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Nelle città umbre, piccole e grandi, manifestazioni di grande valore culturale rievocano il periodo medievale. Un viaggio attraverso alcune di queste feste ci riporterà alle atmosfere del passato.
La rievocazione storica avrà luogo dal 7 al 9 maggio 2010, con scene di vita medievale in costume così come tramandato dagli Statuti di Fossato.
È un ottimo connubio tra storia, tradizioni e gastronomia. Tra i più antichi dell’Umbria gli Statuti di Fossato furono pubblicati il 13 maggio 1386.
Già abitata nel I millennio a. C., poi popolata da antiche civiltà umbre e dalla colonia romana nel III-II secolo a. C., Fossato di Vico fu proprietà di vari feudatari nel periodo medievale. Nel 1386 divenne Comune e vennero proclamati gli Statuta che garantivano l’autogoverno. Il carattere medievale del luogo è molto accentuato nella parte dentro le mura antiche, con vie strette, logge costituite da archi a tutto sesto e acuti e chiese antiche.
La Festa degli Statuti è una rievocazione storica con la quale si commemora il fatto più significativo della vita medievale di Fossato, la publicatio statutorum , avvenuta nel 1386, con una cerimonia pubblica davanti al Palazzo Comunale. La festa si svolge ogni anno in due parti: l’Arenga e la pubblicazione degli statuti, che si effettua la seconda domenica di maggio.
L’Arenga è la manifestazione con la quale vengono elette le autorità e le altre figure di un tempo, viene convocata nell’ultimo sabato di marzo ed è aperta a tutti i capifamiglia di sesso maschile del territorio. Al suo termine, in piazza, si dà fuoco a una catasta di legna, generando un “focaraccio” visibile in tutta la vallata. Questo festeggiamento simboleggia l’ingresso della primavera e si ricollega a quelli praticati fino a qualche tempo fa in occasione delle ricorrenze di San Giuseppe e di San Pietro.
La seconda parte della festa ripropone la vita del medioevo così come la tramandano gli statuti stessi; vengono rappresentate le varie figure che componevano la società locale nel 1200-1300 e per l’occasione si disputano delle competizioni tra i quattro quartieri o “porte” che consistono nel tiro con la cerbottana, nella corsa con il cerchio, nella staffetta e nel tiro con l’arco. Nelle vie della cittadina vengono rappresentati gli antichi mestieri utilizzando gli attrezzi da lavoro dell’epoca, e riproposti gli alimenti, la cucina e l’abbigliamento del Medioevo.
Info:
pro-Fossato tel. 075.9190202,
comune di Fossato di V.
tel. 075.914951,
e-mail info@iat.gubbio.pg.it.
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Trascorrete le vostre vacanze in Umbria, passeggiando tra i paesaggi incontaminati e rilassandovi nelle numerose strutture proposte per l’ Estate. Su Umbria Verde troverete tante offerte viaggio per week end o settimane all’insegna del relax, del benessere e della buona cucina. Non perdere l’occasione di concedervi un soggiorno rilassante, a contatto con la natura, nel cuore verde d’Italia.
Scegliere come meta di una vacanza un soggiorno in un agriturismo in Umbria non è solamente una soluzione più economica ma anche molto più costruttiva, ricreativa, e rilassante.
Moltissimi agriturismi infatti offrono diversi servizi, dall’antico casale rustico dove respirare un’aria incontaminata.
L’Umbria offre davvero numerosi spunti per passare un’indimenticabile vacanza, e scegliendo di partecipare ad uno dei tantissimi itinerari proposti si avrà la possibilità di immergersi anche nell’arte e nella storia, nonché della religione, visitando i luoghi di culto più importanti della regione.
Vacanze estive 2010 per i tuoi viaggi e vacanze. Vacanze estive 2010, da trascorrere visitando i borghi medioevali della regione umbria.
Se volete regalarvi delle vacanze estive diverse dal solito ma assolutamente affascinanti e coinvolgenti, potete pensare all’umbria, ai suoi splendidi paesini ed alla buona tavola.
