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Articoli marcati con tag ‘borgo’

Pienza

Pienza in Val d'Orcia

Pienza è un comune di 2.231 abitanti della provincia di Siena, probabilmente il centro più rinomato e di maggiore importanza artistica di tutta la Val d’Orcia di cui fa parte. È non molto distante dalla strada statale Cassia e dagli altri due importanti centri della valle, San Quirico d’Orcia e Castiglione d’Orcia.

La sua collocazione al centro della Val d’Orcia, una valle bellissima e intatta dal punto di vista paesaggistico, rende la cittadina perfettamente in grado di documentare ancora oggi l’interesse fondamentale che l’architettura umanistica pose nel rapporto uomo-natura, anche in riferimento all’importanza che questo rapporto ebbe durante l’età classica.

Pienza, piccolo gioiello del Rinascimento nel cuore della Toscana, in provincia di Siena, al centro di una delle zone più belle d’Italia e più ricche di tesori d’arte, deve il suo nome e la sua fama ad Enea Silvio Piccolomini divenuto famoso come Pio II. Conosciuta nell’alto medioevo con il nome di Corsignano fu una roccaforte senese celebre per essere stata menzionata in una novella di Giovanni Boccaccio.

Gran parte della sua architettura più bella fu fatta realizzare proprio da Papa Pio II tra il 1459 ed il 1462 che chiamò a lavorare a Pienza uno degli architetti più famosi dell’epoca, Bernardo Rossellino, trasformando il borgo natale di Corsignano in una splendida cittadina rinascimentale, eccezionale esempio di architettura e urbanistica quattrocentesche. Pienza, dichiarata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità per l’importanza dei suoi monumenti e del suo assetto urbano, costituisce altresì, una meta ideale per un breve soggiorno, una vacanza rilassante fra cultura e gastronomia, al centro di un territorio per gran parte ancora incontaminato.

Oggi Pienza fa parte di un sistema territoriale chiamato “Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d’Orcia“, che mira alla conservazione dello straordinario patrimonio artistico dei cinque comuni che ne fanno parte: Castiglion d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d’Orcia.

La piazza Pio II, dedicata al pontefice che volle trasformare in città il medioevale borgo natio di Corsignano, è considerata una delle più limpide realizzazioni degli ideali urbanistici del Rinascimento.
Creata da Bernardo Rossellino tra il 1459 e il 1462, essa si apre al centro della cittadina, di cui raccoglie nel suo breve spazio tutti i monumenti: la Cattedrale, il palazzo Piccolomini, il palazzo Comunale e il severo palazzo Vescovile.
L’equilibrio delle masse architettoniche, il loro armonioso rapporto con lo spazio antistante, la rispondenza delle loro distensioni orizzontali, quasi sottolineate dalle bianche liste che spartiscono in grandi rettangoli la pavimentazione di mattoni a spina di pesce, l’uguale patina della pietra usata, danno all’ambiente, pur variamente articolato, una mirabile unità e una bellezza composta e meditata.
Protagonista è la Cattedrale, che per il divergere dei lati della piazza e il conseguente rapido dilatarsi dello spazio verso la valle retrostante, pare quasi protendere in avanti la sua maestosa facciata, d’un misurato vigore plastico,con i due ordini di colone ed archi che l’animano.
Altro protagonista è il palazzo Piccolomini, il capolavoro del Rossellino, che si ispirò alle forme albertiane nell’idearlo tutto a bugnato liscio.

