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Articoli marcati con tag ‘origine’

Calendimaggio

Calendimaggio ad Assisi

La festa di Calendimaggio è senza dubbio l’avvenimento più importante dell’anno per gli abitanti di Assisi. L’origine della festa, come si sa è assai antica, ma il modo in cui viene celebrata in Assisi è del tutto nuovo e originale. Per dare alcune stringatissime notizie diremo che la festa si tenne per la prima volta nel 1927: cantori delle diverse “cappelle” cittadine si riunivano sotto la direzione dei maestri della banda per cantare serenate ispirandosi a consuetudini dei tempi andati. Venne sospesa durante la seconda guerra mondiale e ripresa nel 1947. Nel 1954, iniziativa di alcuni intellettuali assisani assunse la struttura che, sostanzialmente, conserva tuttora.

La città si divide in due parti “Parte de Sopra” e “Parte de Sotto” e tra le due si gareggia per la conquista del “Palio“.
La divisione riecheggia le lotte che videro le due fazioni contendersi il potere sulla città tra XIV e XVI secolo, fino a ridurla allo stremo.

Ma la gara di oggi è divenuta disfida “cortese”, anche se assai vivace, basata sul confronto tra i cori polifonici delle parti, sulla riuscita dei cortei in costume e sulla perizia nel rappresentare scene d’ambientazione medievale nei siti più caratteristici della città.
Un confronto, quello tra le parti “De Sopra” e “De Sotto”, in cui si cerca di sfruttare al meglio il patrimonio competenze acquisite in circa un cinquantennio di tradizione di Calendimaggio, dalla cui esperienza sono usciti formazioni o singoli professionisti dei vari settori della festa: musica, teatro, danza.

Le parti sono due unità territoriali e di popolo in cui, secondo antiche tradizioni, è idealmente suddivisa la Città di Assisi. Una denominata Nobilissima parte de Sopra, comprende i Sestieri di Porta Moiano, S. Rufino e Porta Perlici. L’altra chiamata Magnifica parte de Sotto, comprende i Sestrieri di Porta San Giacomo, Porta San Francesco e Porta San Pietro.

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Terni

Terni

Terni è una città di 112.589 abitanti dell’Umbria, capoluogo della provincia omonima e 41º comune italiano per popolazione. Terni è situata nel cuore antico dell’Umbria, in un’ampia conca appenninica, attraversata dal fiume Nera.
È una città moderna, per la gran parte ricostruita dopo le distruzioni subite nell’ultima guerra Mondiale, nonché uno dei luoghi più industrializzati dell’Italia centrale.
Terni è anche nota come la “Città degli Innamorati“, dato che San Valentino ne fu vescovo e le sue spoglie sono ivi custodite.

La località, già abitata nell’Età del Ferro, divenne città con gli Umbri.
Sottomessa dai Romani nel III secolo a. C., che la chiamarono Interamna Nahars (tra i fiumi), per il fatto che occupava un terrazzo alluvionale alla confluenza nella Nera del torrente Serra, fu città federata ed ebbe la cittadinanza con la guerra sociale. Prosperò durante l’età romana, poi subì numerosi saccheggi e devastazioni.
Fu tormentata dalle moltissime lotte tra Guelfi e Ghibellini e contesa tra papi e imperatori.

Piazza della Repubblica, insieme a piazza Solferino e piazza Europa, costituisce il centro cittadino della città. Nella piazza troviamo il Palazzo del Podestà, edificio ricostruito in forme neorinascimentali nel 1878 come sede municipale. La chiesa di S. Pietro in Trivio, di origini trecentesche, conserva all’interno affreschi di scuola toscana e umbra del ‘400 e ‘500. Annesso alla chiesa c’è un chiostro del ‘300, ricostruito in gran parte nel ‘500.
Nelle vicinanze di S. Pietro abbiamo il palazzo Carrara, sede della Biblioteca civica, interessante ricomposizione seicentesca di edifici tardo-medievali dei Carrara.

