Articoli marcati con tag ‘Monti Sibillini’
Passeggiate ed escursioni a cavallo tra le montagne e i sentieri del Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Si organizzano escursioni a cavallo di 5 o più persone di 1 o più giorni. Durante le escursioni si potrà dormire in rifugio o in agriturismo, dove si potranno degustare prodotti tipici e verrano serviti piatti della tradizione locale, a seconda del percorso effettuato e delle disponibilità.
Si organizzano escursioni a cavallo di 5 o più persone di 1 o più giorni.
Durante le escursioni si potrà dormire in rifugio o in agriturismo, a seconda del percorso effettuato e delle disponibilità.
Pasquetta a cavallo
una giornata in sella
dal 05/04/2010 al 05/04/2010
Percorrere mulattieri e sentieri tra boschi e prati
incontaminati della verde umbria
PROGRAMMA
Partenza ore 10:30 c/a
Sosta per il pranzo in agriturismo con ricco menu
a base di prodotti tipici della zona.
Rientro previsto ore 16:30 / 17:00
Perscorso adatto a tutti
Un giorno a Cavallo
Passeggiata nei Monti Sibillini
dal 18/04/2010 al 18/04/2010
Una giornata in sella per un’escursione in pieno relax tra i boschi e prati.
PROGRAMMA
Partenza ore 10:30 c/a
Sosta per il pranzo in agriturismo e rientro previsto ore 17:00 c/a
Percorso facile adatto anche a principianti.
prezzo noleggio cavallo e pranzo €95 a persona.
primo maggio a cavallo
un giorno a contatto coin la natura
dal 01/05/2010 al 01/05/2010
a cavallo . il modo migliore per scoprire luoghi incontaminati
e percorrere mulattiere e sentieri dove il tempo si e’ fermato
programma :
partenza dal centro ore 9/30 c/a
ore 13 sosta per il pranzo in agriturismo con ricco menu ‘
a base di prodotti tipici della zona
rientro al centro ore 17 c/a
percorso adatto a tutti
prezzo € 95 a persona
due giorni a cavallo immersi nella natura
wweek-end tra boschi e prati
dal 15/05/2010 al 16/05/2010
Due giorni a cavallo con pernottamento in agriturismo
programma:
partenza dal centro sabato 15 maggio ore 9.30 c/a
sosta per il pranzo al sacco e arrivo previsto in agriturismo ore 17 c/a
ore percorse in sella 5.30 c/a
cena con ricco menu’ a base di prodotti tipici della zona
domenica 16 maggio
prima colazione e partenza prevista ore 10 c/a
sosta per il pranzo al sacco e rientro al centro previsto ore 17 c/a
si dorme in camere doppie o triple
costo € 230 a persona
i nostri bagagli ci raggiungeranno con auto d’appoggio
Per maggiori informazioni, sui costi delle escursioni e sulle modalità di iscrizione: www.escursioniacavallo.it
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L’orso bruno (Ursus arctos Linnaeus, 1758) è un mammifero carnivoro della famiglia degli Ursidi, diffuso in gran parte dell’Eurasia settentrionale e del Nordamerica. Pesa tra i 130 ed i 700 kg ed i suoi membri più grossi contendono all’orso polare il titolo di carnivoro terrestre più grande del mondo.
L’orso bruno specie di straordinario interesse naturalistico e culturale, è ricomparso in umbria, dopo gli ultimi segni della sua presenza nel 1825-50, nell’Alta Valnerina-Monti Sibillini nel 1992; da allora indici di presenza della specie, ancorché sporadici, provengono da diversi luoghi dell’area appenninica umbro-marchigiana, con particolare riferimento alla zona sud-orientale.
Gli orsi bruni raggiungono la maturità sessuale dopo i 4 anni d’età. Si accoppiano generalmente nel periodo compreso tra maggio e giugno e danno alla luce da 1 a 4 piccoli (più frequentemente 2), dopo un periodo di gestazione che può durare da 6 a 8 mesi. In genere procreano per la prima volta a 5-7 anni d’età e fra un parto e l’altro fanno passare dai 3 ai 4 anni. Alla nascita i piccoli sono glabri e del tutto inermi; richiedono quindi cure parentali da parte della madre, che li tiene con sé per 2-4 anni. La loro vita media si aggira intorno ai 20 anni, ma in casi eccezionali può raggiungere i 30.
Come tutti gli ursidi, l’orso bruno è un animale tendenzialmente solitario: maschi e femmine rimangono insieme solo durante il periodo riproduttivo. Vive generalmente nelle valli fluviali, nei boschi di montagna, o nelle zone aperte ricoperte dalla vegetazione della tundra. Durante l’inverno cerca riparo all’interno di tane o grotte, dove trascorre un periodo di letargo che può durare oltre sette mesi. Nel corso di questo periodo, la temperatura corporea si abbassa di poco, mentre la frequenza respiratoria e cardiaca diminuiscono notevolmente. Nel resto dell’anno, quando è in piena attività, l’orso bruno mangia enormi quantità di pesce, bacche e piante succulente, arrivando a consumare a volte 40 kg di cibo al giorno. L’orso bruno emette diversi tipi di suoni e richiami: quando è ferito emette potenti ruggiti; per mettere in guardia gli altri orsi o gli esseri umani, invece, produce specie di soffi e schiocchi.
