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Passignano sul Trasimeno è un comune di 5.498 abitanti della provincia di Perugia. Il suo nome deriva da “Passo di Giano“. Ha sempre avuto una grande importanza strategica, passaggio obbligato fra l’Umbria e la Toscana.
Situato sui rilievi settentrionali del Trasimeno, là dove il lago incontra la roccia, Passignano è una felice combinazione di natura e storia, arte e folclore, quiete e vitalità.
Un tessuto artistico ed architettonico millenario fa da cornice sia alla balneazione che alla pratica dei numerosi sports possibili, tutti quelli Nautici in primo luogo, ma anche tennis, equitazione e trekking.
Il territorio di Passignano sul Trasimeno è piccolo, ma ricco di testimonianze ambientali e storiche. Oltre le già citate infatti, rimarchevoli sono il Cassero dell’antico castello di Monteruffiano, la settecentesca villa del Pischiello, Bastia Corgna, Torre di Fiume, il vecchio convento dei Cappuccini.
Ancora intatta è l’Isola Minore, mentre Castel Rigone, l’unica frazione del paese, ha sviluppato nel tempo una storia ed una personalità propria.
Pochi sono gli edifici storici della cittadina a causa delle distruzioni dovute ai bombardamenti della II guerra mondiale, rimangono infatti la quattrocentesca chiesa di San Rocco e quella eretta solo pochi anni più tardi, di San Bernardino.
Da Passignano si raggiunge in pochi minuti di battello l’Isola Maggiore, sul Lago Trasimeno dove si possono visitare la chiesa romanica di San Salvatore del XII secolo, quella di San Michele Arcangelo del XIV secolo e la Villa Isabella dei Marchesi Guglielmi. Sulla terra ferma, invece, a circa dieci chilometri da Passignano sul Trasimeno, sorge il piccolo borgo di Castel Rigone, dove è stato eretto uno dei più eleganti edifici rinascimentali di tutta l’ Umbria: la chiesa della Madonna dei Miracoli.
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Paciano è un comune di 988 abitanti della provincia di Perugia. È inserito tra i Borghi più belli d’Italia.
La città medievale è posta sul monte Petrarvella (391 m s.l.m.) dove, in antichità, si trovava un tempio consacrato al dio Giano. Vi si può accedere da tre porte: la Fiorentina, la Perugina e Porta Rastrella.
Immerso nel verde dell’Umbria, con un borgo racchiuso da una cinta muraria trecentesca, con otto torri e tre porte di accesso, il comune di Paciano è stato premiato da Airone con il diploma Villaggio ideale d’Italia e dal Club dei Borghi più belli d’Italia.
Il vecchio castello di Paciano viene citato per la prima volta in un diploma di Berengario I, marchese del Friuli e imperatore, emanato in Roma, nel 917. Con detto diploma la corte di Paciano e quella di Panicale erano donate al marchese Uguccione di Bourbon.
Paciano si trova nei dintorni del Lago Trasimeno, contornato da verdi colline e da tanti altri luoghi caratteristici. Da Perugia a Corciano, da Tuoro a Castiglione del Lago, da Città della Pieve a Paciano, architetture medievali, monumenti famosi, arte, cultura e qualità della vita da gustare nel corso della vostra visita.
La chiesa di San Carlo, caratterizzata da un elegante portale seicentesco ospita fra i dipinti di pittori locali anche quelli di Francesco di Castel della Pieve, ritenuto il maestro del Perugino. Altre opere di buon interesse artistico sono conservate nella chiesa di San Giuseppe: “Madonna della Misericordia” della bottega del Bonfigli, nella sede della Confraternita del Sacramento: “Madonna e Santi” e nella chiesa di SS. Rocco e Sebastiano: “Madonna e San Sebastiano.
Fuori del centro storico si trovano: la chiesa parrocchiale dedicata all’Assunta, sorta intorno al X secolo; la chiesa del Salvatore o “del Ceraseto”, edificata prima del X secolo su un antico tempio pagano (l’affresco dell’altare centrale è di un allievo del Perugino, Gianbattista Caporali); il convento di S. Antonio, risalente al XV secolo; la torre d’Orlando, unico resto del castello di Paciano Vecchio; la chiesa di Madonna della Stella, costruita nel 1572, e quella dei Santi Sebastiano e Rocco, ampliata nel XV sec. su antichissimo impianto del VI sec.
Da queste colline dove sovrano è l’ulivo viene un magnifico olio extravergine, apprezzato sulle tavole di tutto il mondo per aroma, gusto, proprietà organolettiche.
