Articoli marcati con tag ‘Gubbio’
Le sfilate di Carnevale a Gubbio, una tradizione che si ripete di anno in anno. In queste pagine potrete trovare tutte le date delle manifestazioni legate al Carnevale ed alle sue maschere a Gubbio.
Dalle sfilate dei carri allegorici, che rievocano il Carnevale Brasiliano (Carnevale di Rio de Janeiro), le maschere tipiche di questo periodo dell’anno, gli scherzi, le foto, i vestiti e costumi di carnevale presenti a Gubbio.
Il Carnevale dei Ragazzi prevede le sfilate dei carri allegorici, gruppi mascherati e bande musicali.
Questo tradizionale evento, che tinge le strade di colori sgargianti, è un’ottima occasione per visitare Gubbio, massima espressione della civiltà umbra ed importante centro di vita romana, fiorente città dal clima salubre, circondata da amene colline, quasi incastonata nella roccia del Monte Ingino in cima al quale una monumentale Basilica custodisce le spoglie incorrotte del Patrono Sant’Ubaldo.
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Gubbio è una delle più belle città medioevali dell’Umbria, verde regione al centro dell’Italia; è a Gubbio che San Francesco incontrò ed ammansì il leggendario lupo. Situata a circa 500 metri di altezza è adagiata alla base del monte Ingino, alto circa 900 metri.
Dal 1981 un gruppo di volontari eugubini provvede all’allestimento di quello che è ormai conosciuto come: L’Albero di Natale più Grande del Mondo…..
A Gubbio in Umbria il 7 Dicembre 2010 si accende l’albero più grande del mondo festa da non perdere il grande albero sovrasta la città medioevale più bella dell’umbria uno spettacolo per molto suggestivo.
Come di consueto l’accensione avverrà la sera del 7 dicembre p.v. alle ore 18.30 negli spazi antistanti l’Hotel Beniamino Ubaldi ( g. c. ) in Via Perugina a Gubbio; resterà acceso fino alla sera del 9 Gennaio 2011.
Presiederà la trentesima cerimonia di accensione il nuovo Presidente della Regione Umbria Dott.ssa Catiuscia Marini.
Grazie alla concreta collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia quest’anno l’Albero presenterà alcune novità che speriamo siano di gradimento a quanti lo ammireranno.
E’ stata inoltre completata l’installazione di un impianto fotovoltaico presso la sede del Comitato in Via della Piaggiola.
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La Basilica dei Santi Mariano e Giacomo martiri è il duomo di Gubbio, e Cattedrale della diocesi omonima.
L’attuale Cattedrale in stile gotico, la cui costruzione è iniziata verso la fine del XII secolo, è costruita al posto del Duomo precedente, la cui costruzione è antecedente all’anno Mille. Terminata nelle sue forme essenziali nel 1241, essa ha subito rimaneggiamenti nel corso del XVI e XVIII secolo: recenti lavori di restauro hanno ripristinato internamente l’aspetto originale, eliminando le sovrastrutture tardo-barocche, mentre l’aspetto esterno è ancora quello gotico originale.
Ai lati della finestra ci sono i simboli degli evangelìsti: l’aquila di San Giovanni, il bue di San Luca, il leone di San Marco, l’angelo di San Matteo. Al centro del timpano si trova il simbolo di Giovanni Battista. L’interno è a forma di croce latina con una navata. Il tetto è sorretto da dieci archi a sesto acuto. Di grande pregio è il Cristo ligneo, sopra l’altare, che si presuppone essere di scuola umbra del XIII secolo. Nella cattedrale ha sede il Museo Diocesano.
Le cappelle laterali ospitano numerose opere d’arte ed il Museo della Cattedrale contiene importanti affreschi, pitture, drappi, pale d’altare, statue ed arredi sacri di grande valore.