Sarebbe più facile dire di cosa NON si nutrono. Classificato tra i Grandi Carnivori, l’Orso è un onnivoro e si nutre di erbe, bacche, noci, frutta, radici, insetti (dalle larve alle formiche); per il miele è disposto a sfidare le api e, protetto com’è dalla folta pelliccia, la cosa non gli crea molti problemi… e poi pesci (è un ottimo nuotatore!). Può spingersi a predare animali di allevamento, come pecore e capre e questo non gli ha sicuramente reso amico l’uomo.
Nella tarda estate e in autunno, quando l’Orso deve costituire le riserve di grasso che gli consentiranno di superare un nuovo inverno, la frutta riveste molta importanza nella sua alimentazione. In questo periodo il suo pasto arriva a 40 kg di cibo al giorno, pari a circa 20.000 kcal e la scorta di grasso che riesce a produrre arriva fino al 50% del suo peso corporeo.
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Da domenica 13 giugno 2010 fino a tutto il mese presso Pian Grande di Castelluccio di Norcia.
Tra fine maggio e i primi giorni di luglio, l’altopiano di Castelluccio di Norcia è testimone di un evento di particolare importanza, la Fioritura.
Per diverse settimane la monotonia cromatica del pascolo, viene spezzata da un mosaico di colori, con variazioni di toni che vanno dal giallo ocra al rosso. Anche se la festa della “Fiorita” ricade nella terza e nell’ ultima domenica di Giugno, non esiste un preciso giorno per ammirare questo incantevole spettacolo.
Le specie floreali che tingono il Pian Grande e il Pian Perduto in questo periodo, sono innumerevoli, camminando lungo i sentieri possiamo incontrare: genzianelle, narcisi, violette, papaveri, ranuncoli, asfodeli, viola Eugeniae, trifogli, acetoselle e tant’altro.
E’uno spettacolo della natura senza pari, in un ambiente davvero straordinario, in pieno Parco dei Monti Sibillini.
La fioritura della lenticchia si può ammirare sul piano Grande di Castelluccio di Norcia in Umbria, nel territorio del Comune di Norcia.
Come arrivare a Castelluccio di Norcia
Il piano Grande di Castelluccio prende il nome dall’estensione davvero ragguardevole di questo altipiano ad oltre 1400 metri di quota ai piedi del monte più alto dei Sibillini: il Vettore.
Il piano grande, in pieno parco Nazionale dei Monti Sibillini (i monti azzurri cantati dal Leopardi) si trova in territorio umbro vicinissimo al confine con la Regione Marche.
Per chi arriva dal versante umbro occorre raggiungere Norcia e da qui con 28 km si arriva all’altopiano.
Per chi invece proviene dalla costa adriatica esistono varie alternative, ma le più logiche sono due.
La prima, la più comoda, con uscita a Civitanova Marche: dall’A14 si imbocca la superstrada per Foligno (ad un certo punto la superstrada finisce) ed in località Muccia occorre seguire le indicazioni per Visso. Da Visso si seguono le indicazioni per Castelsantangelo sul Nera (ci sono le sorgenti del fiume) e da qui in pochi Km si raggiunge l’abitato di Castelluccio ai cui piedi si stende l’immenso altipiano.
La seconda, sicuramente più panoramica, ma non adatta ai deboli di stomaco, prevede l’uscita a Pedaso dall’A14 dove occorre seguire le indicazioni per Comunanza; da qui proseguendo in direzione Ascoli Piceno, con alcuni micidiali tornanti si arriva al Valico di Croce Casale dove si imbocca una strada sulla destra in direzione Montegallo (il cosiddetto Comune Sparso: in effetti il territorio del Comune è vastissimo, ma non esiste un vero centro. Esistono una serie di frazioni tutte medio piccole compreso il “centro” del Comune denominato Balzo). Da Montegallo in direzione Arquata si gira poi sulla destra in direzione Forca di Presta – Monte Vettore e da qui in pochi km si raggiunge l’altipiano.
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La Valnerina è una vera e propria regione montana di circa mille km quadrati, dove l’unica pianura degna di questo nome è il Pian Grande di Castelluccio che, fra le tante particolarità, ha quella di essere a 1.500 metri d’altezza, racchiuso entro una corona di monti ancora più alti.
Per il resto, monti, fiumi, valli, boschi e una miriade di piccoli insediamenti satelliti dei “centri maggiori”, i dieci comuni della Valnerina: Cerreto di Spoleto, Cascia, Monteleone, Norcia, Poggiodomo, Preci, Scheggino, Sellano, Santa Anatolia, Vallo di Nera.
Il paesaggio della Valnerina racconterà, a chi ha tempo di ascoltare, la storia del millenario lavoro degli uomini, dei contadini e dei pastori che hanno abitato questa terra.
La maggiore attrazione turistica è la Cascata delle Marmore, presso la fine della valle a 6 km da Terni; tutti i paesini della zona, molti dei quali in via di spopolamento, presentano una caratteristica architettura medievale.
L’economia è basata sulla agricoltura, la tradizionale pastorizia, l’allevamento della trota e la produzione di salumi; il Nera presenta anche attrattive per coloro che praticano il Kayak, mentre i Monti Sibillini hanno un certo richiamo per l’escursionismo.
Il territorio del comprensorio turistico è collocato nell’area sud-orientale dell’Umbria, ai confini con le Marche (est).
Abbraccia la zona più montuosa della regione, dominata dal complesso dei Monti Sibillini, che alla profonda spiritualità benedettina unisce il fascino della natura, le meraviglie dell’arte e la genuinità dei prodotti tipici.
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