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Articoli marcati con tag ‘Monti Sibillini’

Fioritura delle lenticchie a Castelluccio di Norcia

Fioritura delle lenticchie a Castelluccio di Norcia

Uno spettacolo naturale da non perdere, tra la fine di Maggio e I primi giorni di Luglio (consiglio di andare però alla fine di Giugno), è la FIORITA DELLA PIANA DI CASTELLUCCIO (Norcia).

Anche se la festa della “Fiorita” ricade nella terza e nell’ ultima domenica di Giugno, non esiste un preciso giorno per ammirare questo incantevole spettacolo. Ogni anno tutto è affidato all’andamento climatico della stagione. Le specie floreali che tingono il Pian Grande e il Pian Perduto in questo periodo, sono innumerevoli, camminando lungo I sentieri possiamo incontrare: genzianelle, narcisi, violette, papaveri, ranuncoli, asfodeli, viola Eugeniae, trifogli, acetoselle e tant’altro.

La contemporanea fioritura di diverse specie di fiori crea una tavolozza unica, accompagnata dalla colonna sonora del canto di allodole e quaglie che nidificano in queste terre.

L’appuntamento della fioritura é oggi diventato un’importante occasione di turismo per Castelluccio di Norcia, con le migliaia di visitatori che si disperdono in tranquille passeggiate, trascorrendo la giornata in libertà; oppure facendo sport o assistendo a manifestazioni di intrattenimento, di anno in anno diverse, allestite dalla pro loco.

La Fioritura è in anticipo? …è in ritardo? …quando ci sarà?

Non si può fare alcuna previsione sui tempi della Fioritura dei Piani di Castelluccio, ma se si ha fortuna di prendere il periodo giusto ci si trova difronte ad un panorama incantevole, e per chi è amante della fotografia, sarà un esperienza indimenticabile.

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Natale a Norcia

Natale a Norcia

Non perdere l’occasione di vivere il Natale in un’ atmosfera assolutamente magica, circondata dai Monti Sibillini e dalla tradizione e dalla storia di questa splendida località.

Ti aspettano: una grande tombolata con week end in palio, mini club ed altri appuntamenti sportivi. Visite guidate e il 24 Dicembre per i più piccoli- e non solo- non ptrà mancare la visita di Babbo natale.

La città si presta sia ad escursioni tra i sapori dei ristoranti a cucina tipica che ad una visita più attenta e approfondita delle sue ricche opere d’arte, tutte racchuise dalle antiche mura.

Notevole in tal senso la chiesa gotica di San Benedetto. Il Duomo è invece di epoca rinascimentale, ma purtoppo dell’originale resta poco ed il restauro in epoca barocca ne ha cambiato lo stile architettonico.

Altro notevole esempio di architettura rinascimentale, questa vota laica, è la Castellina, una rocca a quattro lati realizzata dal Vignola, oggi sede del Museo Civico Diocesano.

Trecenesche, le chiese di S. Agostino, che merita una visita per il portale ogivale la cui lunetta reca in buono stato un affresco con Madonna con Bambino e S. Agostino, e quella di San Giovanni, che a differenza della prima però ha perso la struttura originale a causa dei restauri in epoca barocca.

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Castelluccio di Norcia è una frazione del comune di Norcia (PG).

Il paese si trova in cima ad una collina che si eleva sull’omonimo altopiano, uno dei più vasti dell’Italia centrale ed inserito nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. L’altezza di 1.452 m s.l.m. ne fa il centro abitato più elevato dell’Appennino Umbro-Marchigiano. Di fronte ad esso si erge imponente la sagoma del Monte Vettore (2.476 m). Il paese si trova a circa 28 km di distanza da Norcia, ed è raggiungibile attraverso una strada panoramica. Secondo i dati Istat del 2001, è abitato da 150 residenti.

Il paese della fioritura è Castelluccio di Norcia, in Umbria, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, un posto dove favole, leggende, tradizioni e realtà si fondono con la natura in una suggestione unica e irripetibile.

Guarda le immagini della webcam di Castelluccio di Norcia in diretta live. Visualizza in diretta la webcam Castelluccio di Norcia:

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In Mountain Bike a Castelluccio di Norcia

In Mountain Bike a Castelluccio di Norcia

Castelluccio di Norcia in Bici

Chi ama la montagna, la natura, la bicicletta e soprattutto chi è alla ricerca di ambienti incontaminati ricchi di arte, storia e cultura dove poter trascorrere serenamente il tempo libero non può non amare Castelluccio di Norcia.