Il Duomo, dedicato alla Madonna dell’Assunta, fu eretto sulle rovine dell’antica chiesa di Santa Maria, costruita dopo la metà del XII secolo. Allo scopo di avere un’ampia navata e , contemporaneamente, una piazza abbastanza spaziosa, l’abside fu ancorata al dorso della collina, ma non così saldamente da renderla sicura sul terreno umido e mobile, tanto che lunghissimi e difficili sono stati i lavori di consolidamento dello sperone della fabbrica che guarda la campagna. L’esterno sollecita il ricordo dell’Alberti, filtrato attraverso l’operosa ttività del Rossellino, ed afferma motivi quattrocenteschi negli arconi classicheggianti. Le colonne poggiano su alti basament; un occhio e due edicole timpanate sono iscritte nell’arco e il fastigio triangolare, spartito da ornate lesene, porta al centro lo stemma Piccolomini. L’interno, a tre navate, si riallaccia a motivi gotici negli allungati e snelli pilastri a fascio, sormontati da alti piedritti, sui quali si innestano le volte a crociera. L’abside a raggiera è illuminata dalle finestre ogivali, rabescate da spinosi motivi ornamentali. Il campanile ha pianta ottagonale poggiato sopra l’antica cripta, si staglia sulla sinistra della chiesa e svetta verso il cielo con la sua bella terminazione a cuspide.

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Montepulciano

Piazza Grande a Montepulciano

Montepulciano è un comune di 14.472 abitanti della provincia di Siena, posto a 605 metri sul livello del mare, a cavallo tra la Val di Chiana e la Val d’Orcia. Di antica e lunga storia, Montepulciano ha origini dal popolo degli Etruschi a partire dal IV secolo a.C.
Ha notorietà anche per la ricchezza di ottimi vigneti da dove si ricava il vino Nobile di Montepulciano DOCG.

La città di Montepulciano ha un passato legato in parte all’essersi trovata all’incrocio di due strade di importanza regionale (da Chiusi ad Arezzo da sud a nord, e dalla Valdorcia alla Valdichiana e al Trasimeno da est ad ovest) e in parte alla sua collocazione strategica al confine dell’area di influenza di vari potentati cittadini basso medioevali (Orvieto, Perugia, Siena, Firenze).

Questo ha fatto sì che nei primi secoli del secondo millennio abbia sviluppato ricchezze e potere in modo ragguardevole, al punto da divenire preda ambita e da conquistarsi un’apprezzabile autonomia vendendo bene la sua alleanza alle città maggiori in perenne conflitto tra sé.
Purtroppo la sua definitiva entrata nello Stato fiorentino, dopo il 1511, se ne ha consacrato l’importanza formale (che si riflette nell’imponenza degli edifici pubblici e privati realizzati dopo tale data, e nell’erezione in Diocesi nel 1561) ne ha avviato un lento declino economico e sociale, al punto che nel secolo XVIII il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo se ne preoccupava, e s’interrogava sui modi per ridar vita ad un centro tanto prestigioso quanto decadente.

Nel secolo XIX la bonifica della Valdichiana e la rinnovata importanza della città, che diviene il centro amministrativo della zona, ne segnano un’apprezzabile rivitalizzazione, che però non dura oltre la metà del secolo XX; la perdita demografica della valle, per l’emigrazione al Nord di tanti agricoltori che si trasformeranno in forza lavoro per le fabbriche, e per i mutati modi di coltivazione della terra, non è stata ancora del tutto compensata da analoga crescita della piccola e media industria o dai servizi.

Malgrado ciò il prestigio artistico e storico della cittadina ha ancora un apprezzabile fascino, anche a livello internazionale, e questo fa sperare che Montepulciano possa trasformarsi definitivamente in un centro di produzione culturale.

Degna di nota, Piazza Grande, considerata il centro monumentale della città; lo spazio si articola in diversi edifici notevoli, ricordiamo il trecentesco Palazzo Comunale, il Palazzo Cantucci datato 1519, il Palazzo Nobili Targhi, interamente in travertino ed infine il trecentesco Palazzo del Capitano del Popolo, in laterizio.
Sempre nella Piazza, è il Pozzo de’ Grifi e dei Leoni, datato 1520, in raffinate forme rinascimentali.
La caratteristica chiesa di San Biagio, situata alle pendici del colle di Montepulciano, su di un ampio prato; la pianta, a croce greca, è sormontata da una cupola.

