Articoli marcati con tag ‘natura’
L’agriturismo Collelignani ad Eggi di Spoleto è perfettamente inserito in 50 ettari di terreno coltivati dagli stessi proprietari che hanno voluto destinare ai loro ospiti gli antichi casali già presenti nell’azienda, attentamente ristrutturati in stile rustico, nell’intento di far conoscere ed apprezzare a tutti, quella civiltà contadina che tanto ha significato nella storia del nostro paese.
Oggi nel “Casale Rosso” sono stati ricavati 9 graziosi ed accoglienti appartamenti, totalmente indipendenti l’uno dall’altro, dotati ciascuno di spazio esterno come veranda, terrazza o giardino,dove nei periodi più caldi è piacevole oziare nel massimo della privacy.
Gli appartamenti possono ospitare da 2 a 4 posti letto, in camere matrimoniali, bagno, soggiorno ed angolo cottura attrezzato con tutto il necessario per prepararsi una deliziosa cenetta “fai da te” …provando i nostri prodotti.
Immersa nel verde una bellissima piscina di 8 x 16m dove trascorrere piacevoli momenti di relax in compagnia sorseggiando qualcosa di fresco… offerto dalla casa! Per i più sportivi invece al mattino, organizziamo (su richiesta, minimo 4 persone) “risveglio muscolare” sul prato, esercizi semplici che ci aiutano a sciogliere i muscoli del nostro corpo. Per i bagnanti è obbligatorio l’utilizzo della cuffia, eventualmente disponibili anche presso di noi al costo simbolico di euro 2. Per i più piccoli è disponibile il parco giochi.
Per informazioni:
Via dei Pini, 21 – 06049 Loc. Eggi – Spoleto (PG)
collelignani@collelignani.com
Sito web: Agriturismo Collelignani
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Ci siamo lasciati alle spalle l’inverno, il freddo, il vento. Per accogliere l’arrivo della primavera perché non concedersi un weekend tra alcune delle più caratteristiche città umbre?
I primi fiori primaverili sbocciano rigogliosi sui prati già verdeggianti, le giornate si allungano, il sole si fa più intenso e l’aria è più tiepida, il cinguettio degli uccelli che riecheggia tra le mura del convento preannuncia l’arrivo della primavera.
Risvegliate il vostro corpo muovendovi nella natura, per ritrovare la perfetta forma fisica tra benessere, relax e buona tavola.
La primavera risveglia la nostra voglia di muoverci, di scoprire, di viaggiare; e allora programmiamo un bel weekend nelle città d’arte dell’Umbria e godiamoci il sole delle prime giornate di primavera.
Vacanze e fine settimana fuori porta primavera 2010. La mezza stagione è un buon periodo per una mini-vancanza in Agriturismo o B&B oppure per una visita culturale in una città d’arte: destinazione Umbria.
L’Umbria evoca nella fantasia collettiva l’idea di pace e tranquillità. Una regione in cui la vita ha ancora una dimensione umana, lontana dai ritmi frenetici delle regioni fortemente industriali o altamente turistiche. La natura, la storia e l’arte la fanno da padrone e ne fanno un luogo dell’anima.
Allora l’Umbria è non solo metaforicamente “cuore verde d’Italia” ma concretamente la possibilità di vivere un soggiorno emozionante immersi nei luoghi dell’arte, dello spirito e della natura.
Se volete trascorrere una vacanza in primavera in umbria vi consiglio di visitare la sezione del sito dedicata agli agriturismi in umbria.
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La combinazione fra agriturismo e turismo verde, turismo naturalistico, turismo ecologico, vacanze ecologiche, principalmente motivata dal desiderio di conoscere da vicino la flora, la fauna, i profili geologici del territorio, è ormai molto richiesta. E l’ecoturismo è fra quei settori della domanda e dell’offerta turistica in costante espansione, nonostante i venti di crisi che battono molti altri settori del turismo.