Percorsi che si snodano come una ragnatela su tutto il territorio, sono fonte infinita per escursioni e trekking in bicicletta, la mountain bike a Castelluccio è sicuramente il mezzo più adatto per visitare l’area. Le diverse tipologie dei sentieri, semplici nei Piani di Castelluccio di Norcia, ripidi e tecnici nelle vallate e montagne, permettono a tutti di praticare questo sport.

Per chi vuole solo pedalare senza impegno, o senza portarsi la bicicletta, a Castelluccio di Norcia c’è un servizio di noleggio mountain bike.

Fonte

Il mio consiglio è quello di andare a Castelluccio di Norcia durante il periodo della fioritura delle lenticchie.

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Rifugio degli Alpini

Rifugio degli Alpini nei Monti Sibillini

Il Rifugio degli Alpini è stato costruito nel 1973 ed è di proprieta dell’Associazione Nazionale Alpini. Non si tratta di un bivacco, ma di un rifugio gestito, dotato di bar, Albero rosso in autunnoristorazione e camerate.

E’ situato ad un’altitudine di 1560 m s.l.m. ed e raggiungibile con l’auto.

E’ gestito da Quattrociocchi Gino e da Fiori Barbara, pronti ad accogliere i clienti in qualsiasi stagione. E’ aperto tutto l’anno nei giorni festivi e prefestivi.

Nel periodo compreso fra il 15 giugno ed il 15 settembre e aperto tutti i giorni. Nel periodo invernale è sempre meglio contattare prima i gestori.

Sito web
: Rifugio degli Alpini

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Ussita

Ussita nei Monti Sibillini

Ussita (Ùssita) è un comune italiano di 437 abitanti della provincia di Macerata nelle Marche. Ussita è un comune sparso; la sede comunale è situata in località Fluminata.

Ussita non è solo natura, montagna e sci. Ma anche una storia che parte dal 1000 a.c. e che ci ha lasciato nel corso dei secoli opere d’arte importanti come le tante chiese sparse nel suo territorio e importanti personaggi storici. In ogni stagione dell’anno la natura offre caratteristiche distintive che rendono sempre interessante organizzare una visita nella zona.
Il paese, a carattere tipicamente montano, si sviluppa su numerose piccole frazioni tutte adagiate alle pendici del Monte Bove.

La storia di Ussita è legata a quella di Visso di cui era la più importante delle cinque “guaite” che nel XIII secolo, svincolatesi dall’autorità dei feudatari, entrarono a far parte di questo comune, mantenendo sempre autonomia amministrativa nel proprio territorio.

Risale al 1380 la costruzione del castello sul colle Fantellino, favorita da Rodolfo da Varano. Il castello, di cui resta soprattutto una torre in pietra del XIV secolo a base quadrata, consisteva in una cinta muraria di forma trapezoidale, difesa da cinque torri e da un fossato esterno; i ruderi sono visibili in località Castel Murato.

Molto interessante l’Archivio Comunale che senza subire spoliazioni conserva gran parte delle testimonianze di vicende politiche e amministrative che nel corso dei secoli hanno segnato la vita della piccola e fiera comunità a parte il furto subito a metà degli anni settanta di oggetti appartenenti al Card. Gasparri (la medaglia della Conciliazione in argento ed il Collare della SS. Annunziata).

D’inverno è molto praticato lo scii nei campi di Frontignano grazie anche agli impianti rinnovati.

D’estate invece ultimamente sta prendendo molto piede la pratica del Nordic Walking. Tutto l’anno (o quasi) sono aperti la piscina, il palaghiaccio (uno dei pochi regolari nel centro Italia per le gare di Hockey), i campi da tennis e il campo da calcio. Il parco giochi invece offre la possibilità di dilettarsi nel minigolf. Certamente Ussita non offre grandi opportunità di svago per gli amanti dello shopping e per chi è a caccia dei locali da divertimento (anche se le città di Camerino e di Spoleto distano solo rispettivamente 30 e 45 minuti); Ussita invece risulta essere una meta allettante per chi cerca il sano divertimento, il riposo, ed un’esperienza a contatto con la natura.

Ussita, con la vicina frazione di Frontignano, è situata all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini ed è una delle più belle località dell’Appenino. La zona offre numerose opportunità culturali e di attività outdoor in inverno ed in estate: sci, snowboard, sci alpinismo, trekking, nordic walking, mountain bike. Molte sono anche le infrastrutture della valle, pattinaggio del ghiaccio, nuoto, tennis, equitazione…

Inverno a Ussita e Frontignano è neve, sci e panorami. Inverno a Ussita Frontignano vuol dire riscoprire sapori e sensazioni di una montagna orginale con paesaggi unici per l’Appennino.

