Articoli marcati con tag ‘medioevale’
Un viaggio alla scoperta delle antiche tradizioni artigiane medievali. Un tuffo nel passato per scoprire tecniche e strumenti di lavoro all’interno delle suggestive botteghe medievali di Bevagna situate nel centro storico della città. Maestri dell’arte ed esperti artigiani svelano i segreti degli Antichi Mestieri Medievali: Cartari, Ceraioli, Tessitori e Dipintori mostrano le fasi e gli strumenti di lavoro della loro produzione. Visite guidate e laboratori permettono ad un pubblico di ogni età di assaporare, conoscere e sperimentare i segreti dell’arte medievale.
Il mercato delle gaite trae ispirazione dall’antica divisione di Bevagna in quattro quartieri denominati Gaite su cui si basava l’organizzazione amministrativa della città in epoca medievale. Quest’anno si svolgerà dal 17 Giugno al 27 Giugno 2010.
Lo scopo della manifestazione è quello di ricostruire con la maggiore attinenza storica e dovizia di particolari la vita quotidiana degli abitanti di Bevagna nel periodo compreso tra il 1250 e 1350.
A tal scopo, fin dal 1983 un gruppo di studiosi esamina accuratamente lo Statuto cinquecentesco del Comune di Bevagna da cui sono tratte le informazioni necessarie alla ricostruzione storica della vita politica, amministrativa, economica e sociale.
E’ una rievocazione storica della vita quotidiana del medioevo che si basa sull’antica divisione di Bevagna in quattro quartieri. Viene organizzato dalla gente locale un mercato storico, con prodotti tipici dell’epoca, botteghe artigiane, allestimento di taverne dove poter degustare antiche ricette umbre. Dieci giorni in cui Bevagna vive un’atmosfera straordinaria, arricchita da spettacoli, concerti, mostre, conferenze e dalla storica gara finale di tiro con l’arco.
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Prodo è una frazione del comune di Orvieto (TR). La sua splendida collocazione geografica lo vede incastonato fra un gruppo di colline che degradano verso il bacino artificiale di Corbara, nato dallo sbarramento del fiume Tevere nella parte meridionale della regione Umbria, fra Orvieto e Todi.
Il minuscolo centro abitato è dominato da un antico castello medioevale e si agglomera intorno ad un’ampia piazza e ad un breve tratto fiancheggiato da tigli, robinie e ligustri.
Il paese si trova lungo la strada statale 79 bis che collega Todi ad Orvieto, circa a 20 km di distanza da ciascuna delle due città. È posizionato in zona collinare (394 m s.l.m.), sulla sommità di una forra articolata in tre burroni, due dei quali sfociano nel lago di Corbara ed uno nella valle di Orvieto. I suoi abitanti (49, secondo i dati Istat del 2001) si chiamano prodenzani; le case circondano un’ampia piazza sulla quale da l’antico castello medievale e un viale fiancheggiato da tigli, robinie e ligustri. Il suo territorio, assieme alla frazione di Colonnetta di Prodo, fa parte della zona 12 del comune di Orvieto (simile ad una circoscrizione).
Il castello di Prodo si trova lungo la strada statale 79 bis che da Todi si collega con Orvieto. Il castello venne eretto dalla nobile famiglia orvietana dei Prodenzani nel 1222 (o forse qualche anno dopo).
La sua posizione strategica a picco su tre burroni, di cui due confluiscono sul lago di Corbara ed il terzo nella valle di Orvieto, ne fecero una roccaforte imprendibile arrivata in buono stato fino a giorni d’oggi.
Il castello di Prodo è una costruzione importante, caratterizzata da torri angolari sporgenti ricoperti da tetti. Il castello fu voluto, nella prima metà del ‘300, dai Prodenziani, signori di Orvieto e nella sua storia rimase, sostanzialmente, sotto il potere di questa città. Prima “gestito” da alcuni condottieri, come Giovanni di Cecco di Montemarte, e poi direttamente dall’Opera del Duomo, di cui fu proprietà fino all’entrata dell’Umbria del Regno d’Italia (1861). Nel luglio del 1849 vi si rifugiò Garibaldi inseguito dalle truppe pontificie.