New Moon girato a Montepulciano

Il famosissimo film New Moon, secondo episodio della saga Twilight, è stato girato anche a Montepulciano. Nel libro parte della storia era ambientata a Volterra e così il regista Weitz ha deciso di venire a girare alcune scene in Italia e ha scelto Montepulciano per rappresentare la Volterra del libro.

La scelta della città di Montepulciano al posto di quella di Volterra ha creato alcune polemiche, ma il regista ha new-moonspiegato che dopo aver visto entrambe le città per motivi di simmetria della piazza, e quindi di maggior semplicità nelle tipologie di riprese, è stata scelta Montepulciano.
Le riprese sul set italiano sono iniziate il 26 maggio 2009 e finite il 29 maggio 2009 e il set ovviamente era blindatissimo.

Il cast presente a Montepulciano era formato da: il regista Chris Weitz, i protagonisti Kristen Stewart (Bella), Robert Pattinson (Edward), Ashley Greene (Alice Cullen) e gli interpreti dei Volturi (i vampiri di Volterra) Daniel Cudmore (Felix), Charlie Bewley (Demetri) e Dakota Fanning (Jane).
A Montepulciano l’Androne del palazzo comunale, attribuito all’architetto rinascimentale fiorentino Michelozzo, e il famosissimo chiostro sono stati tinteggiati di rosso cupo. E in piazza Grande è stata creata una fontana descritta nel libro che è lunga 7 metri ed è stata realizzata in legno e cartapesta.

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Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio - Foto di Elisa Bistocchi

Civita di Bagnoregio è un esempio di meraviglia unico nel suo genere.
Unita al mondo solo da un lungo e stretto ponte, la “Città che muore“, ormai da tempo così chiamata a causa dei lenti franamenti delle pareti di tufo, racchiude un ciuffo di case medioevali ed una popolazione di pochissime famiglie.
Appoggiata dolcemente su un cucuzzolo, la cittadina sovrasta imperiosamente l’immensa vallata sottostante, offrendo così al turista un incantevole e indimenticabile scenario.

Il borgo, dove resistono a vivere poche famiglie, sta franando, evaporando – si sta smarrendo: domani non sarà che un miraggio, come i sogni più belli, come Venezia (anch’essa condannata dalle acque), come tutto ciò che rivela la fragilità, l’impotenza umana.
Il destino quasi segnato del luogo, il paesaggio irreale dei calanchi argillosi che assediano il borgo, i loro colori tetri che contrastano con quelli dorati del tufo, fanno di Civita un luogo unico, solare e crepuscolare insieme, vivo o spettrale, a seconda dell’umore di chi la guarda dal precipizio del Belvedere, conclusione “aerea” – quasi – del centro storico di Bagnoregio che inizia dalla splendida porta Albana.

Di fronte al Belvedere, collegata al mondo da un unico e stretto ponte di 300 metri, ecco Civita, appoggiata dolcemente su un cocuzzolo, col suo ciuffo di case medievali.

Civita di Bagnoregio è unica, questo lo si sa da molto tempo perchè è circondata da un’aura che la rende diversa da ogni altro posto. Ci troviamo in provincia di Viterbo ma a un passo da quella di Terni. Civita di Bagnoregio è la patria di San Bonaventura, dottore della Chiesa.

Civita ci appare isolata su uno sperone di roccia a dominare la valle dei calanchi che si estende intorno e grazie a questo isolamento conserva intatta la sua struttura architettonica medievale. Unita a Bagnoregio tramite un unico ponte, anche se una volta di qui passava una delle strade più antiche d’Italia, Civita ci appare oggi in un isolamento quasi irreale dovuto ad una serie di crolli e cedimenti della terra argillosa sulla quale è costruito l’intero paese che tuttora è in pericolo.