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Ci siamo lasciati alle spalle l’inverno, il freddo, il vento. Per accogliere l’arrivo della primavera perché non concedersi un weekend tra alcune delle più caratteristiche città umbre?
I primi fiori primaverili sbocciano rigogliosi sui prati già verdeggianti, le giornate si allungano, il sole si fa più intenso e l’aria è più tiepida, il cinguettio degli uccelli che riecheggia tra le mura del convento preannuncia l’arrivo della primavera.
Risvegliate il vostro corpo muovendovi nella natura, per ritrovare la perfetta forma fisica tra benessere, relax e buona tavola.
La primavera risveglia la nostra voglia di muoverci, di scoprire, di viaggiare; e allora programmiamo un bel weekend nelle città d’arte dell’Umbria e godiamoci il sole delle prime giornate di primavera.
Vacanze e fine settimana fuori porta primavera 2010. La mezza stagione è un buon periodo per una mini-vancanza in Agriturismo o B&B oppure per una visita culturale in una città d’arte: destinazione Umbria.
L’Umbria evoca nella fantasia collettiva l’idea di pace e tranquillità. Una regione in cui la vita ha ancora una dimensione umana, lontana dai ritmi frenetici delle regioni fortemente industriali o altamente turistiche. La natura, la storia e l’arte la fanno da padrone e ne fanno un luogo dell’anima.
Allora l’Umbria è non solo metaforicamente “cuore verde d’Italia” ma concretamente la possibilità di vivere un soggiorno emozionante immersi nei luoghi dell’arte, dello spirito e della natura.
Se volete trascorrere una vacanza in primavera in umbria vi consiglio di visitare la sezione del sito dedicata agli agriturismi in umbria.
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La visita al Castello Bufalini promette un affascinante viaggio nel passato, tra le stanze dai raffinati affreschi e il ricco giardino all’italiana con giochi di fontane, limonaie e labirinto.
Situato in una zona di confine tra Umbria, Toscana, Marche e Romagna, il Castello Bufalini nasce come fortezza militare per difendere l’abitato di San Giustino ed il territorio circostante. La sua edificazione risale al 1480 quando Citta’ di Castello, per arginare gli attacchi dei nemici, decise di costruire un castello fortificato su progetto dell’architetto romano Mariano Savelli sul luogo di un fortilizio preesistente di proprietà della famiglia Dotti, ormai in rovina a seguito degli eventi bellici del tempo.
Poichè la costruzione richiedeva un ingente capitale, nel 1487 il Castello fu donato a Niccolò di Manno Bufalini, cittadino tifernate e ricco possidente terriero in San Giustino, con l’obbligo di completare i lavori sotto la direzione di Giovanni e di Camillo Vitelli e di difendere il maniero in caso di guerre. La fortezza fu costruita a forma di quadrato irregolare con torri angolari raccordate da camminamenti merlati, su cui domina la mole della torre maestra; il tutto ulteriormente difeso da un ampio e profondo fossato a pianta stellare con ponte levatoio. Nel 1500, con il consolidarsi della potenza economica e politica della famiglia Bufalini divenuta di fatto la feudataria del luogo, il Castello fu trasformato in una villa fortificata secondo nuove esigenze sociali, artistiche e culturali. Promotori di tale iniziativa furono l’Abate Ventura Bufalini ed il fratello Giulio.
Lo splendido giardino all’italiana improntato al gusto delle corti rinascimentali, costituisce un vero gioiello impreziosito dal “labirinto”, emblema dell’architettura da giardino tardo-rinascientale. Il progetto di riqualificazione, attribuito al Vasari verso il 1492, prevedeva cicli ad affreschi con decorazioni raffiguranti ‘Miti’ e ‘Grotteschi’ dipinte dal Gherardi. Un’importante e preziosa ‘Quadreria’ testimonia la ricchezza e il prestigio della famiglia. Gli interni ancora conservano gli antichi arredi di gusto tardo- rinascimentale e barocco. Dal 1989 il castello è di proprietà del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è visitabile nel periodo estivo su prenotazione presso la Cooperativa “Il Poliedro”
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Ussita (Ùssita) è un comune italiano di 437 abitanti della provincia di Macerata nelle Marche. Ussita è un comune sparso; la sede comunale è situata in località Fluminata.