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Lago di Fiastra

Lago di Fiastra: foto di Elisa Bistocchi

Dalle Marche e dall’Umbria il lago di Fiastra è facilmente raggiungibile utilizzando la SS77 deviando all’altezza del lago di Polverina e seguendo le indicazioni che portano verso l’abitato di Fiastra. Si trova in corrispondenza di San Lorenzo sul Lago, una frazione del comune di Fiastra.

Il lago di Fiastra è uno bellissimo lago situato nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e svolge due azioni di primaria importanza.

Innanzi tutto, considerato che è il più grande bacino idroelettrico delle Marche, è facile immaginare che rappresenta una fonte di energia non indifferente.

La sua diga ostruisce lo scorrere naturale del fiume Fiastrone affluente del Chienti e, nel 2004, è stato festeggiato il cinquantenario della sua costruzione e di conseguenza della nascita del lago ma c’è da ricordare che il primo abbozzo per la realizzazione della diga, è stato fatto motlo tempo prima, nel 1917.
La sua capacità totale di acqua si aggira intorno ai 20 milioni di metri cubi mentre per gli scopi produttivi ci aggiriamo intorno ai 16 milioni di metri cubi.
L’altezza della diga, va dagli 82 agli 87 metri mentre il suo sviluppo è di 254 metri.

Le sue rive sono molto diverse tra loro.
Il lato nordovest è percorso da una lunga strada che costeggia il lago, che si trova molto più in alto del lago stesso e presenta una riva scoscesa, che si appiattisce solo in pochi punti.
Se percorrete questa strada, che porta a Fiegni, una piccola frazione di montagna, arriverete ad un grande punto di osservazione, che permette di avere una veduta dal lago da uno strapiombo alto più di un centinaio di metri.
Una veduta impressionante!
Da lì poi ci sono le indicazioni per la grotta dei Frati e la Gola delle Lame Rosse, due valide escursioni da portare a termine.
Il lato sudest invece non ha alcuna strada nelle vicinanze, ma è percorso piuttosto da un sentiero, e scende gradualmente verso il lago offrendo tutta una serie di piccole spiagge erbose e diverse insenature.
Il sentiero che dicevo, parte direttamente dalla piazza di fronte al lago e prosegue lungo il versante sudest del lago fino alla diga di sbarramento per diversi chilometri.
È ottimo per fare una bella passeggiata ed ammirare costantemente il lago che si trova lungo la sua sinistra.
La strada di accesso al lago è invece a senso unico e a forma di ferro di cavallo, con la piazza nel mezzo che contiene un ampio parcheggio ed offre una meravigliosa veduta sul lago.
Lungo la strada ci sono poi diversi bar e punti di ristoro.
Il paesaggio da queste parti è davvero particolare: ci troviamo in posizione collinare, con i monti che intorno racchiudono il lago e vaste distese di prati nelle vicinanze.
Un piccolo autentico paradiso, in pieno relax, dove ancora riesci a sentire il vento che nel silenzio sibila tra i rami degli alberi.

Gli amanti della montagna partono dal lago di Fiastra per salire gli affascinanti sentieri che conducono alle vette del Berro e della Priora oppure decindono di inoltrarsi nelle gole del Fistrone o raggiungere le Lame Rosse a valle della diga.

Chi invece vorrà rilassarsi in acqua non dovrà allontanarsi troppo dalle rive del lago…

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Santuario di Macereto

Santuario di Macereto

I monti Sibillini oltre ad offrire bellezze naturali inestimabili sono ricchi di storia, ne è un esempio il santuario di Macereto che si trova nel territorio comunale di Visso (mc).
Non lontano dalla piccola cittadina di Visso, sull’omonimo altopiano a circa 1000 mentri di altitudine, sorge uno splendido complesso religioso: il Santuario di Macereto. E’ una delle maggiori espressioni rinascimentali del ‘500 delle Marche.

Come è nato il Santuario di Macereto? La storia è alquanto particolare; la tradizione infatti vuole che il 12 Agosto del 1359, alcuni muli di una carovana in pellegrinaggio da Loreto al Regno di Napoli che trasportavano una statua lignea della Madonna con il Bambino, giunti sull’altopiano, si inginocchiarono e non ci fu verso di farli ripartire nonostante frustate e calci.