Il Duomo della città, invece, è stato ricostruito nel XVII secolo e conserva, sotto il portico che lo precede, un bel portale romanico a rilievi (XII secolo) e un secondo portale gotico.

I Musei Civici di Terni sono situati nel palazzo Fabrizi, il quale ricompone nella nobile facciata del ‘700 precedenti corpi di fabbrica. Le Raccolte archeologiche conservano corredi della necropoli dell’Acciaieria, dell’età del Ferro ed epigrafi medievali e romane. La Pinacoteca comunale custodisce opere a carattere religioso, che vanno dal secolo XIV al secolo XVIII, come quelle di Niccolò Alunno, Francesco Melanzio, Domenico Alfani, Arrigo Fiammingo, Spagna, Benozzo Gozzoli, il “trittico Madonna e due santi” del Maestro della Dormitio di Terni, il “trittico con Madonna in trono e santi” di Matteo d’Amelia, come pure opere di autori moderni (Sassu, Mirò, Carrà, Picasso, Campigli e Severini e di pittori della Scuola Ternana, un gruppo di artisti operanti a Terni nel 1930-40).

Popularity: 6% [?]

Sigillo

Sigillo

Sigillo è un comune di 2.511 abitanti della provincia di Perugia.
Sembra che il toponimo Sigillo continui l’antico Suillum, municipio romano retto da duoviri come testimoniano una serie di importanti reperti archeologici rinvenuti nella piana di Scirca, in particolare il magnifico ed imponente Ponte Spiano.

Il paese, di origine romana (anticamente Suillum), fu distrutto agli inzi del secolo XIII e ricostruito e ampliato dai perugini nel 1274. Agli inizi del sec XV passò alla Chiesa, godendo poi a lungo di propri statuti. Ippolito Borghese, fecondo pittore attivo nel napoletano, lasciò una tela (Annunciazione) con firma, data e autoritratto, situata nella chiesa di S.Agostino insieme ad una croce in rame dorato di Enrico di Piamonte.

Altre opere degne di nota sono la chiesa di S.Anna nel cimitero i resti di un imponente ponte Romano detto Spiano in grandi blocchi squadrati,probabilmente edificato in periodo augusteo.

Il territorio circostante è ricco di reperti risalenti all’epoca romana come lo splendido ed imponente Ponte Romano, detto “Spiano” lungo 32 m  che si erge imponente sopra il torrente Fonturci.

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Scheggia e Pascelupo

Scheggia e Pascelupo: foto di Elisa Bistocchi

Scheggia e Pascelupo è un comune di 1.507 abitanti della provincia di Perugia. La sede comunale si trova nel centro di Scheggia.

Due piccoli e deliziosi paesini in un unico comune, fino al 1878 Scheggia e Pascelupo formavano due comuni diversi; in tale anno le due comunità furono aggregate. Lo testimonia lo stemma del comune così descritto nel decreto di concessione dell’otto novembre 1957 firmato dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.

Il territorio montuoso e boscoso di Scheggia fu abitato fin dall’antichità dal popolo degli Umbri, che trovarono in questa zona la collocazione ideale per il Tempio Iovis-Penninus, divinità agreste, venerata da loro. “Ad Ensem”, che è sicuramente il nome più antico di Scheggia, fu ben presto “Mutatio” (Stazione Postale) poichè il passo che permetteva di scavalcare gli Appennini era uno dei più agevoli fra tutti. Durante le feroci guerre che si svolsero tra i Goti ed i Bizantini (532-552 d.C.) fu rasa al suolo e la sua popolazione si disperse nei “luci” (boschi sacri).

Boschi che nei secoli precedenti erano stati luogo di culto del popolo Umbro. Per porre freno alle incursioni Longobarde, i Bizantini, quasi certamente, costruirono sulle rovine della Stazio Romana il Castello di Luceoli. La sua edificazione deve essere fatta risalire all’inizio del secolo XI. Il nuovo centro fu chiamato ”Schiza” (scheggia vocabolo greco) dagli abitanti del luogo che risentivano ancora dell’influsso dell’Impero Bizantino. La “statio romana Ad Ensem” divenne un castello nel 927. Federico I Barbarossa concesse nel 1155 a Gubbio la giurisdizione su Scheggia che rimase nella sua orbita per tutto il medioevo e poi, insieme a Gubbio, divenne parte del Ducato di Urbino, con i Duchi di Urbino succeduti ai Montefeltro, finché non passò sotto lo Stato della Chiesa, dopo l’estinzione dei Della Rovere.

