Gualdo Tadino è un comune di 15.811 abitanti della provincia di Perugia. Situato nel nord est dell’Umbria, il suo territorio è in parte montagnoso (gli Appennini Tadinati con il più alto, il monte Penna, 1.432 m), la vasta pianura e la parte collinare verso Assisi.
Umbra, romana, medievale e moderna. Il tessuto della città racconta delle sue tante rifondazioni, profondamente intrecciate con l’architettura e le materie che nelle varie epoche si sono succedute. Conoscerne da vicino la storia, significa comprendere appieno l’identità della Gualdo odierna.
Dalla città si sale alla Valsorda (1005 metri s.l.m.), meta obbligata per gli escursionisti che transitano lungo il Sentiero Italia e per gli appassionati della montagna che desiderano ammirare la fioritura primaverile dei prati.
Dalla splendida vallata è possibile raggiungere le vette circostanti attraverso antichi sentieri e tratturi, percorribili anche in mountain bike e a cavallo, per ammirare il paesaggio incontaminato e di rara bellezza dell’Appennino Umbro-Marchigiano. Lo sguardo va dal Monte Catria sino ai Sibillini, e scorgere affascinanti borghi pedemontani e, in lontananza, il Mare Adriatico.
Gualdo Tadino ha dato i natali ad eminenti personalità che hanno dato lustro al suo nome con le opere del loro ingegno e dell’intelletto (Castore Durante, Matteo da Gualdo ed in tempi recenti Raffaele Casimiri) e conserva, all’interno del Museo Civico allestito presso la Rocca Flea, un considerevole patrimonio artistico: il Polittico di Nicolò Alunno, varie opere di Matteo da Gualdo, altre di Antonio da Fabriano, Sano di Pietro, Avanzino Nucci.
Gualdo Tadino è nota anche per la sua ampia produzione di ceramica (oltre sessanta sono gli opifici in attività) di cui custodisce un ricco patrimonio sia passato che recente, come la collezione di oltre 100 pezzi, unica nel suo genere, che raccoglie le opere distintesi nelle 37 edizioni del Concorso Internazionale della Ceramica, una autentica galleria di arte ceramica contemporanea.
Da sempre Gualdo Tadino è considerata una delle patrie della ceramica. Tracce di questa arte sono state rinvenute nel sito arcaico di Colle i Mori, riconducibili al periodo preromano.
Da qualunque direzione si arrivi a Gualdo Tadino non si può far a meno di notare la Rocca Flea: l’antico maniero che si erge a protezione della città. Il nome Flea sembra derivi dal vicino fiume Flebeo che, nel succedersi delle epoche, assunse il nome di Fleo come è già possibile verificare in documenti del XII secolo. La Rocca, oggetto di varie dominazioni, alternò fasi di splendore a fasi di distruzione. Vi si insediarono prima le truppe di Federico Barbarossa, poi quelle del papa e successivamente quelle della guelfa Perugia.
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