Ussita non è solo natura, montagna e sci. Ma anche una storia che parte dal 1000 a.c. e che ci ha lasciato nel corso dei secoli opere d’arte importanti come le tante chiese sparse nel suo territorio e importanti personaggi storici. In ogni stagione dell’anno la natura offre caratteristiche distintive che rendono sempre interessante organizzare una visita nella zona.
Il paese, a carattere tipicamente montano, si sviluppa su numerose piccole frazioni tutte adagiate alle pendici del Monte Bove.
La storia di Ussita è legata a quella di Visso di cui era la più importante delle cinque “guaite” che nel XIII secolo, svincolatesi dall’autorità dei feudatari, entrarono a far parte di questo comune, mantenendo sempre autonomia amministrativa nel proprio territorio.
Risale al 1380 la costruzione del castello sul colle Fantellino, favorita da Rodolfo da Varano. Il castello, di cui resta soprattutto una torre in pietra del XIV secolo a base quadrata, consisteva in una cinta muraria di forma trapezoidale, difesa da cinque torri e da un fossato esterno; i ruderi sono visibili in località Castel Murato.
Molto interessante l’Archivio Comunale che senza subire spoliazioni conserva gran parte delle testimonianze di vicende politiche e amministrative che nel corso dei secoli hanno segnato la vita della piccola e fiera comunità a parte il furto subito a metà degli anni settanta di oggetti appartenenti al Card. Gasparri (la medaglia della Conciliazione in argento ed il Collare della SS. Annunziata).
D’inverno è molto praticato lo scii nei campi di Frontignano grazie anche agli impianti rinnovati.
D’estate invece ultimamente sta prendendo molto piede la pratica del Nordic Walking. Tutto l’anno (o quasi) sono aperti la piscina, il palaghiaccio (uno dei pochi regolari nel centro Italia per le gare di Hockey), i campi da tennis e il campo da calcio. Il parco giochi invece offre la possibilità di dilettarsi nel minigolf. Certamente Ussita non offre grandi opportunità di svago per gli amanti dello shopping e per chi è a caccia dei locali da divertimento (anche se le città di Camerino e di Spoleto distano solo rispettivamente 30 e 45 minuti); Ussita invece risulta essere una meta allettante per chi cerca il sano divertimento, il riposo, ed un’esperienza a contatto con la natura.
Ussita, con la vicina frazione di Frontignano, è situata all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini ed è una delle più belle località dell’Appenino. La zona offre numerose opportunità culturali e di attività outdoor in inverno ed in estate: sci, snowboard, sci alpinismo, trekking, nordic walking, mountain bike. Molte sono anche le infrastrutture della valle, pattinaggio del ghiaccio, nuoto, tennis, equitazione…
Inverno a Ussita e Frontignano è neve, sci e panorami. Inverno a Ussita Frontignano vuol dire riscoprire sapori e sensazioni di una montagna orginale con paesaggi unici per l’Appennino.
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Verra’ presentato alla città in anteprima nazionale, domenica prossima a Spoleto, al Chiostro di San Nicolò, alle ore 17, il filmato ”A mani nude. Uomini e miniere” di Francesca Garofoli, prodotto da Rai Educational, La storia siamo noi e Rai Storia, in occasione del 55/o anniversario della sciagura delle miniere di Morgnano. Saranno presenti il sindaco, Daniele Benedetti, e gli autori del programma.
La sciagura – si ricorda in una nota del Comune – avvenne il 22 marzo 1955, nel cantiere centrale del pozzo Orlando della miniera di Morgnano. Alle 6.40 del mattino, una scintilla innesco’ una reazione esplosiva in una sacca di grisou fuoriuscita da una galleria in tracciamento, a 300 metri di profondita’. Per i 23 minatori, ormai a fine turno, nessuna speranza di salvezza.
Per 21 di loro la morte fu istantanea. Altri due morirono poche ore dopo all’ospedale di Spoleto.