Parlando di Pascelupo, è uno straordinario avamposto fortificato del formidabile comitato eugubino, prima, e del ducato d’Urbino, poi, Pascelupo assolse sempre, ed egregiamente, alla funzione di baluardo a guardia e difesa del territorio orientale del comune medioevale di Gubbio e di quello meridionale dello Stato d’Urbino a datare dall’anno 1396, cessata la dominazione diretta da parte del Comune medioevale di Gubbio, il vetusto «castello murato», a pianta circolare di Pascelupo entrò sotto la sfera d’influenza dei Conti di Montefeltro.

Il Castello de “La Sclizza” fu costruito, verosimilmente, nel XI secolo, dopo l’invasione degli Ungari (927), nel luogo in cui i Romani edificarono la “statio” di AD ANSEM, e nei pressi del tempio dedicato a Giove Pennino. Ottone III lo aveva dato in dominio ad un potente feudatario di nome Vico.

L’Abbazia di Santa Maria di Sitria (sec. XI), sorge nelle vicinanze di Scheggia – L’Eremo di Sant’Emiliano in Congiuntoli, fondato da San Romualdo nel sec. XI, oggi il complesso consta di una chiesa e di una serie di locali usati come abitazioni rurali – Il Santuario di Monte Calvario (sec. XVII) con all’interno artistico Crocefisso in legno dei 500, sorge sul colle omonimo che sovrasta Scheggia, amena località di soggiorno estivo dove è possibile fare suggestive escursioni nelle frazioni e sul Monte Cucco.

Popularity: 3% [?]

Passignano sul Trasimeno

Passignano sul Trasimeno

Passignano sul Trasimeno è un comune di 5.498 abitanti della provincia di Perugia. Il suo nome deriva da “Passo di Giano“. Ha sempre avuto una grande importanza strategica, passaggio obbligato fra l’Umbria e la Toscana.
Situato sui rilievi settentrionali del Trasimeno, là dove il lago incontra la roccia, Passignano è una felice combinazione di natura e storia, arte e folclore, quiete e vitalità.
Un tessuto artistico ed architettonico millenario fa da cornice sia alla balneazione che alla pratica dei numerosi sports possibili, tutti quelli Nautici in primo luogo, ma anche tennis, equitazione e trekking.

Il territorio di Passignano sul Trasimeno è piccolo, ma ricco di testimonianze ambientali e storiche. Oltre le già citate infatti, rimarchevoli sono il Cassero dell’antico castello di Monteruffiano, la settecentesca villa del Pischiello, Bastia Corgna, Torre di Fiume, il vecchio convento dei Cappuccini.
Ancora intatta è l’Isola Minore, mentre Castel Rigone, l’unica frazione del paese, ha sviluppato nel tempo una storia ed una personalità propria.

Pochi sono gli edifici storici della cittadina a causa delle distruzioni dovute ai bombardamenti della II guerra mondiale, rimangono infatti la quattrocentesca chiesa di San Rocco e quella eretta solo pochi anni più tardi, di San Bernardino.

Da Passignano si raggiunge in pochi minuti di battello l’Isola Maggiore, sul Lago Trasimeno dove si possono visitare la chiesa romanica di San Salvatore del XII secolo, quella di San Michele Arcangelo del XIV secolo e la Villa Isabella dei Marchesi Guglielmi. Sulla terra ferma, invece, a circa dieci chilometri da Passignano sul Trasimeno, sorge il piccolo borgo di Castel Rigone, dove è stato eretto uno dei più eleganti edifici rinascimentali di tutta l’ Umbria: la chiesa della Madonna dei Miracoli.