Il castello è dal 1871 proprietà privata e non visitabile.
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Seguendo la valle del Menotre, a Km 19 dalla città di Foligno, si raggiunge Rasiglia, villaggio situato a 648 metri s.l.m., tipico paese antico: umbro-etrusco e romano-Iongobardo. Il nome rivela forse una matrice etrusca.
Rasiglia è una frazione montana del comune di Foligno (PG). Il paese è situato a 648 m s.l.m., a circa 19 km da Foligno lungo la Strada Statale 319 Sellanese che conduce in alta Valnerina, dopo essersi distaccata dalla Strada Statale 77 della Val di Chienti a Casenove e lungo il fiume Menotre nell’omonima valle.
Il paese conserva l’aspetto tipico di borgo medievale umbro, raccogliendosi in una struttura ad anfiteatro. Le prime notizie sull’esistenza del paese risalgono agli inizi del XIII secolo, nelle cosiddette “carte di Sassovivo”, cioè l’archivio dell’Abbazia di Sassovivo. Qui è menzionata per la prima volta la curtis de Rasilia, che risultava avere come edificio di culto la chiesa di S. Pietro.
Il Santuario Madonna delle Grazie sorge presso il greto del fosso Terminara, confine tra le diocesi di Foligno e di Spoleto, a circa 1 km dal castello di Rasiglia, presso la Strada Statale 319 Sellanese, per accordo è gestito dalla diocesi di Foligno attraverso la parrocchia di Rasiglia, pur appartenendo alla parrocchia di Verchiano. Questa decisione all’epoca, diede origine a discordie e conflitti tra le due comunità.
La scelta del sito per la sua fondazione è legata al ritrovamento “miracoloso” di una statua della Madonna che, più volte trasportata nella parrocchiale di Verchiano, migrò sempre, per mano angelica, sul luogo dove poi venne ritrovato.
La Vergine venerata in origine, un simulacro in terracotta della Madonna adorante il Bambino, venne nel secolo XVIII sostituita con un’altra statua vestita, di maggiori dimensioni, ma di identica iconografia.
II santuario, ritenuto polivalente dal punto di vista terapeutico, è meta di pellegrinaggio da parte di intere collettività o di singoli fedeli, ed è a tutt’oggi custodito da uno o più eremiti.
La fondazione del santuario risale al 15 agosto 1450, ad opera di Antonio Bolognini (vescovo di Foligno) a seguito del ritrovamento di una statua della Madonna in terracotta, inginocchiata in adorazione del Bambino. Nonostante il successivo spostamento della statua in altre diocesi, essa sarebbe tornata più volte al luogo d’origine e ritenendo questo un segno della volontà divina, si decise di erigervi una chiesa.
La chiesa a pianta quadrangolare, ha un’unica navata, il portico è sorretto da sei pilastri e tre colonnine-palo in travertino con steli che simboleggiano i popoli di Roviglieto, Scopoli e Volperino. Vicino all’ingresso si trova la finestra “del viandante”, così chiamata per chi rivolge uno sguardo ed una preghiera alla Madonna quando il santuario è chiuso.
L’esterno della chiesa non presenta particolare importanza. Avanti alla facciata e in parte al 1ato sinistro c’è un portico o loggiato rustico a tetto. Più volte restaurato, reca delle pianelle con rudimentali ornamenti; in una di esse si legge la data del 1651. E’ sorretto complessivamente da sei pilastri e da tre colonnine-palo, in travertino (A.D. 1935) che vogliono rappresentare i simboli, ridotti ai minimi termini di espressione, di tre evangelisti.