Civita di Bagnoregio è arroccata su di una rupe tufacea a 440 mt appare oggi come un’incantevole isola disabitata fatta di scorci suggestivi e panorami mozzafiato. Colpita più di una volta da forti terremoti è stata, negli anni, abbandonata dalla gran parte dei suoi abitanti originari e oggi viene conosciuta col nome di città che muore. Tuttavia, questo suo stato di isolamento ne ha fatto col tempo una meta turistica apprezzata, ai numerosi turisti che ogni anno la visitano sembra di fare un vero e proprio viaggio nel tempo. Entrando dalla porta di S. Maria si possono ammirare antiche case e palazzi d’epoca. Il suo centro è caratterizzato dalla Chiesa di San Donato al cui interno sono custodite le reliquie di S.Vittoria. Affacciandosi dalla rupe di Civita si apprezza un panorama fiabesco di vallate di calanchi argillosi magnificamente modellati dal tempo.

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Matrimonio

Sposarsi in umbria

Il più importante giorno della tua vita sta arrivando ?

Hai mai immaginato o sognato come potrebbe essere il tuo Matrimonio scegliendo come cornice un piccolo Borgo immerso tra le dolci e verdi colline dell’Umbria ?
Splendide colline ondulate ricche di colori e punteggiate da piccoli paesi e citta’: l’Umbria e’ una delle soluzioni piu’ romantiche per il vostro matrimonio.

Quale location migliore della verde e romantica Umbria per poter festeggiare il proprio matrimonio? Regione ricca di luoghi suggestivi, castelli, ville e ristoranti in una cornice indimenticabile.

Sposarsi in Umbria oggi vuol dire avere a disposizione molte location incantevoli! Castelli e borghi medioevali, agriturismi e ville iperlussuose sono solo alcuni degli esempi possibili.
La semplicità dei luoghi e il territorio prevalentemente collinare ben si presta ad un matrimonio campestre, con ricevimento all’aperto, dove i vostri ospiti potranno gustare piccole delizie della tradizione gastronomica, magari con le mani, passeggiando direttamente su un prato verde e ben curato.

Scegli la tua Speciale “location” in Umbria – una delle più belle e famose cittadine come Perugia, Assisi, Todi, Spoleto, Gubbio, Norcia, Città della Pieve, San Gemini, Trevi, Spello, Orvieto.
Oppure perchè non sposarsi direttamente nella città degli innamorati? Molte sono le coppie che scelgono un matrimonio invernale nel giorno più romantico dell’anno quello di San Valentino, da sempre protettore degli innamorati. Ma allora basta spostarsi, se non si è della zona, per coronare il proprio sogno d’amore proprio davanti a San Valentino e sposarsi a Terni.

Scegli tra Residenze d’Epoca o Dimore Storiche, Ville Antiche, Hotel di Lusso, Residenze di Campagna e Castelli disponibili per essere AFFITTATI in Perugia e in Umbria, per vivere uno speciale momento in un contesto esclusivo e di assoluta tranquillità.

Scegli tra una serie di Agenzie Specilizzate che possono aiutarti ad organizzare il Matrimonio dei tuoi sogni mettendo a tua disposizione esperienza e professionalità.

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Castelluccio di Norcia

Fioritura a Castelluccio di Norcia

Castelluccio di Norcia si trova in cima ad una collina che si eleva sull’omonimo altopiano, uno dei più vasti dell’Italia centrale ed inserito nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. L’altezza di 1.452 m s.l.m. ne fa il centro abitato più elevato dell’Appennino Umbro-Marchigiano. Di fronte ad esso si erge imponente la sagoma del Monte Vettore (2.476 m). Il paese si trova a circa 28 km di distanza da Norcia, ed è raggiungibile attraverso una strada panoramica. Secondo i dati Istat del 2001, è abitato da 150 residenti.

Lo stupefacente panorama caratterizzato da montagne con punte molto alte, dolci colline e una variegata flora costituisce un luogo ideale per gli amanti della fotografia, del disegno e della pittura, nonché per gli amanti di trekking e di passeggiate in bicicletta .
Il Parco del resto organizza gite e tour durante tutti i mesi dell’anno.