Così il turismo verde dà un contributo importante al raggiungimento di quella educazione ecologica diffusa che è alla base della crescita civile del Paese e della prevenzione dei danni ambientali alla quale ogni cittadino può e deve dare il proprio contributo.
Polmone verde d’Italia, l’Umbria ancora stupisce con i suoi scorci in cui la natura cresce rigogliosa e selvaggia, pronta a farsi ammirare dal visitatore che sceglie di trascorrere le proprie vacanze in maniera ecologica.
Per vivere questa regione in maniera completa, scegliete di soggiornare in uno dei tanti agriturismi in Umbria.
Abituati come siamo a passeggiare tra palazzi di cemento e vie congestionate dal traffico, a mangiare senza quasi sederci panini e piatti pronti, a impazzire fra rumori di clacson e squillanti suonerie di cellulari, a far movimento in palestre gremite di persone, arrivati in Umbria quasi non crediamo ai nostri occhi…
Vi sono poi aziende ecoagrituristiche, che si caratterizzano per l’offerta di vacanze ecologiche organizzando iniziative specifiche per i propri ospiti: escursioni naturalistiche, itinerari naturalistici appostamenti di caccia fotografica e birdwatching. Potremmo definirle agriturismo ecologico o vacanze natura: curano i diversi dettagli dell’accoglienza ponendo attenzione a ridurre ogni fonte di inquinamento e a limitare i consumi di energia, dispongono di documentazione sul patrimonio naturalistico della zona che l’ospite può consultare, distribuiscono pubblicazioni informative di argomento ecologico realizzate per finalità informative ed educative dagli enti locali.
Scegli l’Umbria per vacanze ecologiche. In Umbria si sceglie una vacanza in agriturismo principalmente per avvicinarsi al territorio e all’ambiente della regione, ricchi di attrattive e particolarità che la rendono unica in Italia.
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Se sei stufo di organizzare i soliti viaggi e vuoi provare l’emozione di una vacanza all’insegna dell’avventura e del contatto diretto con luoghi straordinari ti consiglio di prendere in considerazione le vacanze in bicicletta in umbria.
La vacanza in bicicletta in umbria rappresenta un’esperienza unica che ti permette di vivere appieno le emozioni del viaggio.
Oggi grazie ai tanti siti specializzati organizzare una vacanza in bicicletta è diventato davvero un gioco da ragazzi.
Per le vacanze in bicicletta in umbria, le aziende agrituristiche mettono a disposizione degli ospiti ciclisti una bicicletta per seguire itinerari cicloturistici della zona. E’ una offerta, quella del cicloturismo, cresciuta moltissimo negli ultimi cinque anni, che va, via via specializzandosi, proponendo ormai l’agriturismo come un punto di riferimento per conoscere e praticare, nelle migliori condizioni, il cicloturismo, seguire itinerari cicloturistici, praticare escursioni in bicicletta.
L’agriturismo per ciclisti metterà a vostra disposizione alcuni attrezzi necessari alla manutenzione e della documentazione sugli itinerari in bicicletta nella zona: distanza, pendenza massima delle salite, grado di difficoltà. Anche questo è un servizio che si va diffondendo, con la collaborazione degli enti e delle associazioni cicloturistiche locali che spesso realizzano opuscoli dedicati agli appassionati di cicloturismo. Tuttavia accertatevi, se avete bisogno di assistenza, che questa sia prevista.
Assicurata l’efficienza delle bici, si può andare tranquilli: la campagna in umbria è una miniera inesauribile di itinerari di cicloturismo e la bicicletta ha la velocità giusta per vedere tante cose da vicino, fermandosi facilmente per scattare una foto, osservare la natura, raggiungere paesi vicini, scambiare quattro chiacchiere con la gente del luogo per raccogliere testimonianze inedite e suggerimenti sulle mete più interessanti da raggiungere.