Numerosi ex-voto e pellegrinaggi testimoniano la riconoscenza dei fedeli protetti dalla Madonna. Il santuario è stato recentemente restaurato a seguito dei danni provocati dal sisma del 1997.
L’ultima domenica di maggio si svolge al santuario la “processione di Villamagina” come ringraziamento di tale paese alla Vergine. La prima domenica di giugno si svolge il “pellegrinaggio di Scopoli” che i fedeli effettuano a piedi cantanto e pregando. Il lunedi di Pentecoste è dedicato alla “processione di Roviglieto“. Si ricordano ancora i pellegrinaggi di Verchiano, Volperino e Casenove.
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Collepino è una frazione del comune di Spello (PG).
Il piccolo paese si trova ad un’altezza di 600 m s.l.m., sul fianco meridionale del monte Subasio: da esso si diparte la strada panoramica che collega Spello ad Assisi passando per la sommità del monte ed un’altra strada che, seguendo il fianco della montagna sempre verso Assisi, passa per Armenzano. La valle solcata dal torrente Chiona si apre ai piedi del borgo, abitato da 49 persone (secondo i dati ufficiali del censimento Istat 2001). Il territorio di Collepino è totalmente inserito all’interno del parco regionale del monte Subasio.
L’origine è probabilmente anteriore al XIII secolo: il paese nacque come colonia dei boscaioli e pastori della vicina abbazia benedettina di S. Silvestro, diventandone successivamente il baluardo difensivo da scorribande e saccheggi. L’abbazia venne costruita, secondo la tradizione, nel 1025 da san Romualdo, il fondatore dei camaldolesi, a circa 2 km di distanza e a 715 m s.l.m., in direzione della cima del monte. La chiesa accrebbe in breve tempo la propria importanza: Alessandro III la pose sotto la protezione della Santa Sede nel 1178, assicurandone il cospicuo patrimonio di chiese ed edifici nel territorio spellano. Tuttavia, nel 1236, dopo un periodo di decadenza, l’abbazia venne soppressa ed i suoi beni spartiti tra alcuni monasteri di Spello e Spoleto. Nel XV secolo, l’abbazia passò alle dipendenze del parroco di Collepino (fino al 1875).
Vari conflitti successivi crearono ulteriori problemi all’abbazia: quando, nel 1535, ospitò alcuni seguaci della famiglia perugina dei Baglioni (avversa al papato), venne fatta distruggere da Paolo III.
Nel 1972, madre Maria Teresa dell’Eucarestia vi ha fondato la comunità delle Piccole Sorelle di Maria, che da allora risiedono nell’Eremo della Trasfigurazione: esso non è altro che un edificio costruito sui resti dell’antica abbazia.
La coltivazione dell’olivo rappresenta una delle principali fonti d’introito economico per gli abitanti del paese.
In occasione di San Silvestro (31 dicembre), patrono del paese, viene distribuito pane benedetto anche agli animali, secondo la tradizione locale, per assicurarne la protezione dalle malattie.
Fonte: Wikipedia
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Armenzano è una frazione del comune di Assisi (PG).
Il paese è situato 8 km ad est rispetto alla città di Assisi, sul fianco orientale del monte Subasio, ad una altezza di circa 740 m s.l.m.. Gli abitanti, 40 secondo i dati Istat del 2001. Altre località che ricadono nelle pertinenze del borgo sono Nottiano, Rocca Paida, Villa Caberta, Villa Marforio e Serra di Valtopina.
Il nome Armenzano deriva dal latino “armentum“, che vuol dire mandria di buoi, cavalli, … La risorsa principale del paese fu infatti, per molto tempo, l’allevamento anche perchè la sua conformazione geologica, fortemente scoscesa, si presta ai pascoli ma non all’agricoltura.
La sua popolazione nel periodo medievale si componeva di circa 400 persone (40 fuochi); nel 1950 contava 550 persone, ora ridotte ad una trentina.