Vi consiglio vivamente di andare in vacanza a Castelluccio di Norcia in agriturismo durante il periodo della fioritura (giugno – luglio). l’altopiano di Castelluccio è testimone di un evento di particolare importanza, La fioritura. Per diverse settimane la monotonia cromatica del pascolo, viene spezzata da un mosaico di colori, con variazioni di toni che vanno dal giallo ocra al rosso. Le specie floreali che tingono il Pian Grande e il Pian Perduto in questo periodo, sono innumerevoli, camminando lungo i sentieri possiamo incontrare: genzianelle, narcisi, violette, papaveri, ranuncoli, asfodeli, viola Eugeniae, trifogli, acetoselle e tant’altro.

Volete passare alcune giornate a Castelluccio di Norcia e dormire in agriturismo? Ecco quà una lista dei migliori agriturismi a Castelluccio di Norcia. Se volete inserire la vostra struttura in questa sezione contattatemi al seguente indirizzo e-mail.

Agriturismo La Valle delle Aquile:
Agriturismo a Castelluccio di Norcia adiacente la Piazza principale del paese, ristrutturato con ottima cura dei particolari, nove appartamenti indipendenti con vista mozzafiato sul Pian Perduto, sala colazione, ampio piazzale all’aperto con panche, tavoli e barbecue a disposizione degli ospiti.
Sito: www.lavalledelleaquile.com

Agriturismo Locanda dè Senàri:
Agriturismo a Castelluccio di Norcia a “venti passi” dalla Piazza principale, stupenda casa montana completamente ristrutturata in stile, camere con vista sul Pian Grande, bellissimo ristorante prodotti tipici dell’azienda a tavola, lenticchia, farro, roveja e molto altro.
Sito: www.agriturismosenari.it

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Pissignano

Il castello di Pissignano

Pissignano è una frazione del comune di Campello sul Clitunno (PG).
Il paese è situato a metà strada tra Trevi e Spoleto, lungo il tracciato della strada statale Flaminia, a brevissima distanza dalle celeberrime Fonti del Clitunno. Il borgo si costituisce di una parte in pianura, lungo la Flaminia, e di una parte collinare costituita dalla Torre e dal Colle Revalioso (detto anche San Benedetto); storicamente, appartenne dapprima al Ducato di Spoleto e poi allo Stato della Chiesa.

Il Castello di Pissignano è stato fondato nell’XI secolo. Nel 1155 Federico Barbarossa si stanziò con le sue truppe nei pressi del castello dopo la distruzione della città di Spoleto.
Pissignano, appartenuto al demanio del Ducato di Spoleto, rimarrà sotto il dominio della città fino allo scorcio del XVIII secolo.

Tipico castello di pendio ad impianto triangolare, il Castello di Pissignano conserva ancora intatto il perimetro delle sue mura, intercalato da possenti torri poligonali e da due torri-porta.
La torre di vertice è molto alta e slanciata. Funzioni difensive doveva avere anche la torre pentagonale intermedia, utilizzata poi come campanile della chiesa di San Benedetto.

La chiesa di San Benedetto, che fa parte di un complesso architettonico appartenuto alla comunità dei benedettini, conserva pitture di varie epoche tra cui si segnalano gli affreschi cinquecenteschi nell’abside raffiguranti l’Assunzione della Vergine, firmati dai fratelli Angelucci di Mevale.
Agli stessi Angelucci si potrebbe ricondurre la Madonna col Bambino datata 1545 dipinta sulla facciata del Palazzo Comunale che sorge a poca distanza dalla chiesa.

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Postignano

Postignano nel comune di Sellano

Tra Spoleto e i rilievi a Nord-Est ci si trova immersi in uno scenario arcaico, forte, connotato da alte e scoscese quinte montuose, inconsueto nel paesaggio umbro, caratterizzato in genere da alture dolci.

