma ed il nord della penisola. Testimonianza di questa epoca è un cippo marmoreo dedicato al dio Mitra ritrovato nei pressi del paese qualche secolo fa ed oggi conservato nella chiesa di S.Maria Vecchia.
Durante il medioevo, il Castrum Ficullensis fu fortificato e, nei lunghi anni delle lotte feudali, subì frequenti saccheggi e devastazioni, rimanendo pur sempre il più importante castello del Comune orvietano. Da queste distruzioni si salvarono comunque le due rocche e le antiche mura, che conferiscono tutt’oggi al paese la struttura tipica del borgo medioevale. L’Alto Medioevo ha portato inoltre alla costruzione dell’Abbadia Camaldolese di S. Nicolò al Monte Orvietano, che ha ospitato il giurista monaco Graziano, il più illustre figlio del territorio ficullese, famoso per il suo Decretum Gratiani e per la sua attività di insegnamento all’università di Bologna.
La storia più recente vede Ficulle come centro importante dell’Alto Orvietano, diventato Capoluogo di Mandamento con proprio distretto militare, pretura e carcere. Il XX secolo vede un forte attività da parte dei partiti politici e la nascita di alcune cooperative. Due istituzioni sopravvivono al regime fascista: la ex Cassa Rurale ed Artigiana (attualmente CrediUmbria banca di credito cooperativo) e la Casa della Divina Provvidenza per l’assistenza degli anziani, testimonianza dell’impegno sociale, della capacità organizzativa e dello spirito di solidarietà che hanno animato le ultime generazioni ficullesi.
Degne di nota sono la chiesa di Santa Maria Vecchia del XIII secolo, di forme gotiche evidenti negli archi ogivali e nei contrafforti, la chiesa di Santa Maria Nuova, costruita a differenza della prima nell’ interno del borgo, il castello della sala del XII – XIII secolo e la residenza nobiliare di Castelmaggiore.
Non lontano dal paese si trova il castello della Sala, già feudo dei Monaldeschi. Il simbolo di Ficulle è il coccio: oggetti di uso domestico fatti di argilla, lavorati al tornio e cotti nel forno a legna. Terrecotte che, prima dell’avvento della plastica, scandivano la vita quotidiana di tutti si producono tuttora: piatti e pignatte, “panate” e ziri ricordano abitudini antiche e conservano nelle forme e nei colori quella tradizione locale, che si ritrova nella cucina semplice ma gustosa (crostini di fegato, tagliatelle al sugo d’oca, “umbrichelle”, arrosti e “arrabbioni”, torta di noci, ecc.).
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