”La storia siamo noi” di Giovanni Minoli, ripercorre quei tragici momenti ma anche la storia d’Italia attraverso le miniere e il racconto degli stessi minatori
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La Chiesa di Santa Maria di Pistia (detta anche “di Plestia“), edificata probabilmente sul luogo dell’antica cattedrale, è una chiesa in stile proto-romanico e santuario di “confine“, situata sull’Altopiano Plestino, al confine tra Umbria e Marche, nel comune di Serravalle di Chienti, ma contigua all’abitato di Colfiorito. Sorge su nodo stradale di grande importanza fino a tutto l’Alto Medioevo, nell’area dell’antica città di Plestia, a 112 miglia da Roma, scomparsa nel X secolo, in origine probabilmente luogo d’incontro del cardo e del decumano. È sede di diocesi titolare: Dioecesis Plestiensis, il cui vescovo titolare è, dal 1988, Thaddeus Joseph Jakubowski, fino al 2003 vescovo ausiliare di Chicago.
Nel cuore dell’altopiano sorge la chiesa della Madonna di Pistia, alterazione popolare di Plestia, antica città umbra, fiorentissima in epoca romana. Chiesa di origine plebale, restaurata negli anni ‘60. Sorge entro l’importante area archeologica dell’antica città romana di Pistia: ovunque si segnalano ritrovamenti di armi, monete e tombe. Qui, al tempo della seconda guerra punica si svolse una battaglia fra l’esercito di Annibale e quello romano guidato dal luogotenente Centenio.
Di questo storico evento restano traccie nella toponomastica popolare, armi di tipo cartaginese, resti umani.
La chiesa, di impianto rettangolare, con un ordine di colonne a formare un portico, aggiunto alle facciate ovest e sud in epoche successive, è’ impostata su edifici di epoca paleocristiana del IV sec. e sulle rovine del tempio romano di cui furono recuperati i materiali da costruzione. Nel V sec. divenne sede vescovile; dopo il 996, epoca della visita dell’imperatore Ottone III, venne ricordata come città scomparsa. La chiesa fu probabilmente ricostruita nel corso del sec. XI, ed ebbe la funzione di pieve prima della metà del ‘300. In epoca recente l’abside semicircolare crollò e fu ricostruito il suo inviluppo in ferro e vetro (un disastro cui occorre porre rimedio).
L’interno presenta una sola grande aula, coperta da tetto a capriate lignee e presbiterio fortemente sopraelevato.
Nei sotterranei sono i resti del Tempio romano e la cripta, datata fra il XI – XII sec., una delle più antiche presenti nel territorio camerte (Paoloni), di forma rettangolare (iconografia “ad oratorium”), costituita da tre navate absidate, la mediana delle quali è tripartita da colonnine e pilastrini sormontati da capitelli ad intagli geometrici, con sovrastanti dieci piccole volte a crociera e muri perimetrali, molto simile alla cripta di S.Marco in Colpolina. Sul fondo era un ara antichissima oggi collocata all’ingresso del tempio.
Ogni primo lunedi del mese si svolge, da maggio a settembre, secondo una tradizione che si perde nel medioevo, una fiera di merci e bestiame che richiama tutti gli abitanti dei paesi vicini.
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Montepulciano è un comune di 14.472 abitanti della provincia di Siena, posto a 605 metri sul livello del mare, a cavallo tra la Val di Chiana e la Val d’Orcia. Di antica e lunga storia, Montepulciano ha origini dal popolo degli Etruschi a partire dal IV secolo a.C.
Ha notorietà anche per la ricchezza di ottimi vigneti da dove si ricava il vino Nobile di Montepulciano DOCG.
La città di Montepulciano ha un passato legato in parte all’essersi trovata all’incrocio di due strade di importanza regionale (da Chiusi ad Arezzo da sud a nord, e dalla Valdorcia alla Valdichiana e al Trasimeno da est ad ovest) e in parte alla sua collocazione strategica al confine dell’area di influenza di vari potentati cittadini basso medioevali (Orvieto, Perugia, Siena, Firenze).