Uno dei signorotti che nel medioevo comandava il castello era Napoleone di Umbertino dei Monaldi (morto nel 1257), che fu grande amico ed ammiratore di San Francesco e lo ospitava tutte le volte che il Santo si recava a predicare nella zona.
Oltre alle attività di tipo silvo-pastorale, è sviluppato anche il turismo naturalistico e l’agriturismo, poiché Armenzano è inserito all’interno del Parco Regionale del Monte Subasio. Data la pressoché totale assenza di fonti di inquinamento luminoso, la zona è ideale per l’osservazione astronomica.
Armenzano è adagiato su un colle dal quale si gode lo splendido panorama delle colline e dei monti nocerini e della verde valle del torrente Anna.
Il poggio su cui Armenzano sorge, tondeggiante e ristretto, ha reso obbligatoria la costruzione delle case in due cerchi concentrici; più in alto svetta isolata l’abitazione del signorotto medievale.
L’Osservatorio Astronomico è inserito nel “Parco Naturale del Monte Subasio“, gode di una quasi totale assenza di inquinamento luminoso. La realizzazione dell’Osservatorio, avvenuta nel ‘99, è stata possibile riadattando una casa del borgo di circa 60 mq a sola iniziativa privata. Tutto il lavoro di trasformazione è stato realizzato nel rispetto del particolare ambiente nel quale è inserito. Arrivati al paese, l’Osservatorio è sotto al Castello medievale.
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Civita di Bagnoregio è un esempio di meraviglia unico nel suo genere.
Unita al mondo solo da un lungo e stretto ponte, la “Città che muore“, ormai da tempo così chiamata a causa dei lenti franamenti delle pareti di tufo, racchiude un ciuffo di case medioevali ed una popolazione di pochissime famiglie.
Appoggiata dolcemente su un cucuzzolo, la cittadina sovrasta imperiosamente l’immensa vallata sottostante, offrendo così al turista un incantevole e indimenticabile scenario.
Il borgo, dove resistono a vivere poche famiglie, sta franando, evaporando – si sta smarrendo: domani non sarà che un miraggio, come i sogni più belli, come Venezia (anch’essa condannata dalle acque), come tutto ciò che rivela la fragilità, l’impotenza umana.
Il destino quasi segnato del luogo, il paesaggio irreale dei calanchi argillosi che assediano il borgo, i loro colori tetri che contrastano con quelli dorati del tufo, fanno di Civita un luogo unico, solare e crepuscolare insieme, vivo o spettrale, a seconda dell’umore di chi la guarda dal precipizio del Belvedere, conclusione “aerea” – quasi – del centro storico di Bagnoregio che inizia dalla splendida porta Albana.
Di fronte al Belvedere, collegata al mondo da un unico e stretto ponte di 300 metri, ecco Civita, appoggiata dolcemente su un cocuzzolo, col suo ciuffo di case medievali.
Civita di Bagnoregio è unica, questo lo si sa da molto tempo perchè è circondata da un’aura che la rende diversa da ogni altro posto. Ci troviamo in provincia di Viterbo ma a un passo da quella di Terni. Civita di Bagnoregio è la patria di San Bonaventura, dottore della Chiesa.
Civita ci appare isolata su uno sperone di roccia a dominare la valle dei calanchi che si estende intorno e grazie a questo isolamento conserva intatta la sua struttura architettonica medievale. Unita a Bagnoregio tramite un unico ponte, anche se una volta di qui passava una delle strade più antiche d’Italia, Civita ci appare oggi in un isolamento quasi irreale dovuto ad una serie di crolli e cedimenti della terra argillosa sulla quale è costruito l’intero paese che tuttora è in pericolo.