Il Castello di Postignano è nel Comune di Sellano in Valnerina, costituita da ripidi versanti ed esigui piani di fondovalle, solcati da fiumi abbondanti di acque limpide che scendono dal massiccio dei Monti Sibillini. Nei secoli è stata una frequentata via di comunicazione tra il Tirreno e l’Adriatico, e utilizzata per millenni come tratturo della transumanza appenninica. I sabini edificarono il villaggio di Norcia, i romani riorganizzarono l’area, fondando Cassia (Cascia).

Postignano, castello di pendio del secolo XIII – ma con origine probabili nel IX – di impianto triangolare con vertice a monte costituito da una torre esagonale, domina la valle del Vigi e la strada che conduce a Spoleto.

Il Castello, originariamente di proprietà della famiglia Trinci di Foligno, fu conteso a lungo tra Foligno e Spoleto, alla quale nel 1429 fornì uomini e mezzi per la guerra contro i ghibellini.
Situato lungo il fiume Argentina, affluente del Nera, sulla strada che collega Spoleto a Foligno, Norcia e Assisi, circondato da boschi e ampie aree coltivabili, il Castello era in posizione strategica, con un’economia fiorente, anche con artigianato del ferro e della canapa.

Lo statuto del 1586 prevedeva che il governo del castello e di quello vicino di Anagni fossero affidati a quattro massari, due per castello, eletti dall’assemblea e rinnovati ogni sei mesi.
Nel 1611 vi abitavano 235 persone, diminuite a 139 nel 1713.

Nel secolo XIX i castelli di Postignano e Anagni furono assegnati al Comune di Sellano, ma conservarono sindaci propri.
Nel 2002, il Castello di Postignano e i suoi dintorni sono stati inseriti tra i siti di interesse storico-artistico dal Ministero dei Beni Culturali.

Tra il 1993 e il 1997 un gruppo di professionisti, legati anche da vincoli di amicizia, ha comprato l’intero borgo e ha fondato la MIRTO srl, la società che oggi ne è proprietaria e che ne ha avviato il restauro nel 1996.
In alcuni ambienti, originariamente agricoli è previsto l’allestimento del museo del borgoLe stanze della Memoria”, con il contributo delle Cattedre di Antropologia delle Università di Perugia e di Napoli. Nel museo saranno raccolte ed esposte testimonianze storiche e iconografiche delle attività agricole e artigianali praticate dai suoi abitanti.

Fonte: www.borgodipostignano.com

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Torgiano

Torgiano

Torgiano è un comune di 6.091 abitanti della provincia di Perugia. È inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Torgiano ha una storia antica, ricca di tradizioni e suggestioni. E’ un luogo unico per gli amanti dell’arte, della natura, del vino, dell’olio e del vivere “slow”. Un luogo da attraversare e assaporare, emozionante e gustoso…
Il borgo fortificato nasce tra la media valle del Tevere e la Valle Umbra. La coltura della vite è antica, documentata da reperti archeologici e da un tratto del 1300.
Ha origine da un castello medievale. Di quest’ultimo non restano che poche mura diroccate e una torre. Nel XVII secolo i Baglioni vi eressero un palazzo, che negli ultimi anni una celebre famiglia di viticultori della zona (Lungarotti) ha adibito a Museo del Vino. Torgiano è infatti rinomata, in Italia e nel mondo, per i suoi vini DOC.

Antico borgo medievale nel cuore dell’Umbria, sorto sulla confluenza del Tevere con il Chiascio, immerso fra colline ricche di vigneti ed uliveti, Torgiano vede la sua storia legata all’antica Roma e una leggenda lo vuole unito al nome del dio Giano, al quale era dedicato l’antico torrione denominato appunto “Torre di Giano“.

Di notevole interesse è il Museo del vino, una raccolta assai pregevole di documentazioni storiografiche riguardanti vari settori: la tecnica della viticultura e della vinificazione, una documentazione artistica, folkloristica e bibliografica sullo stesso argomento. Accoglie inoltre una pregevolissima collezione di maioliche del ‘600 e ‘700.