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Pianeta che cambia, Piero Angela presenta tre mostre su clima, acqua e dinosauri
Dal 1 ottobre 2010 Perugia, Assisi e Gubbio ospitano tre esposizioni dell’American Museum of natural History di New York, grazie all’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia
Con “Pianeta che cambia” arrivano in Italia direttamente dall’American Museum of Natural History di New York tre esposizioni dedicate alla Terra.
Il 1 ottobre a Perugia Piero Angela presentera’, grazie all’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, le esposizioni che riguardano i cambiamenti che interessano il nostro Pianeta. Tre le sezioni tematiche: Clima, Acqua e Dinosauri, che verranno ospitate nelle citta’ umbre di Perugia, Assisi e Gubbio.
La prestigiosa iniziativa di respiro internazionale si propone di mostrare e spiegare scientificamente le cause dei tanti cambiamenti climatici degli ultimi anni, senza mai creare allarmismo ma cercando, piuttosto, di accrescere nei visitatori la capacita’ critica per affrontare e interpretare, con gli strumenti piu’ adatti, le sfide future.
“Ho dato volentieri il mio apporto a questa prestigiosa iniziativa resapossibile grazie ad un accordo con l’American Museum of Natural History di New York”, ha spiegato Piero Angela, curatore scientifico e supervisore dell’intero progetto.
Il progetto per l’allestimento e’ stato realizzato dall’architetto perugino Carlo Salucci, che ha curato anche la direzione lavori. Bisogna aggiungere che per ciascuna delle tre esposizioni (Clima, Perugia 2 ottobre 2010 – 5 giugno 2011; Acqua, Assisi 2 ottobre 2010 – 15 maggio 2011; Dinosauri, Gubbio 27 novembre – 25 aprile 2011 ), Piero Angela ha concepito altrettanti contributi che mettono in luce le particolarità del nostro contesto storico e geografico.
Dall’impianto scientifico corposo, daranno la possibilita’ di interagire con il visitatore, offrendo numerosi spunti di riflessione e dibattito. Un percorso itinerante dal respiro internazionale, e’ stato detto, per accendere i riflettori sulle trasformazioni in atto nel pianeta, senza creare allarmismo ma cercando di accrescere la capacita’ critica per interpretare e vivere le sfide del futuro. Per ognuna delle tre mostre (Clima, Perugia 2 ottobre 2010 – 5 giugno 2011; Acqua, Assisi 2 ottobre 2010 – 15 maggio 2011; Dinosauri, Gubbio 27 novembre – 25 aprile 2011 ), Piero Angela ha concepito contributi video-audio specifici che illustrano le peculiarita’ del contesto italiano ed anche i possibili strumenti d’intervento.
L’iniziativa, che si svolge sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, della Presidenza del Consiglio, del Ministero dell’Ambiente, del Ministero della Gioventu’ e della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, ha ottenuto anche l’importante riconoscimento da parte del Ministero dell’Istruzione, che ha invitato le scuole a inserire la visita guidata alle Mostre nella programmazione dei viaggi di istruzione.
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Gubbio è una delle più belle città medioevali dell’Umbria, verde regione al centro dell’Italia; è a Gubbio che San Francesco incontrò ed ammansì il leggendario lupo. Situata a circa 500 metri di altezza è adagiata alla base del monte Ingino, alto circa 900 metri.
Dal 1981 un gruppo di volontari eugubini provvede all’allestimento di quello che è ormai conosciuto come: L’Albero di Natale più Grande del Mondo….
Grandi e bambini possono emozionarsi ammirando l’albero di Natale più grande del mondo a Gubbio, splendida cittadina medioevale in Umbria. Grazie all’immensità di questa opera e ai sentimenti che ispira rivivi la magica atmosfera del Natale!
Entrato nel 1991 nel Libro dei Guinness dei primati, l’albero di Natale di Gubbio è considerato da tutti come un simbolo di fratellanza e amicizia. Ogni anno un gruppo di circa quaranta volontari detti “Alberalioli” offrono gratuitamente il loro impegno per oltre tre mesi. Tale grande lavoro è ripagato dello splendido spettacolo che è possibile ammirare sul monte Ingino e dall’emozione di migliaia di persone che tutti gli anni si recano a Gubbio solo per questo.