Costruito sul modello bramantesco da Giovan Battista da Lugano rappresenta il più completo esempio di architettura rinascimentale cinquecentesca delle Marche. Tra i molti artisti che vi operarono ricordiamo Simone de Magistris (1580-1582, suo il complesso figurativo della conca absidale. Del complesso fanno parte anche la Casa dei Pellegrini, la Casa del Corpo di Guardia ed il Palazzo delle Guaite.

Il santuario di Macereto è di forma ottogonale con tre ingressi e al centro vi è un piccolo tempietto dove è incisa, in latino, la storia del piccolo miracolo di Macereto. Costruito con pietra chiara che ne esalta la sua grandiosità, è inglobato in un complesso ben più ampio di cui fanno parte anche la Casa dei Pellegrini, la Casa del Corpo di Guardia e il Palazzo delle Guaite. Era munito anche di un campanile che però a causa del cedimento delle fondamenta, crollò e non venne più ricostruito.

E’ eccezionale, quanto suggestivo, l’intero giro di portici che racchiude un lavatoio ed un gran bel camino facendo pensare a un piccolo mercato sotto le sue logge e intensi banchetti di pellegrini.

Il luogo è veramente bello; ideale per passeggiate e piccole scampagnate con bambini al seguito, liberi di muoversi all’interno del cortile del santuario. Un mix perfetto tra storia, cultura, arte, natura, divertimento e tanta serenità.

Il luogo, immerso nel verde, è visitato soprattutto d’estate, oltre che da pellegrini, da turisti che spesso si accampano nel cortile adiacente per merende e giochi all’aria aperta.

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Visso

Visso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Visso è un comune italiano di 1.238 abitanti della provincia di Macerata nelle Marche. Visso ha una superficie di 100,3 chilometri quadrati per una densità abitativa di 11,73 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 607 metri sopra il livello del mare.

Vicus, cioè “luogo”, “villaggio”, accompagnato dall’aggettivo Elacensis, “rispettabile”, fu secondo tradizione il nome del primo insediamento.

Il toponimo Vicanum indicava la terra comunale (o vicana) del pascolo e del legnatico attorno a un vicus.

Visso è un incantevole centro montano delle Marche al confine con l’Umbria. La “perla” dei monti Sibillini (è sede del Parco Nazionale) vanta un passato ricco di storia: le imponenti mura, i balconcini medievali, le case, le torri, i palazzi gentilizi rinascimentali, i portali in pietra arricchiti da motti latini e stemmi di famiglia, costituiscono un insieme armonioso e grandioso, se messo in relazione alla limitata estensione del centro storico.

L’imponente cinta muraria (1210 – 1256) era dotata di 24 antemurali, 4 porte e 4 torrioni. Garantiva il massimo avvistamento e l’estrema difesa la “turris Sanctis Johannis”. Sulla cinta muraria si aprono: Porta Santa Maria (1256), restaurata dal 1379 al 1575 fu ricostruita nel 1571 sormontata da un torrione; Porta Pontelato o Nursina (1283) con arco leggermente ogivale in conci di pietra a piè di torre con beccatelli aggettanti per la difesa piombante, collegata da un ponte levatoio con la sponda sinistra del fiume Nera, e Porta Ussitana o Porta San Giacomo (XV sec.) caratterizzata dal fornice ogivale sopraelevato retrostante la guardiola.