Questo ha fatto sì che nei primi secoli del secondo millennio abbia sviluppato ricchezze e potere in modo ragguardevole, al punto da divenire preda ambita e da conquistarsi un’apprezzabile autonomia vendendo bene la sua alleanza alle città maggiori in perenne conflitto tra sé.
Purtroppo la sua definitiva entrata nello Stato fiorentino, dopo il 1511, se ne ha consacrato l’importanza formale (che si riflette nell’imponenza degli edifici pubblici e privati realizzati dopo tale data, e nell’erezione in Diocesi nel 1561) ne ha avviato un lento declino economico e sociale, al punto che nel secolo XVIII il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo se ne preoccupava, e s’interrogava sui modi per ridar vita ad un centro tanto prestigioso quanto decadente.
Nel secolo XIX la bonifica della Valdichiana e la rinnovata importanza della città, che diviene il centro amministrativo della zona, ne segnano un’apprezzabile rivitalizzazione, che però non dura oltre la metà del secolo XX; la perdita demografica della valle, per l’emigrazione al Nord di tanti agricoltori che si trasformeranno in forza lavoro per le fabbriche, e per i mutati modi di coltivazione della terra, non è stata ancora del tutto compensata da analoga crescita della piccola e media industria o dai servizi.
Malgrado ciò il prestigio artistico e storico della cittadina ha ancora un apprezzabile fascino, anche a livello internazionale, e questo fa sperare che Montepulciano possa trasformarsi definitivamente in un centro di produzione culturale.
Degna di nota, Piazza Grande, considerata il centro monumentale della città; lo spazio si articola in diversi edifici notevoli, ricordiamo il trecentesco Palazzo Comunale, il Palazzo Cantucci datato 1519, il Palazzo Nobili Targhi, interamente in travertino ed infine il trecentesco Palazzo del Capitano del Popolo, in laterizio.
Sempre nella Piazza, è il Pozzo de’ Grifi e dei Leoni, datato 1520, in raffinate forme rinascimentali.
La caratteristica chiesa di San Biagio, situata alle pendici del colle di Montepulciano, su di un ampio prato; la pianta, a croce greca, è sormontata da una cupola.
New Moon girato a Montepulciano
Il famosissimo film New Moon, secondo episodio della saga Twilight, è stato girato anche a Montepulciano. Nel libro parte della storia era ambientata a Volterra e così il regista Weitz ha deciso di venire a girare alcune scene in Italia e ha scelto Montepulciano per rappresentare la Volterra del libro.
La scelta della città di Montepulciano al posto di quella di Volterra ha creato alcune polemiche, ma il regista ha new-moonspiegato che dopo aver visto entrambe le città per motivi di simmetria della piazza, e quindi di maggior semplicità nelle tipologie di riprese, è stata scelta Montepulciano.
Le riprese sul set italiano sono iniziate il 26 maggio 2009 e finite il 29 maggio 2009 e il set ovviamente era blindatissimo.
Il cast presente a Montepulciano era formato da: il regista Chris Weitz, i protagonisti Kristen Stewart (Bella), Robert Pattinson (Edward), Ashley Greene (Alice Cullen) e gli interpreti dei Volturi (i vampiri di Volterra) Daniel Cudmore (Felix), Charlie Bewley (Demetri) e Dakota Fanning (Jane).
A Montepulciano l’Androne del palazzo comunale, attribuito all’architetto rinascimentale fiorentino Michelozzo, e il famosissimo chiostro sono stati tinteggiati di rosso cupo. E in piazza Grande è stata creata una fontana descritta nel libro che è lunga 7 metri ed è stata realizzata in legno e cartapesta.
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L’isola Polvese è per estensione la più grande tra le tre isole del Lago Trasimeno. Molto probabilmente trae il suo nome da polvento (zona di sottovento).
Dal rinvenimento di numerosi reperti è da credere che fosse stata frequentata fin dalla protostoria.
Certo invece è che fosse stata frequentata dagli etruschi ed abitata dai romani.