Da sempre presente nella vita nel borgo, questo prodotto ha ottenuto il riconoscimento Dop e segue il ciclo biologico.
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Montone è un comune di 1.648 abitanti della provincia di Perugia. È un paese immerso nelle verdi colline dell’Umbria settentrionale, nella zona conosciuta come Alta Valle del Tevere, a circa 40 km da Perugia e nelle vicinanze di Città di Castello e Umbertide, edificato nella parte più alta di un colle che domina la confluenza dei fiumi Tevere e Carpina. È inserito tra i Borghi più belli d’Italia.
Montone è un piccolo borgo caratteristico per i suoi paesaggi, per la pace dei suoi luoghi e per la bellezza della natura. Visitando Montone scoprirete una cittadina ricca di tradizioni e particolarmente attenta all’ospitalità. Potrete vedere e sentire aleggiare nell’aria e nelle pietre la storia di questo antico borgo, patria di eroi e guerrieri.
Un documento del 1121 conferma la presenza di un borgo fortificato (castrum) con un Castello ed una Pieve e la possibilità, sotto il diretto controllo di Perugia, di avere propri Statuti e di amministrare la cosa pubblica attraverso i propri maggiorenti.
È nel XV secolo che Montone ha il suo momento di maggior splendore, grazie soprattutto alla figura di Braccio da Montone (Andrea Braccio Fortebraccio) che, oltre ad essere uno dei più grandi capitani di Ventura, ebbe la lungimiranza di operare per la nascita di uno stato unico che avesse come capitale Perugia.
Oggi Montone è un caratteristico borgo medioevale ben conservato dove i ritmi scorrono lenti e la natura che lo circonda è ancora incontaminata.
Un paesaggio lussureggiante e l’aria limpida e salubre sono la degna cornice di questo antico borgo, ricco di storia, pregievoli opere d’arte e tradizioni immutate nei secoli. Edificata nella parte più alta di un colle che domina l’Alta Valle del Tevere e quella più ristretta e sinuosa del torrente Carpina, Montone rappresenta l’idea classica del borgo medioevale, perfettamente conservato ed immutato nei secoli. Le possenti mura che circondano l’abitato, conferiscono all’insieme un aspetto di solidità illeggiadrito dalle svettanti torri campanarie del Comune e delle varie chiese non a caso Montone è entrato a far parte a pieno titolo dell’esclusivo club dei “100 Borghi più belli d’Italia“
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Lisciano Niccone è un comune di 654 abitanti della provincia di Perugia. Lisciano Niccone situato sulle pendici del Monte Castiglione, a breve distanza dal Comune di Cortona, si estende a destra della vallata del torrente Niccone, a dominio della rete viaria che corre tra la valle del Tevere, il Trasimeno e la val di Chiana.
Ubicato ad un’altezza di 314 m s.l.m., dista circa 42 Km da Perugia e 18 Km da Umbertide. Il paese occupa una superficie di Kmq 35,52 e conta 694 abitanti. Di origini antichissime, è una cittadina di grande interesse storico e ambientale. Le pure e fresche acque dei ruscelli, le salutari passeggiate lungo percorsi ecologici, la genuinità dei cibi preparati con prodotti naturali nel rispetto della tradizione, offrono al visitatore una realtà ancora intatta, ove il progresso non ha ancora modificato il modo di vivere della sua gente e la beltà del suo ridente paesaggio.
… Riconducibile senz’altro ad epoca preistorica, il territorio fu certamente abitato dagli Etruschi la cui presenza è documentata dall’esistenza del non lontano Ipogeo in località Villa Sagraia e del villaggio fortificato di Bellona sviluppatosi in cima a monte Murlo.
Nel 217 a.C. … Dopo la sventurata battaglia del Trasimeno durante la quale il console Flaminio fu definitivamente sconfitto dai Cartaginesi, la cittadina fu duramente colpita da Annibale, indispettitosi per l’aiuto offerto dai Liscianesi ai soldati romani superstiti.
Si dice che nel 126 d. C. … Pian di Marte, ubicato nei pressi di Lisciano, abbia dato i natali all’imperatore romano Publio Elvio Pertinace, successore di Commodo (126-193 d.C.).
Avvenne che… Alla morte di Commodo, colpito da una congiura, scoppiò una lotta sfrenata per la successione. All’inizio fu scelto Pertinace, ma anche costui, inviso ai militari e soprattutto ai pretoriani, fu assassinato dopo appena ottanta giorni di governo. A lui subentrò la dinastia dei Severi (194-235 d.C.).