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Finalmente Pasqua! L’inverno ci sta lasciando, ed è arrivato il momento di alleggerire gli abiti ed uscire per ammirare la primavera in tutto il suo splendore.
Inutile dire che questo è uno dei periodi migliori per andare in mountain bike, il clima è mite ma non troppo caldo, nel sotto bosco la visibilità è perfetta.
La Terra dell’Acqua e dei Ciclamini è un comprensorio speciale per la pratica del ciclismo, sia quello su strada che mountain bike. Il territorio è prevalentemente collinare ma sono presenti anche salite impegnative e percorsi tecnici per il fuoristrada.
Si pedala nel silenzio, immersi in una campagna dolce e varia, con delle viste mozzafiato che traguardano rocche e castelli disseminati tra le colline di questa che è considerata una delle zone più belle dell’Umbria.
La Regione Umbria, nell’ambito del Pogetto interregionale Cicloturismo, ha attivato una serie di iniziative per promuovere il cicloturismo e la vacanza in bicicletta.
Una vacanza su due ruote, o più semplicemente una gita cicloturistica domenicale, offrono queste opportunità, permettono di visitare una regione in maniera profonda, autentica. Permettono di sentirsi in simbiosi con i luoghi che si attraversano, di “sentirli” un po’ propri, lasciando alle spalle lo stress di tutti i giorni.
I principianti possono dilettarsi lungo le rive del Trasimeno o sulle strade pianeggianti della Valle Umbra. Le morbide colline che ricoprono gran parte della nostra regione, costellate di viti e uliveti pregiati e dominate da borghi e castelli, soddisfano le esigenze del ciclista di medio livello, mentre le salite più lunghe ed i valichi appenninici sono la palestra ideale anche per i ciclisti più evoluti.
L’Umbria, “Cuore verde d’Italia“, è un luogo ancora autentico e genuino, fatto di tradizioni fortemente radicate nel tempo e di sensazioni intense. La bici rappresenta il modo migliore per scoprirlo.
In questo sito Bike in Umbria troverete tanti itinerari turistici in bicicletta in umbria.
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Conoscere una terra in profondità, assaporare a pieno i colori, i profumi e le emozioni che un luogo sa offrire. Ritrovare il gusto dell’avventura, conquistare a forza di pedalate la cima di una collina e scoprire dall’altra parte un paesaggio fantastico o un borgo antico ancora intriso della sua storia.
Portarsi la bici in vacanza. Poter praticare il proprio sport preferito anche durante le ferie. Fare un viaggio in bicicletta. Allenarsi in tutta tranquillità e con estremo profitto. Trovare ogni giorno nuovi percorsi, nuovi tracciati. Scoprire ogni giorno un angolo, un paesaggio, uno scenario. Visitare città d’arte, godere di un’ottima enogastronomia, partecipare ad eventi culturali. In Umbria si può fare tutto questo.
Una vacanza su due ruote, o più semplicemente una gita cicloturistica domenicale, offrono queste opportunità, permettendo di visitare una regione in maniera profonda, autentica. Permettono di sentirsi in simbiosi con i luoghi che si attraversano, lasciando alle spalle lo stress quotidiano e la tendenza moderna a vedere tutto velocemente, ma troppo superficialmente.
Si possono percorrere itinerari immersi nel verde, tra i campi di grano, gli oliveti ed i vigneti, su cui spiccano città vecchie di secoli come tanti scrigni d’arte, ospite di una terra la cui cultura millenaria ha fatto del rispetto del tempo una sua vocazione fondamentale.
Per gli appassionati di mountain bike, un tracciato suggestivo è quello che ricalca in parte la vecchia ferrovia Spoleto-Norcia, progettata dallo svizzero Thomann, operativa dal 1926 e dismessa nel 1968. Il percorso proposto, recentemente messo in sicurezza, è di 35 kilometri, per un impegno quantificabile in tre ore circa. Richiede un discreto allenamento in quanto il dislivello da affrontare è di 350 metri. Inoltre, dal momento che bisogna attraversare alcune gallerie piuttosto buie, è bene dotarsi di torce.
