Il massiccio dei monti Martani si trova al centro dell’Umbria e si estende, con un andamento regolare da sud a nord, per circa 45 chilometri, tra le province di Terni e di Perugia.
Appartiene all’Appennino umbro-marchigiano.
È delimitato ad est dalla Valle Umbra e dalla Valserra; ad ovest dalla valle del fiume Tevere e da quella del Naia nella parte meridionale; a sud dalla Conca Ternana con il fiume Nera. La catena dei Martani è circondata da città e da centri storici importanti. A Nord Montefalco e Foligno, a Est Spoleto, a Ovest Todi, Acquasparta e Sangemini, a Sud Terni. Numerose sono anche le tracce dell’antichità più remota e le aree archeologiche. La più importante è quella di Carsulae.
La catena dei Monti Martani, per la sua posizione quasi di spina dorsale dell’Umbria, rientra molto probabilmente nel grande percorso di crinale appenninico, uno dei principali usati nella preistoria negli spostamenti umani lungo la penisola.Le tracce di frequentazione provenienti dalla fascia collinare e pedemontana indicherebbero l’esistenza di aree privilegiate rappresentate dalle terrazze fluviali di alcuni corsi d’acqua.
I Monti Martani presentano una varietà di caratteri geomorfologici ed idrogeologici e contatti litologici di particolare interesse, tipici dell’evoluzione tettonica dell’area.
Come in tantissime altre zone dell’appennino umbro, anche nel comprensorio dei Monti Martani è stato realizzato uno splendido itinerario dedicato al trekking. Il percorso unisce Cesi con Giano dell’Umbria, ha un andamento nord-sud a forma di 8 e i due rami si incrociano a Scoppio, il centro del Martani Trekking, MT appunto, come appare sulle tabelle bianco-rosse a forma di rombo che segnalano benissimo i sentieri, le mulattiere e le carraie del circuito. Nello stesso modo in cui è variegato e disomogeneo il territorio dei Monti Martani, anche il percorso si snoda tanto su per colli e boschi disabitati, quanto attraverso paesi e borghi ricchi di storia e tradizioni. Il percorso può essere grosso modo suddiviso in due parti: a occidente prevale il carattere naturalistico delle montagne, dei boschi, delle radure e degli orizzonti sconfinati; nel tratto orientale è l’uomo a dominare lo scenario: il percorso attraversa infatti una serie di piccoli villaggi a mezza costa pieno di spunti artistici e architettonici. L’itinerario, abbordabile anche per chi non è allenato, può essere iniziato da una qualunque delle nove tappe in cui si articola, per un totale di circa 110 km e con un dislivello di circa 5.000 metri in salita e 4.500 metri in discesa.
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