Nel periodo bizantino…Tra Umbria e Toscana, tutta la valle, con i castelli di Lisciano, Fiume, Reschio, Pierle, Danciano, Pugnano e Sorbello, i cui resti sono ancor oggi evidenti, assunse un’importante posizione strategica poichè permetteva le comunicazioni attraverso uno stretto corridoio fortificato, il cosiddetto corridoio bizantino che altro non era se non una linea difensiva per il controllo delle comunicazioni tra Roma e Ravenna. La via di comunicazione passava dunque per Perugia e l’Alta Valle del Tevere e di essa rimangono tracce in castelli e rocche.
Dopo aver fatto parte durante il medioevo dei domini di Perugia, è passato nel ‘500 sotto il controllo dello Stato Pontificio e ne ha seguito poi la lenta decadenza. Oggi conserva ancora i ruderi del castello dell’ XI secolo che sono i testimoni delle antiche origini e di un prestigio ormai perso derivato da una posizione importante all’interno dello scacchiere strategico dell’alta valle del Tevere.
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Gualdo Cattaneo è un comune di 6.361 abitanti della provincia di Perugia, ricco di numerose vestigia del passato, tra le quali il Castello di Simigni.
Gualdo Cattaneo, “castello arroccato sulle propaggini dei Monti Martani, tra i torrenti Puglia e Attone” si trova tra la valle umbra (quella che va da Foligno a Spoleto) e la valle tiberina (quella delineata dal tratto umbro del Tevere).
La cittadina, grazie alla sua posizione geografica, altamente strategica, ebbe, nel corso dei secoli, notevole importanza. Le città di Foligno e Spoleto si mostrarono, di volta in volta, interessate alla sua conquista e se la contesero, con vicende alterne, tra di loro. Nel 1071 combatté a fianco di Spoleto contro Foligno nel 1177 da Federico Barbarossa fu sottomessa a Foligno, ma nel 1198 si riavvicinò a Spoleto, quando l’ultimo duca imperiale la cedette al papa Innocenzo III. Successivamente Gualdo Cattaneo fu acquistata dai Trinci di Foligno, rimanendo in loro potere fino al 1439, quando, dopo la morte di Corrado Trinci, passò sotto i governatori pontifici. Nel 1493 papa Alessandro VI Borgia la cedette in amministrazione a Foligno, che nello stesso anno, volendo fortificarla, decise di costruirvi una possente Rocca. Nel 1816, dopo la Restaurazione, Gualdo tornò allo Stato Pontificio e dopo l’Unità d’Italia, nel 1860, entrò a far parte del Regno d’Italia.
Dallo studio toponomastico poichè il nome di Gualdo deriva da “wald“: selva, si intuisce la ricchezza di foreste che circondano questo territorio. Sulla piazza principale si erge una poderosa torre cilindrica fatta costruire nel 1494; la chiesa parrocchiale mostra una facciata adorna di rilievi raffiguranti l’Agnello mistico con i simboli dei quattro evangelisti e all’ interno una bella cripta duecentesca. La chiesa di San Agostino conserva un’ interessante porta ogivale sulla sinistra dell’ ingresso e all’ interno alcuni dipinti significati del XIV e XV secolo.
Ancora oggi, la Rocca domina la piazza principale e il Borgo circostante, cinto dalle sue mura medievali con vari inserimenti di torri difensive.
Completano l‘impianto urbanistico medievale il Palazzo Comunale e la Parrocchiale di S. Andrea, in origine una chiesa romanica del XIII secolo, della quale, dopo il completo rifacimento del 1804, di romanico rimane la cripta e alcune sculture sulla facciata che appartenevano all‘antico rosone.
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Corciano è un comune di 18.493 abitanti della provincia di Perugia posto su un colle a 12 km da Perugia. È inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Situato nel cuore di una zona che comprende Perugia, Assisi e il Lago Trasimeno, a pochi chilometri di distanza dalle principali città d’arte, Corciano possiede tutto ciò per cui l’Umbria è conosciuta e amata: la natura, la storia, l’arte , la cultura e una buona gastronomia.
Secondo una antica leggenda, Corciano deve il suo nome e le sue origini a Coragino, mitico compagno di Ulisse. Le sue origini etrusco-romane sono documentate dal ritrovamento di una necropoli etrusca e dai numerosi reperti oggi raccolti presso la sede municipale.
