Situata a 281 m s.l.m. Scheggino ospita nel suo territorio (35 kmq) circa 460 abitanti. Peculiarità della zona è la troticultura, attività fortunata grazie al sapiente sfruttamento del fiume Nera che attraversa il centro storico.
Di antiche origini «Schiaginum» prima, «Schezzino» poi e ai primi del XVIII sec. Scheggino, è un centro agricolo sorto intorno ad un Castello triangolare di pendio, con cassero al vertice, di cui tuttora è visibile la struttura primitiva. Il borgo si presenta oggi fuso con il castello in un unico complesso. La località è cinta da mura del sec. XII; nel 1522 subì un assedio memorabile da Picozzo Brancaleoni, che non riuscì ad espugnare il castello. Nelle vicinanze, sulla sinistra del Nera, sgorgano tra gli alberi, in un posto incantevole, le “Fonti di Valcasana”.
Paese di origine medievale con resti di mura e di un torrione semidiroccato della stessa epoca. Sempre di epoca medievale è la Chiesa di San Nicolò che però fu ampiamente ristrutturata nella prima metà del XVI secolo. Nel corso del terzo decennio di questo stesso secolo Scheggino fu cinta d’assedio da Picozzo Brancaleoni che tuttavia non riuscì ad impossessarsi del borgo.
A Scheggino (PG), loc. Valcasana, è nato da poco un nuovo parco outdoor che offrirà molteplici attività a contatto con la natura. IndianaPark sta per iniziare la realizzazione di due percorsi per bambini (su alberi), uno per ragazzi e adulti (su alberi) e un impianto in artificiale, su pali in legno alti 8 metri fuori terra, con due percorsi sovrapposti, per ragazzi e adulti. A questi aggiungiamo anche tre zip line che saranno visibili dall’Arena, una location multifunzionale che ospiterà altre attività. Tutte le info su www.activopark.com.
Il turista che si rechi a Scheggino sarà deliziato dai colori e dai sapori della natura, che qui offre tartufi di raffinata qualità e trote di fiume dal sapore verace. La chiesa di San Nicolò, in pieno centro storico, risale al secolo XIII ma è stata interamente rifatta nel corso del XVI secolo. Pregevoli affreschi si trovano all’interno in corrispondenza dell’abside, attribuibili allo Spagna, molto attivo in questa regione durante gran parte della sua vita. La chiesa di Santa Felicita, pur essendo del pieno periodo romanico, stupisce per il suo stile primitivo che ne fece erroneamente attribuire la datazione al periodo longobardo.
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