Quest’anno le luci si accenderanno dal 7 dicembre al 10 gennaio 2010. L’albero viene come ogni anno collocato alla base del monte Ingino ed è altro circa 900 metri. È composto da neon colorati e occorrono ben 8.500 metri di cavi per collegare tutte le illuminazioni.
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Gubbio (Pg). Era già stata anticipata nei mesi scorsi, ma è ormai ufficiale la seconda edizione dell’iniziativa “Da Assisi a Gubbio sul cammino di Francesco, riconciliato con Dio, con gli uomini, con il creato”.
Le date sono le stesse dello scorso anno: 1, 2 e 3 settembre 2010 il Sentiero francescano tornerà ad essere popolato dai pellegrini, grazie all’evento promosso dalle diocesi di Assisi e Gubbio, dalle Famiglie francescane, dalle amministrazioni comunali dei territori attraversati dall’itinerario, dalle relative comunità montane, Regione dell’Umbria e Provincia di Perugia e dalle tante associazioni che anche lo scorso anno avevano fornito il loro apporto e la partecipazione, a cominciare dalla sezione eugubina di Italia Nostra e da Terra Mater.
Molti dettagli dell’evento di settembre andranno chiariti e messi a punto nelle prossime settimane, ma la sostanza c’è tutta e i componenti del comitato si sono impegnati a dare il loro apporto organizzativo e la massima visibilità alla camminata dei tre giorni, che dovrà diventare una iniziativa fissa e annuale lungo il sentiero.
Tra i punti a cuore del Comitato organizzativo per il Sentiero francescano Assisi-Gubbio anche il completamento del tracciato e la manutenzione del percorso, la realizzazione di strutture essenziali di servizio lungo il sentiero, a cominciare dalle fontane d’acqua, e la definizione di un regolamento interno al comitato stesso, che riunisce istituzioni pubbliche, altri soggetti istituzionali, privati e associazioni.
Quella del 2010, in particolare, sarà un’edizione nel segno della riconciliazione, con testimonianze e riconoscimenti che andranno proprio in questa direzione. Il programma sarà molto simile a quello del 2009, con partenza da Assisi la mattina del primo giorno e l’arrivo nel tardo pomeriggio a Valfabbrica; Caprignone, San Pietro in Vigneto e Vallingegno le tappe del secondo giorno, mentre il terzo ci sarà l’arrivo a Gubbio, presso la Chiesa della Vittorina.
Le informazioni preliminari possono essere richieste presso l’Ufficio pellegrinaggi della diocesi di Gubbio (tel. 075.9273980 – email pellegrinaggi@diocesigubbio.it) oppure presso gli uffici eugubini del Servizio turistico comprensoriale (tel. 075.9220693 – email info@iat.gubbio.pg.it)
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Domenica 30 maggio 2010 a Gubbio tra squilli di trombe e cortei storici si svolge la suggestiva gara d’arme con l’antica balestra.
Il Palio della Balestra, disputato l’ultima domenica di maggio, in onore del Santo protettore Ubaldo, testimonia la grandezza di un popolo che, senza soluzione di continuità, offre a tutti la sua cultura e la sua storia più autentica e genuina.
Il Palio della Balestra è una spettacolare competizione con l’antica balestra da postazione medievale. Ha origini secolari e si svolge nel pomeriggio nella piazza della Signoria a Gubbio. Già nel 1461 le cronache del tempo annotano lo svolgersi di questa gara a Gubbio.
Alla gara partecipano la Società dei Balestrieri Eugubina e quella di San Sepolcro. Preceduti dal corteo storico, con vessilli e stendardi, e dall’esibizione di abili sbandieratori, i balestrieri, anch’essi in costume storico, fanno il loro ingresso nella piazza e alla presenza della autorità (Consoli, Connestabile ecc.) inizia la gara.