Un alta cinta muraria racchiude l’antico castello medievale di Corciano, ricco di testimonianze storiche e di opere d’arte. Al suo interno si susseguono vicoli, scalinate, palazzi, torri, giardini, chiese e campanili, nella cornice di un’intatta struttura medievale, segni tangibili della vivacità e della sensibilità della piccola comunità cittadina.
Nelle immediate vicinanze di Corciano, sulla sommità di una collinetta, sorge il Castello di Pieve del Vescovo, di struttura imponente protetto ai lati da quattro torri. Il Castello, di pianta quadrata con quattro torrioni agli angoli, fu eretto nel XIV sec. in posizione dominante sulla valle del Caina.
Merita senz’altro, una passeggiata attraverso il borgo, ingentilito da vasi di fiori sulle facciate e le scalette delle case. In agosto vi si tiene l’Agosto Corcianese, ormai divenuto Corciano Festival, rassegna d’arte e d’artigianato e di manifestazioni collaterali (Corteo storico del Gonfalone)di lunga e consolidata tradizione e di grande richiamo, che utilizza e sfrutta fondi, cantine, cortili e qualsiasi altro ambiente possibile per l’esposizione delle opere. In Dicembre invece, il borgo diventa lo scenario per “Corciano, a Natale diventa un presepe”.
Arrivando al paese in cima alla collina, ci si trova di fronte Porta S. Maria (o Arco della Vittoria), l’unica delle sue due porte ancora esistente, del XV sec. con il suo possente torrione difensivo a lato. Proseguendo lungo il bordo esterno del borgo si arriva al parcheggio, dove è consigliabile lasciare l’auto.
Girando ancora intorno al borgo, ci si immette all’altezza della fu Porta S. Francesco, di fronte alla Chiesa di San Francesco.
Dalle mura si gode di uno splendido e vastissimo panorama che spazia dalle verdeggianti pendici di Monte Monte Malbe, di Monte tezio e Monte Acuto a quelle del Monte Amiata che è possibile scorgere in l,ontananza nelle giornate più limpide.
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Cerreto di Spoleto è un comune di 1.158 abitanti della provincia di Perugia. Cerreto di Spoleto è una cittadina a 557 m. sul livello del mare che deve il suo nome alle foreste di cerri che cescono nelle immediate vicinanze. I primi riferimenti storici della cittadina risalgono agli albori del 1200.
L’insediamento di Cerreto di Spoleto, costituito dal castello e dal suo borgo, è sorto alla confluenza del fiume Nera con il Vigi ed il Tissino, dove s’incrociano le principali vie di comunicazione che attraversavano, e attraversano tuttora, il territorio della Valnerina.
Per questa sua posizione Cerreto rappresenta il più importante snodo di percorsi che ricalcano itinerari storici, ancora in parte percorribili nei tracciati delle antiche sedi carrabili e delle mulattiere, che consentono non solo di apprezzare la straordinaria qualità dei luoghi nel loro mirabile intreccio tra natura e cultura, ma costituiscono anche preziosi strumenti di conoscenza della genesi e dell’evoluzione dell’intero sistema insediativi.
Il territorio di Cerreto di Spoleto è percorso dal fiume Nera, che provenendo dalle Marche, va a congiungersi col Tevere nei pressi di Orte. Il tratto di valle che si trova lungo il fiume è alquanto diversificato, infatti si alternano alcuni punti stretti a forma di gola ad altri dove si trovano ampi spazi coltivati.
Il monumento più conosciuto di Cerreto è senza dubbio il monastero di San Giacomo del XIV-XV secolo. Le pareti interne sono tappezzate da una serie di pitture che si articloano su due file per lo più risalenti al XV secolo. In particolare le storie dei Santi Giovanni e Caterina, oltre alle splendide immagini della Madonna con Bambino e della Crocifissione. La Chiesa di S. Maria De Libera, anche essa di epoca rinascimentale ospita nell’interno delle sue cappelle laterali preziosi affreschi di scuola umbro-marchigiana.
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Castel Ritaldi è un comune di 3.177 abitanti della provincia di Perugia. Il territorio del Comune di Castel Ritaldi è al margine sud-occidentale della Valle Umbra, sulle pendici settentrionali dei Monti Martani; copre una superficie di 22,50 Kmq e conta circa 3000 abitanti: i casterritaldesi.