Nella piazza principale di Visso si erge la mole romanico-gotica della Collegiata di S. Maria, sorta su una piccola Pieve antecedente. La prima chiesetta fu costruita nel 1143 a doppia navata e campanile quadrato, ma, essendo in seguito divenuta insufficiente, fu affiancata dall’attuale chiesa; questa fu eretta senza abside e conservando il primitivo campanile a bifore e trifore e fu consacrata nel 1256. Collegiata di S.Maria Successivamente fu aggiunta la sacrestia, mentre nel 1312 fu costruita l’abside poligonale e, tra il 1324 e il 1332, la chiesa fu abbellita dal portale nella parete laterale verso la piazza. Nel 1517 fu insignita del titolo di Collegiata. La parete verso la piazza è adornata da archetti in alto, da tre monofore trilobate e soprattutto dal bel portale d’ingresso. Esso è ad arco a tutto sesto con cornice a gronda e profonda strombatura, ornata da colonnine tortili e triangolate che proseguono nell’arcata, e da capitelli scolpiti in figure fitomorfe e zoomorfe. Ai lati due leoni in pietra. Nella parte superiore una lunetta mostra un affresco del ‘400. L’interno è ad unica navata con soffitto ligneo del ‘700. All’unico altare centrale ne furono aggiunti altri, lungo le pareti, trasformati in stile barocco nel ‘600. All’ingresso si può notare un’acquasantiera del XIV sec. Numerosi sono gli affreschi e i dipinti che ornano la chiesa. Sulle pareti dell’abside un ciclo di pitture murali di stile giottesco-riminese del ‘300. Lungo la parete sinistra, dopo la porta della sacrestia, è visibile un interessante affresco, raffigurante l’Assunzione, del 1450, eseguito da Paolo da Visso, definito il “Maestro della Valnerina” e fondatore di una scuola pittorica locale; su un altare seicentesco si può ammirare una statua lignea policroma, di notevole valore, che rappresenta “la Madonna Bruna”, d’arte romanica del XII sec. Lungo la stessa parete una grande arcata introduce nella primitiva pieve, divisa in due navate da pilastri ottagonali, adornata da affreschi di scuola umbro-marchigiana del XIV sec. La Collegiata presenta inoltre un nicchione con interessanti pitture dello Spagna (1450-1528), alcuni resti di affreschi sulla parete di fondo di P. da Visso e, in prossimità della porta maggiore, un S. Cristoforo di enormi dimensioni (oltre 6 m. di altezza) del ‘300.

Per quanto riguarda il piatto di Visso non possiamo non parlare del ciauscolo, un insaccato preparato con una speciale lavorazione del maiale, la cui carne viene macinata e infarcita di aromi, è dedicata una sagra.

Ma tra i sapori robusti e genuini di questa terra ci sono anche i formaggi, da gustare nelle diverse stagionature, la lenticchia e il farro dei Monti Sibillini, il castrato di montagna.

E, a completare il menu, i piatti preparati con la trota del fiume Nera e soprattutto con il pregiato tartufo nero.

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Castelluccio di Norcia

Fioritura a Castelluccio di Norcia

Castelluccio di Norcia si trova in cima ad una collina che si eleva sull’omonimo altopiano, uno dei più vasti dell’Italia centrale ed inserito nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. L’altezza di 1.452 m s.l.m. ne fa il centro abitato più elevato dell’Appennino Umbro-Marchigiano. Di fronte ad esso si erge imponente la sagoma del Monte Vettore (2.476 m). Il paese si trova a circa 28 km di distanza da Norcia, ed è raggiungibile attraverso una strada panoramica. Secondo i dati Istat del 2001, è abitato da 150 residenti.

Lo stupefacente panorama caratterizzato da montagne con punte molto alte, dolci colline e una variegata flora costituisce un luogo ideale per gli amanti della fotografia, del disegno e della pittura, nonché per gli amanti di trekking e di passeggiate in bicicletta .
Il Parco del resto organizza gite e tour durante tutti i mesi dell’anno.

Vi consiglio vivamente di andare in vacanza a Castelluccio di Norcia in agriturismo durante il periodo della fioritura (giugno – luglio). l’altopiano di Castelluccio è testimone di un evento di particolare importanza, La fioritura. Per diverse settimane la monotonia cromatica del pascolo, viene spezzata da un mosaico di colori, con variazioni di toni che vanno dal giallo ocra al rosso. Le specie floreali che tingono il Pian Grande e il Pian Perduto in questo periodo, sono innumerevoli, camminando lungo i sentieri possiamo incontrare: genzianelle, narcisi, violette, papaveri, ranuncoli, asfodeli, viola Eugeniae, trifogli, acetoselle e tant’altro.

Volete passare alcune giornate a Castelluccio di Norcia e dormire in agriturismo? Ecco quà una lista dei migliori agriturismi a Castelluccio di Norcia. Se volete inserire la vostra struttura in questa sezione contattatemi al seguente indirizzo e-mail.

Agriturismo La Valle delle Aquile:
Agriturismo a Castelluccio di Norcia adiacente la Piazza principale del paese, ristrutturato con ottima cura dei particolari, nove appartamenti indipendenti con vista mozzafiato sul Pian Perduto, sala colazione, ampio piazzale all’aperto con panche, tavoli e barbecue a disposizione degli ospiti.
Sito: www.lavalledelleaquile.com

Agriturismo Locanda dè Senàri:
Agriturismo a Castelluccio di Norcia a “venti passi” dalla Piazza principale, stupenda casa montana completamente ristrutturata in stile, camere con vista sul Pian Grande, bellissimo ristorante prodotti tipici dell’azienda a tavola, lenticchia, farro, roveja e molto altro.
Sito: www.agriturismosenari.it

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