San Venanzo è un comune di 2.348 abitanti della provincia di Terni. Alle pendici del Monte Peglia, a 40 Km da Orvieto, San Venanzo è il paese dell’orvietano più prossimo al territorio perugino.
La presenza dell’uomo nella zona è confermata dai ritrovamenti di reperti risalenti al Paleolitico (breccia ossifera villafranchiana del Monte Peglia), al Neolitico e all’età del bronzo e del ferro, ora conservati al Museo archeologico di Perugia.
Anche gli Etruschi hanno lasciato tracce consistenti della loro presenza, come attestano gli scavi archeologici di Poggio delle Civitelle, che hanno recentemente portato alla luce un abitato di notevoli dimensioni, attivo fino alla tarda età imperiale, costruito lungo l’asse viario che collegava Perugia ad Orvieto.
Dopo la caduta dell’Impero romano il territorio, venutosi a trovare all’interno del corridoio bizantino, rinsaldò i legami con Orvieto e le antiche strade per Perugia e per Todi tornarono ad essere trafficate.
Risalgono proprio a questo periodo le origini dell’abitato di San Venanzo, fondato intorno al secolo VIII, in piena epoca bizantina.
Interessanti sono i primi resti della chiesa di S. Venanzio ben visibile nel parco pubblico e, all’interno della residenza municipale, i dipinti murari e le decorazioni. Di valore artistico e devozionale è l’affresco della Madonna Liberatrice (sec. XIV) che si trova nell’omonima chiesa posta lungo la strada statale.
Di particolare interesse geologico è il terreno su cui sorge il paese. E’ di origine vulcanica e ne è testimonianza il fatto che nelle sue immediate vicinanze è presente la “venanzite“: una roccia unica al mondo. Recentemente sono stati realizzati dall’Amministrazione Comunale un museo vulcanologico ed un percorso naturalistico all’interno della colata lavica.
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