Civita di Bagnoregio è arroccata su di una rupe tufacea a 440 mt appare oggi come un’incantevole isola disabitata fatta di scorci suggestivi e panorami mozzafiato. Colpita più di una volta da forti terremoti è stata, negli anni, abbandonata dalla gran parte dei suoi abitanti originari e oggi viene conosciuta col nome di città che muore. Tuttavia, questo suo stato di isolamento ne ha fatto col tempo una meta turistica apprezzata, ai numerosi turisti che ogni anno la visitano sembra di fare un vero e proprio viaggio nel tempo. Entrando dalla porta di S. Maria si possono ammirare antiche case e palazzi d’epoca. Il suo centro è caratterizzato dalla Chiesa di San Donato al cui interno sono custodite le reliquie di S.Vittoria. Affacciandosi dalla rupe di Civita si apprezza un panorama fiabesco di vallate di calanchi argillosi magnificamente modellati dal tempo.
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Il più importante giorno della tua vita sta arrivando ?
Hai mai immaginato o sognato come potrebbe essere il tuo Matrimonio scegliendo come cornice un piccolo Borgo immerso tra le dolci e verdi colline dell’Umbria ?
Splendide colline ondulate ricche di colori e punteggiate da piccoli paesi e citta’: l’Umbria e’ una delle soluzioni piu’ romantiche per il vostro matrimonio.
Quale location migliore della verde e romantica Umbria per poter festeggiare il proprio matrimonio? Regione ricca di luoghi suggestivi, castelli, ville e ristoranti in una cornice indimenticabile.
Sposarsi in Umbria oggi vuol dire avere a disposizione molte location incantevoli! Castelli e borghi medioevali, agriturismi e ville iperlussuose sono solo alcuni degli esempi possibili.
La semplicità dei luoghi e il territorio prevalentemente collinare ben si presta ad un matrimonio campestre, con ricevimento all’aperto, dove i vostri ospiti potranno gustare piccole delizie della tradizione gastronomica, magari con le mani, passeggiando direttamente su un prato verde e ben curato.
Scegli la tua Speciale “location” in Umbria – una delle più belle e famose cittadine come Perugia, Assisi, Todi, Spoleto, Gubbio, Norcia, Città della Pieve, San Gemini, Trevi, Spello, Orvieto.
Oppure perchè non sposarsi direttamente nella città degli innamorati? Molte sono le coppie che scelgono un matrimonio invernale nel giorno più romantico dell’anno quello di San Valentino, da sempre protettore degli innamorati. Ma allora basta spostarsi, se non si è della zona, per coronare il proprio sogno d’amore proprio davanti a San Valentino e sposarsi a Terni.
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A fine giugno Bevagna vive la sua festa principale, il Mercato delle Gaite (rioni). E’ una rievocazione storica della vita quotidiana del medioevo che si basa sull’antica divisione di Bevagna in quattro quartieri. Viene organizzato dalla gente locale un mercato storico, con prodotti tipici dell’epoca, botteghe artigiane, allestimento di taverne dove poter degustare antiche ricette umbre. Dieci giorni in cui Bevagna vive un’atmosfera straordinaria, arricchita da spettacoli, concerti, mostre, conferenze e dalla storica gara finale di tiro con l’arco.
Quest’anno il mercato delle Gaite a Bevagna avrà luogo dal 18 al 27 Giugno 2010.
Il Mercato delle Gaite di Bevagna è una manifestazione che ha come obiettivo la rappresentazione di uno spaccato dell’economia cittadina nel Medioevo, ricreando il mercato come luogo d’incontro e di scambio, oltre che di riproduzione delle tecniche di lavorazione dei prodotti artigianali locali. Iniziato con pochi banchi e qualche bottega sparsi per il paese, l’evento si è ampliato fino ad occupare, nelle sue ultime edizioni, una buona parte del centro storico.
Il Mercato si svolge nelle zone più centrali delle Gaite, vale a dire i quartieri, in cui si trovano le taverne e si snoda lungo le vie ed i vicoli di Bevagna. La città si riempie di banchi e botteghe di fabbri, canapai, tintori, falegnami, cuoiai, soffiatori di vetro, ed i prodotti venduti sono tra i più bizzarri: sapone, rame, candele, formaggi, carne salata, lenticchie, miele, olio, panni colorati, pietre preziose, uova, vino, vetro lavorato, spezie, seta.