Popularity: 34% [?]

Panicale

Panicale

Panicale è un comune di 5.741 abitanti della provincia di Perugia. Sorge su una collina situata tra la vallata del lago Trasimeno e la valle del fiume Nestòre.
“Luogo dove ardono are al dio Pan” (Pani calet), o “dove tutto è bello” (Pan kalòn), oppure “colle sacro a Pan” (Panis collis) o, ancora, “luogo dove si coltiva il panìco” (pan colis), cereale rappresentato nello stemma da due spighe: qualunque sia la vera etimologia, Panicale è luogo di grande fascino.

Panicale, storico e pittoresco paese in Provincia di Perugia, abbarbicato in cima ad una Collina a 440 m s.l.m. deve il suo aspetto alle origini medioevali di cui ancora oggi ne conserva tutte le caratteristiche strutturali e architettoniche. La pianta del paese a cerchi concentrici ci rappresenta uno dei sistemi più avanzati di difesa militare a livelli successivi tipica dell’epoca medioevale. Infatti questo tipo di struttura difensiva consentì al castello di Panicale di resistere ai numerosi assedi a cui fu sottoposto.

Le origini di Panicale si perdono nella notte dei tempi, infatti la sua posizione estremamente strategica sia da un punto di vista ambitale ( lontano dalle paludi delle pianure) militare e polito ha fatto sì che le popolazioni locali, anche le più antiche abbiano scelto il crinale est del Monte Petrarvella quale luogo per insediarsi e vivere.
I primi nuclei abitativi risalgono probabilmente al II° millennio a.C.
Nel corso dei secoli si sono avvicendate popolazioni indoeuropee, umbre, etrusche e romane che hanno più volte mutato l’aspetto della città.

Panicale, piccolo paese medievale posto nelle colline a sud del Lago Trasimeno, può vantare oltre ai suoi splendidi panorami e alle suggestive vedute anche una grande quantità di opere d’arte più o meno importanti spicca sicuramente fra queste l’Affresco del Martirio di S. Sebastiano dipinto dal Pietro Vannucci detto ” Il Perugino“. Anche la quattrocentesca fontana posta in Piazza Umberto I° è sicuramente da annoverare le i pezzi pregiati del Paese. Si possono Trovare inoltre affreschi del Caporali, strutture come il Teatro Comunale, la Collegiata di san Michele, la Chiesa della Madonna della Sbarra, il trecentesco Palazzo del Podestà oggi archivio storico comunale, un tempo sede del potere politico .

Popularity: 3% [?]

Massa Martana

Massa Martana

Massa Martana è un comune di 3.839 abitanti della provincia di Perugia. Conosciuta come Massa in epoca pontificia, prese l’attuale denominazione con regio decreto del 29 marzo 1863. Le risorse naturalistiche presenti nel comune di Massa Martana sono costituite essenzialmente dalla catena dei Monti Martani, che attraversa da nord a sud tutto il territorio. Altri luoghi suggestivi sono legati ai piccoli torrenti che scendendo dalle montagne attraversano il territorio.

La presenza dell’uomo nel territorio martano fin dalle epoche più remote è indicata da alcuni sporadici ritrovamenti di utensili litici in diverse zone e dall’esistenza di castellieri preistorici sulle cime del Monte Cerchio e di Monte Schignano.

Il paese di Massa Martana, tuttora cinto da mura e torrioni del XIII secolo, conserva l’aspetto di borgo fortificato. Sulla piazza principale si affaccia la Parrocchiale di S. Felice. Mentre lungo il corso principale si trova la chiesa di San Sebastiano.

Chiesa di S. Maria della Pace Fuori dalle mura, in direzione di Bastardo, sulla destra si erge la Chiesa di S. Maria della Pace, edificio rinascimentale a pianta ottagonale, con una alta cupola affrescata nel XVII secolo.

Per la visita della Chiesa di S.Illuminata, considerata una perla dell’architettura romanica, simile alla Chiesa di S. Eufemia a Spoleto, occorre rivolgersi agli uffici Comunali.

