Articoli marcati con tag ‘paesaggio’
Il Parco fluviale del Tevere nasce nel 1990 come area protetta del WWF. Il suo territorio si estende in 7 comuni della Provincia di Terni e passa anche presso la Comunità Montana dell’Amerino. Nel parco vi sono anche siti archeologici nei comuni di Baschi e Orvieto.
Il Parco Fluviale del Tevere (1995, 7.925 ettari) si snoda lungo 50 chilometri di fiume, dal colle di Todi fino all’oasi di Alviano passando attraverso la gola del Forello, le alture di Prodo e Titignano (a breve distanza da Orvieto) e il lago artificiale di Corbara, che ha mutato il paesaggio senza però impoverirne il fascino.
Le rive e tutto il territorio adiacente sono disseminati di ruderi e reperti dell’epoca degli Umbri, degli Etruschi e dei Romani, per i quali il Tevere ha rappresentato un’arteria di comunicazione vitale.
Il Parco è un vero scavo archeologico a cielo aperto.
Lo sbarramento del Tevere nel 1963 ha prodotto, oltre al bacino di Corbara, una conseguenza inaspettata ma felice: 500 ettari di zona umida, palude e acquitrini che sono stati scelti come luogo ideale di riproduzione e di sosta da 150 specie di uccelli acquatici e migratori, con specie rare come le gru e il falco pescatore. È l’Oasi di Alviano gestita dal WWF.
Il fiume grande, il “fiume sacro” di Roma. Segnò il confine tra l’Etruria e l’Umbria. Per la Roma classica fu l’indispensabile via di trasporto di merci e legnami. Per la quella cristiana divenne l’asse di collegamento con Ravenna e l’impero bizantino. Nel tempo, lungo le sue sponde si sono stratificate le testimonianze della storia.
Il paesaggio è prevalentemente collinare e montuoso, è infatti noto come l’Umbria sia una delle regioni più verdi d’Italia e basta attraversarla per confermare tale fama e rimanere conquistati dagli odori e dai colori dei boschi di querce e lecci. Per rispondere all’emergenza di energia idroelettrica sono stati creati due bacini artificiali deviando il corso del fiume: si tratta del lago di Corbara e del bacino di espansione di Alviano.
Molto numerosi sono i musei, disseminati su tutto il territorio, che costituiscono ambienti ideali per conoscere la storia del luogo e visionare i diversi reperti archeologici. Da segnalare, infine, a Montecastello di Vibio il teatro più piccolo del mondo, perché costruito “a misura di città”, con 99 posti, realizzato completamente in legno e regolarmente funzionante.
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Amelia è un comune di 11.833 abitanti in provincia di Terni. Collocata su una dorsale collinare interposta tra le vallate del fiume Tevere e Nera, Amelia è il maggior centro dell’Amerino.
Di grande bellezza è il paesaggio dell’Amerino, costituito da dolci colline ondulate e luminose, variopinte dalle tante specie vegetali che vi crescono.
Il crinale amerino-narnese che attraversa tutto il territorio di Amelia, è un complesso collinare che raggiunge la sua altitudine massima nel monte Croce di Serra a 1000 m s.l.m.
Amelia, anticamente nota con il nome di Ameria, è una città di origini antichissime: fu certamente tra i primi centri italici. Catone, citato da Plinio, afferma che la città fu restaurata 964 anni prima della guerra dei romani contro Perseo, re di Macedonia, e quindi nel 1132 a.C. Testimonianza di tale vetustà sono le munumentali mura poligonali (V-IV secolo a.C.), che cingono gran parte dell’abitato, unitamente a quelle romane e medievali, per circa 2 km.
Amelia ha un centro storico ben conservato, pieno di monumenti e opere d’arte risalenti al medioevo e al rinascimento. Nella parte alta di Amelia si eleva il Duomo di Amelia con al fianco la Torre Civica, immagine dell’autonomia comunale.
Da notare la bella Porta Romana . Oggi Amelia è una città dinamica e moderna, che ha saputo trarre vantaggio dalla favorevole ubicazione geografica per imporsi come centro agro-alimentare, e che conserva una profonda coscienza del valore dei suoi reperti archeologici ed artistici.
Di epoca medioevale vanno ricordati: la chiesa di San Pancrazio, il cui portale è un raro esempio di arte decorativa, la chiesa di San Francesco, al cui interno sono conservate alcune sculture di Agostino di Duccio, il duomo, che sebbene rimaneggaito in periodo barocco, risale in origine alla prima metà del XI secolo, come testimonia il possente campanile.Infine, da citare la chiesa rurale della Madonna delle Cinque Fonti, che offrì soggiorno a San Francesco. Degni di nota i cinquecenteschi palazzi Farrattini e Petrignani, a ricordo della fiorente epoca signorile della cittadina.
Nelle chiese di San Francesco e Sant’Agostino, si trovano molte opere artistiche; nella chiesa di San Magno è ospitato un prezioso organo.
Nella zona esterna di Amelia si può godere del bellissimo Parco del Rio Grande, un rifugio di verde e di relax.
Il clima della storia e del passato di Amelia rivivono nella tradizione del Palio dei Colombi e nella Celebrazione storica degli Statuti Amerini.
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