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Panicale

Panicale

Panicale è un comune di 5.741 abitanti della provincia di Perugia. Sorge su una collina situata tra la vallata del lago Trasimeno e la valle del fiume Nestòre.
“Luogo dove ardono are al dio Pan” (Pani calet), o “dove tutto è bello” (Pan kalòn), oppure “colle sacro a Pan” (Panis collis) o, ancora, “luogo dove si coltiva il panìco” (pan colis), cereale rappresentato nello stemma da due spighe: qualunque sia la vera etimologia, Panicale è luogo di grande fascino.

Panicale, storico e pittoresco paese in Provincia di Perugia, abbarbicato in cima ad una Collina a 440 m s.l.m. deve il suo aspetto alle origini medioevali di cui ancora oggi ne conserva tutte le caratteristiche strutturali e architettoniche. La pianta del paese a cerchi concentrici ci rappresenta uno dei sistemi più avanzati di difesa militare a livelli successivi tipica dell’epoca medioevale. Infatti questo tipo di struttura difensiva consentì al castello di Panicale di resistere ai numerosi assedi a cui fu sottoposto.

Le origini di Panicale si perdono nella notte dei tempi, infatti la sua posizione estremamente strategica sia da un punto di vista ambitale ( lontano dalle paludi delle pianure) militare e polito ha fatto sì che le popolazioni locali, anche le più antiche abbiano scelto il crinale est del Monte Petrarvella quale luogo per insediarsi e vivere.
I primi nuclei abitativi risalgono probabilmente al II° millennio a.C.
Nel corso dei secoli si sono avvicendate popolazioni indoeuropee, umbre, etrusche e romane che hanno più volte mutato l’aspetto della città.

Panicale, piccolo paese medievale posto nelle colline a sud del Lago Trasimeno, può vantare oltre ai suoi splendidi panorami e alle suggestive vedute anche una grande quantità di opere d’arte più o meno importanti spicca sicuramente fra queste l’Affresco del Martirio di S. Sebastiano dipinto dal Pietro Vannucci detto ” Il Perugino“. Anche la quattrocentesca fontana posta in Piazza Umberto I° è sicuramente da annoverare le i pezzi pregiati del Paese. Si possono Trovare inoltre affreschi del Caporali, strutture come il Teatro Comunale, la Collegiata di san Michele, la Chiesa della Madonna della Sbarra, il trecentesco Palazzo del Podestà oggi archivio storico comunale, un tempo sede del potere politico .

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Monte Santa Maria Tiberina

Monte Santa Maria Tiberina

Monte Santa Maria Tiberina è un comune di 1.235 abitanti della provincia di Perugia. Fino al 1927 faceva parte della provincia di Arezzo, in Toscana. Monte Santa Maria Tiberina è certamente di origini etrusche. Il paese nel 1250 divenne roccaforte del marchese Guido del Colle, poi venne conquistata da Città di Castello nel 1260.
Il clima mite conferisce a questo angolo di Umbria, immersa nel verde, un aspetto floristico e faunistico lussureggiante e riccamente assortito. Il territorio comunale, data la posizione collinare, è per lo più ricoperto da slpendidi boschi , pinete e ampi pascoli tracciati da numerosi sentieri segnalati che si prestano a piacevoli escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike in ogni stagione dell’anno. Passeggiando, si possono incontrare di frequente daini, caprioli, scoiattoli ed ammirare l’imponente volo di gheppi e poiane.

Monte Santa Maria Tiberina ha origine antichissime e, come dimostrato dai vicini depositi di bronzi di Trestina e di Fabbrecce trovati nel secolo passato, fu certamente un villaggio etrusco situato alla destra del Tevere in posizione avanzata per scambi commerciali con i vicini Umbri.
Il paese che mantiene intatto il suo tessuto urbanistico medievale si trova in ridente posizione panoramica da dove si gode una vista indimenticabile su tutta la Valle.

Il paese, oltre al borgo medievale affascinante, è meta preferita dai turisti, grazie alla sua posizione collinare dalla quale si può godere una vista indimenticabile su tutta l’Alta Valle del Tevere.

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