Massa Martana è un antico borgo medioevale, tornato ad antico splendore grazie ai lavori di restauro eseguiti dopo il terremoto del 1997.

Nei dintorni si consiglia una visita ai numerosi Castelli che si possono incontrare, quali:
Castello delle Rocchette, Castelvecchio, il Castello di Viepri , Castel Rinaldi, Castello di Gagliole del quale restano poche rovine soffocate dalla vegetazione, Rocca di Bonaccorso, il Castello di Montignano, il Castello di Colpetrazzo, e il Castello di Mezzanelli.

Popularity: 2% [?]

Lisciano Niccone

Lisciano Niccone

Lisciano Niccone è un comune di 654 abitanti della provincia di Perugia. Lisciano Niccone situato sulle pendici del Monte Castiglione, a breve distanza dal Comune di Cortona, si estende a destra della vallata del torrente Niccone, a dominio della rete viaria che corre tra la valle del Tevere, il Trasimeno e la val di Chiana.
Ubicato ad un’altezza di 314 m s.l.m., dista circa 42 Km da Perugia e 18 Km da Umbertide. Il paese occupa una superficie di Kmq 35,52 e conta 694 abitanti. Di origini antichissime, è una cittadina di grande interesse storico e ambientale. Le pure e fresche acque dei ruscelli, le salutari passeggiate lungo percorsi ecologici, la genuinità dei cibi preparati con prodotti naturali nel rispetto della tradizione, offrono al visitatore una realtà ancora intatta, ove il progresso non ha ancora modificato il modo di vivere della sua gente e la beltà del suo ridente paesaggio.

… Riconducibile senz’altro ad epoca preistorica, il territorio fu certamente abitato dagli Etruschi la cui presenza è documentata dall’esistenza del non lontano Ipogeo in località Villa Sagraia e del villaggio fortificato di Bellona sviluppatosi in cima a monte Murlo.

Nel 217 a.C. … Dopo la sventurata battaglia del Trasimeno durante la quale il console Flaminio fu definitivamente sconfitto dai Cartaginesi, la cittadina fu duramente colpita da Annibale, indispettitosi per l’aiuto offerto dai Liscianesi ai soldati romani superstiti.

Si dice che nel 126 d. C. … Pian di Marte, ubicato nei pressi di Lisciano, abbia dato i natali all’imperatore romano Publio Elvio Pertinace, successore di Commodo (126-193 d.C.).

Avvenne che… Alla morte di Commodo, colpito da una congiura, scoppiò una lotta sfrenata per la successione. All’inizio fu scelto Pertinace, ma anche costui, inviso ai militari e soprattutto ai pretoriani, fu assassinato dopo appena ottanta giorni di governo. A lui subentrò la dinastia dei Severi (194-235 d.C.).

Nel periodo bizantino…Tra Umbria e Toscana, tutta la valle, con i castelli di Lisciano, Fiume, Reschio, Pierle, Danciano, Pugnano e Sorbello, i cui resti sono ancor oggi evidenti, assunse un’importante posizione strategica poichè permetteva le comunicazioni attraverso uno stretto corridoio fortificato, il cosiddetto corridoio bizantino che altro non era se non una linea difensiva per il controllo delle comunicazioni tra Roma e Ravenna. La via di comunicazione passava dunque per Perugia e l’Alta Valle del Tevere e di essa rimangono tracce in castelli e rocche.

Dopo aver fatto parte durante il medioevo dei domini di Perugia, è passato nel ‘500 sotto il controllo dello Stato Pontificio e ne ha seguito poi la lenta decadenza. Oggi conserva ancora i ruderi del castello dell’ XI secolo che sono i testimoni delle antiche origini e di un prestigio ormai perso derivato da una posizione importante all’interno dello scacchiere strategico dell’alta valle del Tevere.

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Gualdo Cattaneo

Gualdo Cattaneo

Gualdo Cattaneo è un comune di 6.361 abitanti della provincia di Perugia, ricco di numerose vestigia del passato, tra le quali il Castello di Simigni.