Comprende le frazioni di Bruna, Castel S.Giovanni, Colle del Marchese, Mercatello e Torregrosso. La cittadina è un fiorente centro agricolo. I corsi d’acqua del territorio di Castel Ritaldi idrogeograficamente sono tributari del fiume Topino.
La coltivazione dell’olivo si insedia sulle colline marnoso-arenacee e argillose. Le varietà principali coltivate dell’olivo sono il moraiolo, il leccino, il frantoiano, il S. Felice, riportati secondo la percentuale di coltivazione.
Infatti oltre al castello sarà bene non dimenticare di visitare la Parrocchiale di S. Marina, la chiesa di S. Nicola, la Pieve di S. Gregorio in Nido, che mostra evidenti influssi dello stile spoletino nella decorazione in facciata, e il Santuario di la Bruna del XVI secolo.
La pieve di Castel Ritaldi, dedicata a S. Gregorio , sorge poco fuori del centro abitato in aperta campagna. Presenta i maggiori motivi di interesse nella facciata. Nella parte superiore del portale c’era il rosone attualmente rimurato nel campanile.
Al centro del rosone c’era l’Agnus Dei ed intorno la scritta : Animalia sanctorum quattuor hunc agnum clangunt (Gli animali dei quattro santi acclamano questo agnello).
Il Santuario della Madonna della Bruna è uno spettacolare esempio di architettura rinascimentale bramantesca, fu dedicato in seguito ad un miracolo, proprio sulla riva del torrente Tatarena.
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Penna in Teverina è un comune di 1.029 abitanti della provincia di Terni, centro agricolo, a 35 km sud-ovest dal capoluogo, nella valle del fiume Tevere.
Il piccolo borgo di Penna in Teverina nella campagna umbra meridionale, presenta molte analogie con gli altri centri del comprensorio amerino. Il borgo medievale presenta ancora la sua struttura originale e una magnifica vista sul tevere che scolle a valle. Si accede dalla Porta Civica, che immette direttamante nella Piazza di San Valentino su cui sorge la chiesa parrocchiale, un tempo centro della vita sociale del borgo. Da Porta Novella si gode di una magnifica vista sulla valle del Tevere. Da visitare il Palazzo Orsini, di cui è pure notevole il Giardino.
I Busti dei “Mammalocchi”, colonne in travertino con figure allegoriche, all’ingresso della villa privata. La Porta Novella o Portonella, in sostituzione di una torre cilindrica di avvistamento sulla valle del Tevere.
Il paese vanta una storia antichissima e una serie di dominazioni; il castello al centro del borgo fu conteso fra Amelia (altro centro dell’Umbria) e lo Stato Pontificio, mentre nel 1502 gli Orsini conquistarono il piccolo centro e lo dominarono fino all’estinzione del casato. Il paese presenta molte analogie con gli altri centri del comprensorio amerino, e grazie alla sua vicinanza a Roma è una meta turistica molto ambita.
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Parrano è situato nella parte occidentale dell’ alto orvietano. Distende l’ abitato su una rupe affacciata alla valle del Chiani: è centro climatico e termale inserito nel cuore di un territorio di grande valenza ambientale.
Parrano è un comune di 587 abitanti della provincia di Terni.
Abitato sin dai tempi remoti (resti importanti del Paleolitico Superiore e dell’Età del Bronzo sono stati rinvenuti nel secolo scorso nel complesso di grotte ipogeo denominato “Tane del Diavolo“), Parrano fu sede di insediamenti etruschi e probabilmente romani.
Il paese, di impronta medievale, e’ racchiuso entro le mura. Tutti gli edifici, come pure il castello, hanno coronamento merlato e sono costruiti in pietra. Alle estremità del centro urbano si aprono due porte che caratterizzano l’ abitato: Porta Piazza del 1693 e, a ponente, Porta Ripa che nel ‘500 venne ristrutturata e rafforzata ad opera del conte Sforza Vicino Marescotti.
Tutti gli edifici del centro storico hanno un aspetto omogeneo grazie alla vasta opera di ristrutturazione che ha interessato il borgo.
In particolare si osservano la Torre dell’ Orologio e il Palazzo Fratini che rimaneggiato e ampliato nel ‘400 conserva elementi architettonici del XII secolo. Seguono i Palazzi Lemmi e De Sanctis.
Chiunque viene a Parrano rimane incantato dalla poesia dei suoi vicoli e dei suoi scorci che riportano ad altre epoche e che sembrano aver fermato il tempo a quando il feudo regnava incontrastato vasti territori sotto la guda dei conti Bulgarelli, signori di Parrano e Marsciano…
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