Lo scopo della manifestazione è quello di ricostruire con la maggiore attinenza storica e dovizia di particolari la vita quotidiana degli abitanti di Bevagna nel periodo compreso tra il 1250 e 1350
A tal scopo, fin dal 1983 un gruppo di studiosi esamina accuratamente lo Statuto cinquecentesco del Comune di Bevagna da cui sono tratte le informazioni necessarie alla ricostruzione storica della vita politica, amministrativa, economica e sociale.
Oggi come allora la città si divide in quattro gaite, ma oggi ognuna rivaleggia con le altre nel tentativo di dare un interpretazione storicamente fedele del ruolo che rivestiva nel medioevo. Lo spirito di competizione è alla base della animata manifestazione e si concretizza nella partecipazione a quattro gare: gara del mercato, gara dei mestieri gara gastronomica, gara sportiva di tiro con l’arco.
Il Mercato delle Gaite è oggi annoverato tra le più importanti manifestazioni storiche dell’umbria e fa parte della Associazione Regionale Manifestazioni Storiche
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Vai in vacanza in uno degli agriturismi a Gubbio completamente circondati dal verde, luogo ideale di vacanza per chi ricerca, insieme, armonia con la natura, tranquillita’ e comfort.
Scopri le bellezze monumentali della città, tra chiese, monasteri e angoli di rara bellezza… immersi nel suggestivo scenario dei colli Eugubini.
Gubbio è un’affascinante città umbra che sorge alle pendici del Monte Ingino da dove domina l’intera vallata eugubina. Gubbio è uno dei centri storici medievali più importanti e meglio conservati d’Italia, meta di un turismo in continua espansione.
Pregevoli sono pure le produzioni artigiane, specie nel settore della ceramica e del ferro battuto, che danno a Gubbio un ulteriore motivo per essere visitata.
Se volete inserire il vostro agriturismo in questa sezione contattatemi al seguente indirizzo e-mail.
Ecco la lista degli agriturismi a Gubbio:
Agriturismo “Le Casacce”:
In posizione panoramica sulle colline della valle del Tevere, circondato da folti boschi e prati rigogliosi inserito in una zona protetta ricca di fauna selvatica.L’agriturismo Le Casacce vi accoglierà con calore e gentilezza.Gli ospiti sono alloggiati in un antico casale in pietra interamente ristrutturato e circondato da un ampio giardino. All’interno in un ambiente rustico ed accogliente gli ospiti possono rilassarsi davanti al camino o gustare le specialità della tradizione.Trovandosi Le Casacce al centro di una zona incontaminata e grazie alla sua posizione collinare, sono privilegiate tutte le attività a contatto con la natura.Gli ospiti potranno prendere lezioni di equitazione, oppure fare trekking oppure Mountain-Bike, ma anche giocare a bocce, pescare, oppure fare un bagno in piscina.
Sito: http://www.casacce.it/
Agriturismo Val Serena
L’antico casolare di famiglia, dei primi del ‘900, è completamente ristrutturato rispettando le caratteristiche e gli antichi metodi di lavorazione della pietra locale, è situato tra le verdi colline di Petazzano dove già nel 1300 il comune di Gubbio provvedeva alla difesa della Pieve di San Giovanni.l’Agriturismo è situato ad 800 mt sul livello del mare circondato da circa 115 ettari di terreno, boschi e sentieri dove è possibile praticare trekking e mountain bike in compagnia di simpatiche lepri, fagiani e caprioli.