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Ussita (Ùssita) è un comune italiano di 437 abitanti della provincia di Macerata nelle Marche. Ussita è un comune sparso; la sede comunale è situata in località Fluminata.
Ussita non è solo natura, montagna e sci. Ma anche una storia che parte dal 1000 a.c. e che ci ha lasciato nel corso dei secoli opere d’arte importanti come le tante chiese sparse nel suo territorio e importanti personaggi storici. In ogni stagione dell’anno la natura offre caratteristiche distintive che rendono sempre interessante organizzare una visita nella zona.
Il paese, a carattere tipicamente montano, si sviluppa su numerose piccole frazioni tutte adagiate alle pendici del Monte Bove.
La storia di Ussita è legata a quella di Visso di cui era la più importante delle cinque “guaite” che nel XIII secolo, svincolatesi dall’autorità dei feudatari, entrarono a far parte di questo comune, mantenendo sempre autonomia amministrativa nel proprio territorio.
Risale al 1380 la costruzione del castello sul colle Fantellino, favorita da Rodolfo da Varano. Il castello, di cui resta soprattutto una torre in pietra del XIV secolo a base quadrata, consisteva in una cinta muraria di forma trapezoidale, difesa da cinque torri e da un fossato esterno; i ruderi sono visibili in località Castel Murato.
Molto interessante l’Archivio Comunale che senza subire spoliazioni conserva gran parte delle testimonianze di vicende politiche e amministrative che nel corso dei secoli hanno segnato la vita della piccola e fiera comunità a parte il furto subito a metà degli anni settanta di oggetti appartenenti al Card. Gasparri (la medaglia della Conciliazione in argento ed il Collare della SS. Annunziata).
D’inverno è molto praticato lo scii nei campi di Frontignano grazie anche agli impianti rinnovati.
D’estate invece ultimamente sta prendendo molto piede la pratica del Nordic Walking. Tutto l’anno (o quasi) sono aperti la piscina, il palaghiaccio (uno dei pochi regolari nel centro Italia per le gare di Hockey), i campi da tennis e il campo da calcio. Il parco giochi invece offre la possibilità di dilettarsi nel minigolf. Certamente Ussita non offre grandi opportunità di svago per gli amanti dello shopping e per chi è a caccia dei locali da divertimento (anche se le città di Camerino e di Spoleto distano solo rispettivamente 30 e 45 minuti); Ussita invece risulta essere una meta allettante per chi cerca il sano divertimento, il riposo, ed un’esperienza a contatto con la natura.
Ussita, con la vicina frazione di Frontignano, è situata all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini ed è una delle più belle località dell’Appenino. La zona offre numerose opportunità culturali e di attività outdoor in inverno ed in estate: sci, snowboard, sci alpinismo, trekking, nordic walking, mountain bike. Molte sono anche le infrastrutture della valle, pattinaggio del ghiaccio, nuoto, tennis, equitazione…
Inverno a Ussita e Frontignano è neve, sci e panorami. Inverno a Ussita Frontignano vuol dire riscoprire sapori e sensazioni di una montagna orginale con paesaggi unici per l’Appennino.
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Particolarità paesaggistica del territorio nursino sono le marcite, campi erbosi costantemente irrigati grazie ad un sistema naturale molto simile a quello della pianura padana, delimitati da filari di pioppi cipressini, canne di palude e salici, ma all’interno la vegetazione è molto più ricca di quanto possa sembrare.
Arrivando da ovest, prima di entrare nel territorio stesso della città di Norcia, nell’area di minima quota della Piana di Santa Scolastica, ci si trova a passare alla sinistra delle marcite, ignorando, il più delle volte, di cosa realmente rappresentino e sono. Questi campi sono favoriti, nella loro formazione, dall’inclinazione dell’altopiano di tipo lacustre di Norcia, e si estendono per circa 150 ettari. Prima di divenire marcite, questa zona era un’immensa palude bonificata e resa fertile dall’esperienza e dalle conoscenze dei monaci benedettini, all’incirca intorno al periodo del medioevo.