E’ una gara con la balestra appunto, un antico strumento da guerra, riconosciuto e temuto in passato come uno dei più potenti mezzi da guerra che si potevano trovare prima dell’avvento della polvere da sparo; un arco fissato ad un fusto di legno o acciaio con una corda tesa, dal quale parte una freccia che, per declamar vittoria, deve centrare il bersaglio, chiamato Tasso.
I Balestrieri di Gubbio e quelli di San Sepolcro gareggiano in piazza, acclamati da una folla in fervore.
Al vincitore viene assegnato in premio il Palio e fino a sera si festeggia lungo le vie cittadine illuminate da fiaccole, rivivendo in un giorno, le antiche emozioni dei tornei medievali.
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La patente quella automobilistica, la possono prendere tutti. Ma quella di cui vi parlo non è proprio per tutti. Non ci sono particolari esami, nessuna pratica, basta fare un viaggio a Gubbio e girare tre volte attorno alla famosa fontana dei matti. Si trova poco prima di entrare nella pensile piazza dei Consoli. Soltanto girando tre volte attorno a questa fontana si acquista la cittadinanza onoraria di Gubbio, cioè la patente da matto. La fontana è conosciuta per il rito di girarle tre volte attorno. Il rito richiama le tre birate dei ceri e, più anticamente, le lustrazioni precristiane delle case eugubine, con un braciere acceso, il loculo, che girava tre volte attorno alla casa.
Gubbio è tradizionalmente definita la “città dei matti“, riferito alla proverbiale imprevedibilità degli eugubini. Una usanza tradizionale è il conferire la “patente di matto” a chi compie tre giri di corsa intorno alla cinquecentesca “Fontana dei Matti”, situata nel largo Bargello. La città di Gubbio è situata sulla strada del pellegrinaggio, il Cammino di Assisi.
Gli eugubini sono particolarmente attaccati alla loro città e mostrano una forte identità comunitaria. Legata alla loro proverbiale imprevedibilità è la definizione di Gubbio quale città dei matti e una credenza popolare vuole che facendo tre giri di corsa intorno alla cinquecentesca “Fontana dei Matti”, che si trova nel largo Bargello, si acquisisca la patente da matto e la “cittadinanza” eugubina.
Non potete visitare Gubbio e andare via senza prendere la “patente da matto”. Ma ci sono tanti altri motivi per visitare questa splendida cittadina umbra, in provincia di Perugia, motivi, storici, culturali e religiosi. La città di Gubbio è strettamente legata alla storia di san Francesco, in particolar modo ad un evento della sua vita citato nei suoi fioretti, cioè l’incontro con il lupo. A Gubbio inoltre Francesco si rifugiò dopo essersi allontanato da Assisi, trovando asilo presso la famiglia degli Spadalonga. Per questo Gubbio è considerata la seconda capitale francescana.
Da visitare è il Palazzo dei Consoli, fatto costruire nel XIV secolo dal governo della città, che in questo modo voleva testimoniare la grandezza e la potenza raggiunta dalla città. Il palazzo, in stile gotico, è alto circa sessanta metri. Dal 1901 è sede del museo civico, dove sono esposti antichi reperti archeologici umbri, una collezione numismatica ed una pinacoteca. Altri luoghi di interesse sono la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, le chiese di San Francesco, San Giovanni, San Martino, San Pietro e Sant’Agostino, il museo diocesano, il museo della chiesa di Santa Maria Nuova, la raccolta d’arte del convento San Francesco, il Museo della Torre di Porta Romana, il Cassero e il Teatro romano.
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”Ci prepariamo ad una edizione particolare e occorre fare uno sforzo aggiuntivo per dare notizie precise, e soprattutto definire programmi e comportamenti”. E’ quanto ha detto stamani Orfeo Goracci, sindaco di Gubbio e neoeletto nel consiglio regionale dell’Umbria, in apertura della riunione operativa convocata in Comune tra le tutte le componenti della gestione della Festa dei Ceri del 15 maggio, dall’Universita’ dei Muratori alle forze dell’ordine, al presidio medico di pronto soccorso.