SIto: http://www.a-valserena.com
Agriturismo l’Aurora
Con l’immensa passione di Franco e Rosi per la terra e la campagna, nasce L’Aurora, vicinissima alla bella Gubbio, dove troverete un’accoglienza familiare nel casolare del 1100, ristrutturato in perfetta simbiosi tra natura ed ambiente.L’agriturismo è circondato da 40 Ha di terreno dove i nostri clienti potranno fare passeggiate ecologiche tra il verde dei campi e boschi rigogliosi. Nell’azienda si possono ammirare animali da cortile ed un allevamento di bovini di razza chianina. Vasta anche la nostra gamma di prodotti ecologici come: vino, olio ed ortaggi. Tra i tanti servizi offerti: piscina; escursioni in mountain bike; giochi per bambini e barbecue esterni. Disponibilità del servizio ristorante a 200 mt., tutti gli appartamenti sono equipaggiati per accogliere disabili, possibilità di praticare nelle vicinanze equitazione, tennis e pesca sportiva. Si accettano animali. La struttura è dotata di appartamenti bilocali con angolo cottura.
Sito: www.agriturismoaurora.it/
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Umbertide è un comune di 16.155 abitanti della provincia di Perugia.
Collocata nell’alta valle del Tevere, attraversata dallo stesso Tevere e dal torrente Reggia (o Regghia), presenta un caratteristico centro storico circondato ancora dalle mura medioevali nei tratti che costeggiano i corsi d’acqua.
Centro importante della metalmeccanica, dei tessuti, dell’imballaggio e delle ceramiche industriali, ma anche della tabacchicultura e dell’agricoltura biologica.
Se pure antichissima, è ancora incerta l’origine della città di Umbertide. Alcuni studiosi la ritengono fondata dagli Etruschi, altri dall’antico popolo degli Umbri. Una tradizione diffusa vuole che Umbertide sia stata fondata, col nome di “Pitulum” o di “Oppidum Saepis”, da soldati Romani delle legioni del Console Flaminio, scampati alla disastrosa battaglia del Trasimeno (217 a.C.), i quali si sarebbero sparsi in fuga disordinata per le montagne a ridosso del lago, che avrebbero poi ridisceso per raggiungere la valle del Tevere. Alcuni autori affermano che il nome di questo primitivo insediamento fosse “Tusicum”, altri, per indicare l’antico centro romano, usano i nomi di “Forum Bremitii” o “Forum Julii”. Certo è che, in periodi anche recenti, sono stati rinvenuti nel sottosuolo di Umbertide e nelle zone circostanti numerosi reperti di età romana.
Gli edifici pi interessanti dal punto di vista artistico, oltre alla Rocca, oggi sede di mostre d’arte contemporanea, sono le chiese di S.Maria della Reggia e di S.Croce. La prima è una costruzione a pianta ottagonale sormontata da una cupola del XVI secolo, la seconda, del 1651, ospita al suo interno una straordinaria tavola del Signorelli: “Deposizione dalla Croce”, oltre a numerose opere minori.
I principali monumenti nel paese sono la Rocca medievale, ora adibita a centro di esposizioni, e le chiese. Fra queste, la Collegiata di S. Maria della Reggia, con tele del Pomarancio,la gotica S. Francesco, la chiesa e il museo di Santa Croce con la deposizione di Luca Signorelli, la chiesa di Santa Maria del 1486, con un affresco del Pinturicchio.
Molto ben considerato è il Teatro dei Riuniti, restaurato con grande cura. Fuori dell’abitato citiamo la chiesa abbaziale romanica dei SS. Ippolito e Cassiano e, nella frazione di Badia, l’abbazia (gotica e romanica, due chiese sovrapposte) di S. Salvatore di Montecorona, l’eremo camaldolese di Montecorona (XVI secolo), e un cerchio di castelli medievali, fra cui il più imponente è quello di Civitella Ranieri.
Nel 2007 viene intolata una strada al carabiniere scelto Donato Fezzuoglio, Medaglia d’Oro al Valor Militare, morto in servizio nel tentativo di sventare una rapina. Nel 2008 anche la locale stazione dei carabinieri gli è stata intolata.
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