L’Isola Polvese è la più grande isola del lago Trasimeno, in Umbria, con una estensione di 69,6 ha. La costa si trova a 258 m s.l.m., mentre la sommità raggiunge i 313,4 m; nella parte orientale e meridionale è presente una vasta zona umida con canneti che danno rifugio a varie specie di uccelli ed anfibi. Nella parte settentrionale si trova un piccolo bosco (11 ha), prevalentemente popolato dal lecci e roverelle. L’isola è abitata in maniera semi-continuativa solo da un paio di famiglie.
Presenta un ambiente particolarmente suggestivo, frutto di un’armoniosa integrazione tra paesaggio naturale e antropizzato: oltre alla vegetazione tipica delle zone umide, un’antica lecceta d’alto fusto e un esteso e secolare oliveto.
Oggi l’isola polvese è amministrata dalla Provincia di Perugia, è totalmente disabitata seppur dotata di alcune strutture di accoglienza turistica come un bar/ristorante ed un centro servizi.
L’isola è raggiungibile attraverso il servizio di navigazione del Trasimeno gestito dall’Apm, partendo da San Feliciano.
Tra gli itinerari più interessanti da svolgere sull’isola vi è il sentiero che percorre il versante nord-ovest, più fresco e umido, in cui si sviluppa un bosco di lecci. Interessante il sentiero che dall’oliveto conduce al giardino delle piante acquatiche fino alla Chiesa di San Giuliano, al Castello e al Podere del Poggio, la vecchia fattoria abbandonata dal cui balcone è possibile godere di uno splendido panorama.
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Agriturismi Spoleto, i migliori agriturismi a Spoleto, hotel alberghi b&b agriturismo a Spoleto: scegli ora i tuoi agriturismi a Spoleto!
La zona di Spoleto è una zona tranquilla e molto bella, adatta per vacanze tutto l’anno. La città principale, Spoleto, è un’antica città con forti influenze romane situata sul colle Sant’Elia, ai piedi degli Appennini, al confine con la Valnerina.
La regione è una destinazione preferita per l’agriturismo in Umbria, con molti visitatori che desiderano approfittare di uno stile di vita rurale, un modo magnifico per rilassarsi e assorbire la vera cultura dell’Umbria.
L’annuale Festival di Spoleto, il Festival dei Due Mondi, a giugno e luglio, trasforma questa pacifica regione in una destinazione vivace, con espressioni artistiche e attività che arrichiscono ogni angolo della regione. Soggiornare in un agriturismo a Spoleto per il festival è un colpo di fortuna, perché ogni camera e appartamento a Spoleto vengono prenotati con molto anticipo.
La città di Spoleto è un posto magnifico in cui prendere un agriturismo in Umbria, con molte viste stupende da vedere e luoghi in cui godersi l’autentica cucina umbra.
Per prenotare il tuo agriturismo a Spoleto vai nella sezione Agriturismi umbria.
Cosa visitare a Spoleto: La Rocca Albornoziana con la torre della Spiritata, II Duomo sorto nel 1067 sui resti di una Chiesa del IX secolo, La Chiesa di San Salvatore (sec.IV) La Chiesa di Sant’Eufemia (sec. XII) costruita nell’area di una Insula di cui restano mosaici e mura, L’Arco di Druso, II Monastero di Sant’Agata e la Chiesa di San Pietro, II Palazzo Spada sede della Galleria d’Arte Moderna, II Palazzo Racani Arroni, II Ponte delle Torri, L’elegante casa romana di Vespaia Polla con pavimenti e mosaici ancora intatti, La Selva con il convento Francescano del XII secolo a Monteluco, La Chiesa di Sant’Ansano del primo Medio Evo, Numerosi monumenti romanici come: San Gregorio Maggiore, San Domenico, San Paolo Inter Vineas e S. Eufemia, La Torre dell’Olio del sec. XIII, Le Chiese romaniche di: San Pietro, San Ponziano e San Giuliano,II Palazzo Comunale del ‘200, I Palazzi del XVIII secolo: Callicola, Campello, e Ancaiani, II Teatro Nuovo del ‘800, II Teatro Caio Melisso del 1880.
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