Il sindaco, infatti, spiega una nota, pur avendo affidato la piena gestione delle deleghe amministrative al vice sindaco Maria Cristina Ercoli, è ancora in carica nel ruolo istituzionale. Nel sottolineare la coincidenza dello svolgimento della Festa di sabato, che comporterà l’aumento di presenze e di visitatori, il sindaco ha ribadito tra l’altro ”tutti siamo chiamati a svolgere un’opera di tutela e di decoro, affinche’ non venga travisato lo spirito corale di gioia, esultanza, a volte anche sofferenza e non sia pretesto per sfogare poco nobili sentimenti.
L’invito è vigilare e proteggere questo patrimonio, non certo per ”imbrigliare’ un senso di appartenenza spontaneo, ma a tutela di valori millenari, affinchè sia e rimanga una lezione di vita, soprattutto per i giovani.
Confermiamo la chiusura alle auto e ai veicoli nel Centro Storico – ha aggiunto Goracci – compresi motocicli, e su questo aspetto la vigilanza del servizio di Polizia Municipale sara’ attenta alle infrazioni. Nel contempo sarà mantenuto il servizio di autobus pubblico e gratuito dalle zone limitrofe, e dai parcheggi, agevolando l’arrivo in città. Confermato anche l’utilizzo del maxischermo in Piazza 40 Martiri, da dove seguire le fasi salienti della Festa, in particolare l’alzata in piazza Grande.
Confidiamo sempre nella collaborazione dei mass-media, affinchè ci sia una doverosa e capillare informazione”. In occasione dell’imminente Festa, l’amministrazione comunale, spiega una nota, ha inoltre provveduto ad un intervento di manutenzione del portone ligneo dell’ingresso principale e degli infissi al piano primo di Palazzo dei Consoli.
Fonte: Asca
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“Tuber Melanosporum Vittadini”, ossia il più pregiato Tartufo Nero sul mercato, ricco di proteine, sali minerali e sostanze azotate che lo portano al primo posto tra i vegetali per il suo valore nutritivo. In Umbria i primi produttori di tartufo sono sicuramente le città di Norcia e Gubbio, che offrono una gamma molto vasta di piatti preparati con questo prezioso tubero che, nonostante la sua raffinatezza e la sua nomina di “re della tavola” per la sua bontà ed il suo prezzo, è molto usato anche nelle ricette più popolari: dagli antipasti al dessert.
Il tartufo è un fungo sotterraneo, appartenente alla classe Ascomiceti, ordine Tuberales, genere tuber. Come tutti i funghi il tartufo non contiene clorofilla, che trae dalle piante con cui vive in simbiosi mutualistica, detta simbiosi micorrizica.
Il Tartufo Nero pregiato di Norcia si presenta con un colore esterno nero-violaceo raramente presenta macchie rugginose. Le verruche sono regolari e hanno faccia poligonale come quella del diamante con depressione centrale. L’interno del tartufo, la gleba, si presenta molto scura con filamenti bianchi che a contatto con l’aria scuriscono tendendo al rossiccio. Gli aschi sono arrotondati e contengono 4-6 spore fittamente aculeate, ovoidali e di color giallo-bruno. Il tartufo nero pregiato di Norcia ha un profumo gradevole e aromatico che si manifesta a pieno con la cottura. Le piante cui si lega più volentieri sono: quercia, rovere, roverella, leccio.
II Nero Pregiato di Norcia nasce nel periodo estivo, da maggio ad agosto, se le condizioni atmosferiche sono favorevoli, alternando giorni di sole a giornate di pioggia. I nostri nonni chiamavano queste particolari condizioni “callefredde”.
Il periodo di maturazione e di raccolta va dal 1 dicembre al 15 marzo. Non tutti i tartufi maturano contemporaneamente: è quindi indispensabile, per la sua raccolta, l’aiuto dei cani che trovano soltanto il tartufo maturo avvertendone il penetrante profumo.
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