Gualdo Cattaneo, “castello arroccato sulle propaggini dei Monti Martani, tra i torrenti Puglia e Attone” si trova tra la valle umbra (quella che va da Foligno a Spoleto) e la valle tiberina (quella delineata dal tratto umbro del Tevere).

La cittadina, grazie alla sua posizione geografica, altamente strategica, ebbe, nel corso dei secoli, notevole importanza. Le città di Foligno e Spoleto si mostrarono, di volta in volta, interessate alla sua conquista e se la contesero, con vicende alterne, tra di loro. Nel 1071 combatté a fianco di Spoleto contro Foligno nel 1177 da Federico Barbarossa fu sottomessa a Foligno, ma nel 1198 si riavvicinò a Spoleto, quando l’ultimo duca imperiale la cedette al papa Innocenzo III. Successivamente Gualdo Cattaneo fu acquistata dai Trinci di Foligno, rimanendo in loro potere fino al 1439, quando, dopo la morte di Corrado Trinci, passò sotto i governatori pontifici. Nel 1493 papa Alessandro VI Borgia la cedette in amministrazione a Foligno, che nello stesso anno, volendo fortificarla, decise di costruirvi una possente Rocca. Nel 1816, dopo la Restaurazione, Gualdo tornò allo Stato Pontificio e dopo l’Unità d’Italia, nel 1860, entrò a far parte del Regno d’Italia.

Dallo studio toponomastico poichè il nome di Gualdo deriva da “wald“: selva, si intuisce la ricchezza di foreste che circondano questo territorio. Sulla piazza principale si erge una poderosa torre cilindrica fatta costruire nel 1494; la chiesa parrocchiale mostra una facciata adorna di rilievi raffiguranti l’Agnello mistico con i simboli dei quattro evangelisti e all’ interno una bella cripta duecentesca. La chiesa di San Agostino conserva un’ interessante porta ogivale sulla sinistra dell’ ingresso e all’ interno alcuni dipinti significati del XIV e XV secolo.

Ancora oggi, la Rocca domina la piazza principale e il Borgo circostante, cinto dalle sue mura medievali con vari inserimenti di torri difensive.

Completano l‘impianto urbanistico medievale il Palazzo Comunale e la Parrocchiale di S. Andrea, in origine una chiesa romanica del XIII secolo, della quale, dopo il completo rifacimento del 1804, di romanico rimane la cripta e alcune sculture sulla facciata che appartenevano all‘antico rosone.

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Citerna

Citerna

Citerna è un comune di 3.332 abitanti della provincia di Perugia. È inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Le origini del nome sono incerte. Potrebbe derivare da una contaminazione linguistica di cisterna, dal momento che in molti edifici sono presenti cisterne di raccoglimento di acque piovane.
Citerna, situata al di sopra di un colle fra i torrenti Cerfone e Sovara, ha prettamente una vocazione di tipo agricolo anche se negli ultimi anni è divenuta ambita meta di villeggiatura.

Il nucleo storico di Citerna è racchiuso dentro la cinta muraria, realizzata tra XIII e XIV secolo con due accessi principali: a sud Porta Romana e a nord Porta Fiorentina. Subito a ridosso della prima si sviluppa il Monastero di Santa Elisabetta, nella cui chiesa a forma esagonale si trova una Vesperbild, iconografia tedesca raffigurante una Pietà del XIV secolo.
Da vedere la Chiesa di S. Francesco con gli interessanti dipinti attribuiti a Luca Signorelli e a Raffaellino del Colle; la Chiesa di S. Michele Arcangelo con una Madonna dei Della Robbia; lo stupendo camino di casa Prosperi-Vitelli; la Chiesa di S. Maria Assunta a Pistrino con una serie di stupendi affreschi rinascimentali di scuola umbra.

A Citerna si conserva la tradizione del vinsanto, un passito amabile tipico umbro. Un vino potente, ottenuto da uve scelte raccolte da vigne vecchie e poste sui graticci o attaccate sulla soffitta fino a Natale, per compiere il necessario appassimento.

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