Contrariamente a questa collocazione storica dell’evento, c’è chi sostiene che le marcite siano nate nel contesto nursino nel VI secolo d.C., ovvero in un periodo precedente rispetto a quello in cui si stima la realizzazione della stessa opera nel territorio lombardo, classificando le marcite di Norcia come le prime d’Italia.
Il carsismo, in questa parte dell’Umbria, assume vari aspetti: dalla presenza di inghiottitoi, forre, cavità naturali, al singolare fenomeno delle risorgive che, presso Norcia, danno luogo alle marcite.
Queste, uniche in Italia, si trovano nel Piano di Santa Scolastica, nell’ampia pianura alle falde dei Sibillini. Sono prati irrigui, cioè appezzamenti di terreno che rimangono umidi nel corso di tutto l’anno per locali fenomeni idrogeologici. Sono esempi di risorgiva delle acque che, inabissandosi dai terreni carsici delle zone alte, riemergono a quota 700 m. presso Norcia.
Le “Marcite” di Norcia rappresentano un’area unica in tutto l’Appennino centro meridionale per le sue eccezionali caratteristiche naturalistiche e ambientali ma anche storiche e culturali.
Le “Marcite” di Norcia rappresentano un’area unica in tutto l’Appennino centro meridionale per le sue eccezionali caratteristiche naturalistiche e ambientali ma anche storiche e culturali. Acqua delle marcite di Norcia
Esempio di delicato ecosistema, esse sono prati perennemente irrigui, strettamente connessi a fenomeni idrogeologici sotterranei (una falda acquifera affiora in superficie in una miriade di rigagnoli).
La peculiarità di questo territorio, dove la temperatura delle acque affioranti si mantiene attorno agli 11 gradi, è la singolarissima tonalità di verde che offre la natura, sia nella stagione gelida che nel corso della secca estiva.
Per queste particolari condizioni, le marcite permettono di ottenere fino ad una decina di sfalci all’anno di fieno. L’origine di tali prati marcitoi si fa risalire al V-VI sec. d.C., ai monaci dell’Ordine di S. Benedetto che, secondo le testimonianze, hanno dettato i primi sistemi per la realizzazione della rete dei canali e di chiuse per imbrigliare l’acqua e per consentire l’allagamento dei prati.
Va alla patria di San Benedetto, dunque, l’onore di aver posseduto le prime marcite che ancora oggi, da quei tempi lontani, costituiscono l’esempio più tipico di agricoltura intensiva.
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Il lago di Piediluco è un lago dell’Italia centrale, sulle cui rive sorge il paese di Piediluco, frazione di Terni. Collocato alle propaggini sud-orientali dell’Umbria, con un ramo che sconfina nel Lazio, il lago di Piediluco può essere considerato il più grande bacino lacustre naturale della regione dopo il lago Trasimeno. Il nome sembra potersi interpretare come “ai piedi del bosco sacro“.
Il lago di Piediluco che per la sua forma così “scomposta” ricorda quelli alpini, ha una superficie di 1,53 kmq, un perimetro di 17 km, una lunghezza nel suo braccio più esteso, di 2,5 km. Uno dei simboli naturali del bacino lacustre è la superba montagna dell’Eco che deve il suo nome alla sua capacità di rimandare un’eco composta di ben due endecasillabi! Alle spalle del paese domina la Rocca dell’XI secolo, che anche se ridotta ormai in un rudere ricorda ancora la superbia e l’imponenza di un tempo. La sua posizione strategica ne fece infatti un importante punto di difesa per il territorio sottostante e per gran parte della sabina tanto da essere spesso oggetto di contese tra i signori dei centri limitrofi.
