La Chiesa di Santa Maria di Pistia (detta anche “di Plestia“), edificata probabilmente sul luogo dell’antica cattedrale, è una chiesa in stile proto-romanico e santuario di “confine“, situata sull’Altopiano Plestino, al confine tra Umbria e Marche, nel comune di Serravalle di Chienti, ma contigua all’abitato di Colfiorito. Sorge su nodo stradale di grande importanza fino a tutto l’Alto Medioevo, nell’area dell’antica città di Plestia, a 112 miglia da Roma, scomparsa nel X secolo, in origine probabilmente luogo d’incontro del cardo e del decumano. È sede di diocesi titolare: Dioecesis Plestiensis, il cui vescovo titolare è, dal 1988, Thaddeus Joseph Jakubowski, fino al 2003 vescovo ausiliare di Chicago.
Nel cuore dell’altopiano sorge la chiesa della Madonna di Pistia, alterazione popolare di Plestia, antica città umbra, fiorentissima in epoca romana. Chiesa di origine plebale, restaurata negli anni ‘60. Sorge entro l’importante area archeologica dell’antica città romana di Pistia: ovunque si segnalano ritrovamenti di armi, monete e tombe. Qui, al tempo della seconda guerra punica si svolse una battaglia fra l’esercito di Annibale e quello romano guidato dal luogotenente Centenio.
Di questo storico evento restano traccie nella toponomastica popolare, armi di tipo cartaginese, resti umani.
La chiesa, di impianto rettangolare, con un ordine di colonne a formare un portico, aggiunto alle facciate ovest e sud in epoche successive, è’ impostata su edifici di epoca paleocristiana del IV sec. e sulle rovine del tempio romano di cui furono recuperati i materiali da costruzione. Nel V sec. divenne sede vescovile; dopo il 996, epoca della visita dell’imperatore Ottone III, venne ricordata come città scomparsa. La chiesa fu probabilmente ricostruita nel corso del sec. XI, ed ebbe la funzione di pieve prima della metà del ‘300. In epoca recente l’abside semicircolare crollò e fu ricostruito il suo inviluppo in ferro e vetro (un disastro cui occorre porre rimedio).
L’interno presenta una sola grande aula, coperta da tetto a capriate lignee e presbiterio fortemente sopraelevato.
Nei sotterranei sono i resti del Tempio romano e la cripta, datata fra il XI – XII sec., una delle più antiche presenti nel territorio camerte (Paoloni), di forma rettangolare (iconografia “ad oratorium”), costituita da tre navate absidate, la mediana delle quali è tripartita da colonnine e pilastrini sormontati da capitelli ad intagli geometrici, con sovrastanti dieci piccole volte a crociera e muri perimetrali, molto simile alla cripta di S.Marco in Colpolina. Sul fondo era un ara antichissima oggi collocata all’ingresso del tempio.
Ogni primo lunedi del mese si svolge, da maggio a settembre, secondo una tradizione che si perde nel medioevo, una fiera di merci e bestiame che richiama tutti gli abitanti dei paesi vicini.
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