Il lago di Piediluco è stato scelto dalla Federazione Italiana Canottaggio come sede del Centro Nazionale Remiero, intitolato al nome di Paolo d’Aloia. Vi alloggia stabilmente la Nazionale Olimpionica di Canottaggio che utilizza il bacino per i suoi allenamenti. La mancanza di correnti e la presenza di venti abbastanza regolari lo rendono un eccellente campo di gara per regate nazionali e internazionali.
Ogni anno, in occasione del solstizio d’estate, sulle acque del Lago di Piediluco, si celebra la “Festa delle Acque”, di antichissima origine, durante la quale è possibile vedere una sfilata notturna di barche addobbate e illuminate e bellissimi giochi pirotecnici. Il Lago di Piediluco è facilmente raggiungibile, dalle città di Terni, Spoleto e Rieti, a circa 30 minuti d’auto.
Lungo le sue rive si trova il paese di Piediluco dal quale prende il nome; caratteristico borgo di pescatori sovrastato da una rocca medievale. All’interno del paese è ubicata la chiesa di S. Francesco in ricordo della visita del Santo di Assisi nel 1217. Una scala imponente costituisce l’accesso all’edificio dove si aprono due portali che riproducono i simboli del luogo: pesca e pesci in onore dei doni offerti dal Lago.
Nei caratteristici ristoranti del luogo, oltre alla tradizionale gastronomia ternana, è possibile gustare squisite pietanze a base di pesce di lago e di fiume: i tradizionali “carbonaretti” – pesce persico cotto sui carboni, tagliatelle al sugo di trota ed anguilla allo spiedo.
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Collepino è una frazione del comune di Spello (PG).
Il piccolo paese si trova ad un’altezza di 600 m s.l.m., sul fianco meridionale del monte Subasio: da esso si diparte la strada panoramica che collega Spello ad Assisi passando per la sommità del monte ed un’altra strada che, seguendo il fianco della montagna sempre verso Assisi, passa per Armenzano. La valle solcata dal torrente Chiona si apre ai piedi del borgo, abitato da 49 persone (secondo i dati ufficiali del censimento Istat 2001). Il territorio di Collepino è totalmente inserito all’interno del parco regionale del monte Subasio.
L’origine è probabilmente anteriore al XIII secolo: il paese nacque come colonia dei boscaioli e pastori della vicina abbazia benedettina di S. Silvestro, diventandone successivamente il baluardo difensivo da scorribande e saccheggi. L’abbazia venne costruita, secondo la tradizione, nel 1025 da san Romualdo, il fondatore dei camaldolesi, a circa 2 km di distanza e a 715 m s.l.m., in direzione della cima del monte. La chiesa accrebbe in breve tempo la propria importanza: Alessandro III la pose sotto la protezione della Santa Sede nel 1178, assicurandone il cospicuo patrimonio di chiese ed edifici nel territorio spellano. Tuttavia, nel 1236, dopo un periodo di decadenza, l’abbazia venne soppressa ed i suoi beni spartiti tra alcuni monasteri di Spello e Spoleto. Nel XV secolo, l’abbazia passò alle dipendenze del parroco di Collepino (fino al 1875).
Vari conflitti successivi crearono ulteriori problemi all’abbazia: quando, nel 1535, ospitò alcuni seguaci della famiglia perugina dei Baglioni (avversa al papato), venne fatta distruggere da Paolo III.
Nel 1972, madre Maria Teresa dell’Eucarestia vi ha fondato la comunità delle Piccole Sorelle di Maria, che da allora risiedono nell’Eremo della Trasfigurazione: esso non è altro che un edificio costruito sui resti dell’antica abbazia.
La coltivazione dell’olivo rappresenta una delle principali fonti d’introito economico per gli abitanti del paese.
In occasione di San Silvestro (31 dicembre), patrono del paese, viene distribuito pane benedetto anche agli animali, secondo la tradizione locale, per assicurarne la protezione dalle malattie.
Fonte: Wikipedia
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